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Notiziario Sindacale n. 7  del 20 gennaio 2005

 

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versione stampabile del notiziario

Previdenza integrativa e TFR – Ulteriore rinvio
Stipendi gennaio – pagata la riduzione fiscale
Confronto al CNEL sulla istruzione e formazione tecnica superiore
Pensionati pubblici e privati nella contrattazione




 PREVIDENZA INTEGRATIVA E TFR – ULTERIORE RINVIO

Nella riunione del 18 u.s. al Ministero del Lavoro non si è concluso nulla se non il rinvio ad una successiva riunione, a febbraio, per quanto riguarda l’attivazione della previdenza integrativa e le modifiche al TFR.
La riunione svoltasi in tono minore, presieduta dal sottosegretario Brambilla, ha rilevato deludente la bozza di decreto del Ministro e la necessità di predisporne una nuova.
L’aria fritta dell’incontro ribadisce quanto già noto circa lo stanziamento da parte del Governo di queste risorse:
- 20 milioni di euro per l’anno 2005 per compensare le imprese che dovranno procedere sin da quest’anno allo smobilizzo del TFR da destinare ai fondi pensione complementare. Le risorse dovrebbero essere inserite nel decreto sulla competitività o in altro provvedimento;
- 200 milioni di euro per l’anno 2006;
- 500 milioni per l’anno 2007.
Come al solito gli stanziamenti aumentano con l’allontanarsi degli anni, così da rinviare agli altri la difficoltà, se sarà possibile, di reperire le risorse.
Con questo andazzo va sempre più aumentando il rischio di vanificare anche per il 2005 il sostanziale decollo della previdenza integrativa, con il conseguente maggiore danno per il trattamento pensionistico delle giovani generazioni.
Il meccanismo, astruso e per certi versi perverso, prevede per il lavoratore sei mesi di tempo dall’emanazione del decreto, che come sappiamo è ancora in gestazione, per esercitare il “silenzio-assenso”, cioè la facoltà di comunicare al datore di lavoro a quale fondo destinare il proprio TFR, tenendo conto (attenzione) che il silenzio, trascorsi sei mesi, equivale a consenso per cui passa al datore di lavoro la facoltà scegliere a chi destinare il TFR, tenendo conto che i contributi destinati alla previdenza integrativa beneficiano di una esenzione d’imposta sulla base di 5.164,23 euro.
Tutto questo tergiversare non consente di non far sorgere il noto sospetto che l’inghippo sta sia nei datori di lavoro che vogliono cautelarsi contro lo smobilizzo del TFR, le cui somme, virtualmente accantonate in bilancio nel fondo liquidazioni, sono di fatto utilizzate per l’attività operativa, sia in alcune parti sociali che vogliono accaparrarsi per i propri fondi – chiusi o aperti- un così alto flusso di denaro.
Tutto ciò alla faccia dei lavoratori che con il pagamento dei contributi mensili ingrassano i detentori i detentori del maneggio (R.P.).

 


 STIPENDI GENNAIO – PAGATA LA RIDUZIONE FISCALE

Benissimo. Il Servizio centrale per il sistema informatico dell’Amministrazione Centrale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, è riuscito, contrariamente alle previsioni, a pagare con lo stipendio di gennaio l’aumento, approvato dalla legge finanziaria del 31 dicembre scorso, derivante dalla nuova modalità di tassazione dei redditi conseguiti dalle persone fisiche in conseguenza della riduzione delle imposte.
I dipendenti infatti hanno avuto la lieta sorpresa di trovarsi un aumento ,mediamente variabile di 30/40 euro nello stipendio di questo mese.
Malissimo. Se a causa della riforma fiscale il dipendente dovesse accorgersi di avere subito un inasprimento d’imposta, quando presenterà la dichiarazione dei redditi nel 2006 per l’anno 2005, potrà optare per il trattamento fiscale più favorevole scegliendolo fra quelli in vigore al 31 dicembre 2002 oppure al 31 dicembre 2004 !!!
Occorrerà ricordarsene e soprattutto si dovrà riuscire a rilevare gli importi d’imposta pagati in più in uno o nell’altro degli anni 2002 oppure 2004.
Fermatevi qui per leggere la notizia.

Chi vuole saperne di più invece legga il seguito.

Il nuovo trattamento fiscale introduce quattro modifiche importanti:

1) riduzione del numero delle aliquote;

2) revisione degli scaglioni di reddito;
- per i redditi sino a 26 mila € l’aliquota è del 23 %;
- “ “ oltre 26 mila € e fino a 33.500 € l’aliquota e del 33 %;
- “ “ oltre i 33.500 € l’aliquota è del 39 %;
- “ “ oltre i 100mila € l’aliquota è del +4% contrib.solidarietà.
3) Trasformazione delle detrazioni d’imposta per carichi di famiglia in deduzioni;
- le nuove regole cambiano radicalmente la determinazione del reddito imponibile e dell’imposta dovuta.Infatti mentre prima le detrazioni riducevano l’imposta lorda, le nuove deduzioni ora riducono il reddito complessivo e spettano soltanto per i familiari fiscalmente a carico con un reddito non superiore a 2.840,51 € al lordo di spese mediche,contributi previdenziali obbligatori, ecc.

4) Nuovo modo di determinare l’imponibile e di calcolare l’imposta:
- il nuovo sistema prevede l’eliminazione delle detrazioni d’imposta per redditi di lavoro: dipendente, di pensione, di lavoro autonomo e di impresa minore. (R.P.)
 


 CONFRONTO AL CNEL SULLA ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE

Nella sede del Parlamentino del Cnel si è svolta una giornata di confronto con le parti sociali, nell’ambito dell’istruzione e formazione tecnica superiore con riferimento anche a poli formativi e reti territoriali.
Durante la mattinata, si è tenuto un seminario organizzato dalla Dott.ssa Maria Grazia Nardiello, Direttore Generale per l’Istruzione post-secondaria e per i rapporti con i sistemi formativi delle Regioni e degli Enti Locali, seminario che ha affrontato il tema dell’Istruzione e Formazione tecnica superiore, i poli formativi e le reti territoriali con ipotesi a confronto sia sulle sperimentazioni in atto, sia nell’ambito delle prospettive di sviluppo dei nuovi modelli nel quadro delle riforme del sistema educativo e del mercato del lavoro.

Il confronto, che ha visto presenti le parti sociali, tutti i venti direttori degli uffici scolastici regionali, rappresentanti delle regioni, il Ministero del lavoro e il Sottosegretario Maria Grazia Siliquini, si è sviluppato sugli argomenti relativi al Partenariato pubblico-privato nelle strategie nazionali e dell’UE, all’accordo in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni del 25 novembre 2004 relativo alle linee guida per il triennio 2004-2006, ai progetti P.OL.I.S. in Piemonte e in Sardegna, al Campus in Lombardia, alla Filiera formativa, progetto per il settore calzaturiero ed al documento dei Ministri responsabili dell’istruzione Ue del 14 dicembre 2004, sulle priorità future di una maggiore cooperazione europea in materia di istruzione e formazione professionale.
Erano presenti per la Confsal il Prof. Emilio Fatovic ed il Prof. Rino Piroscia, componenti anche il comitato nazionale degli IFTS e per lo Snals il Prof. Benito Sammarco.
La Confsal, nel suo intervento, ha sottolineato come il percorso degli IFTS, essendo un segmento proprio dell’istruzione e della formazione, debba vedere sempre presenti in tutti i progetti sia formativi che di sistema, le Istituzioni Scolastiche, l’Università e le parti sociali componenti il Comitato Nazionale del IFTS. D'altronde l’accordo, in sede di Conferenza Unificata, sottolinea l’esigenza che il Partenariato, anche a livello regionale, comprenda tutti i soggetti istituzionalmente previsti per gli IFTS. Si è sottolineato, inoltre, l’esigenza che, nell’ambito dei programmi regionali che comprendono eventuali misure di accompagnamento e di sistema, anche se collegati a specifici progetti di filiere formative settoriali, il Partenariato debba prevedere percorsi inter-regionali con l’obiettivo di rispondere alla domanda di qualificazione per figure chiave, spendibili in termini di valore aggiunto nei settori del mercato del lavoro. Inoltre la Confsal ha sottolineato come la prevista costituzione dei “Poli Formativi per l’Istruzione e la Formazione Tecnica Superiore” debba coinvolgere tutte le Regioni ed, in seconda istanza, con il modello consolidato, tutte le Province.
Nel pomeriggio si è tenuta la riunione del Comitato Nazionale IFTS. Di rilievo è stata l’approvazione del programma di lavoro per il 2005 in attuazione dell’accordo in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni del 25/11/2004.
Il programma approvato si articola in segmenti relativi ad azioni volte a : - monitorare, valutare e consolidare i risultati della fase 1999-2003, - monitorare l’accreditamento delle competenze ed il riconoscimento dei crediti, - approfondire i risultati dei percorsi IFTS per gli adulti occupati, - a riorganizzare e potenziare la banca dati nazionale, - a riattivare i comitati di settore, - a potenziare i gruppi di lavoro, - a costituire l’osservatorio sullo sviluppo dei sistemi formativi con il compito di seguire la dimensione europea degli IFTS, l’attuazione delle riforme del sistema educativo e del mercato del lavoro della riforma costituzionale delle Stato, la realizzazione degli interventi riguardanti la ricerca scientifica e tecnologica.
In sede di Comitato la Confsal evidenziando come il documento delle Conferenza Unificata sottolinei che la programmazione regionale dei percorsi degli IFTS debba avere un confronto con le parti sociali, avvalendosi dei Comitati Regionali IFTS, ha chiesto ai rappresentati delle Regioni che l’impegno assunto si concretizzi con l’attivazione ed il funzionamento di Comitati Regionali, che per norma istitutiva debbano prevedere la presenza della Confsal, e che nel confronto con le parti sociali sia coinvolta la Confederazione Confsal in quanto titolare per rappresentatività e per competenza, stante il rilievo della sua federazione Snals. Il Comitato ha fatto proprie le osservazioni richiedendo all’ISFOL un monitoraggio sui Comitati Regionali e sulla composizione dei vari Partenariati in atto, per poi impegnare le varie Regioni sul percorso che veda coinvolti tutti i soggetti titolari. (E.F.)
 


 PENSIONATI PUBBLICI E PRIVATI NELLA CONTRATTAZIONE

A fine luglio era stato approvato all’unanimità dalla Camera dei Deputati l’o.d.g. BIONDI-NAN, che prevedeva “l’adeguamento delle pensioni come elemento essenziale di tutte le prossime contrattazioni”; che tale adeguamento doveva avvenire “… con riferimento anche alla dinamica retributiva dei lavoratori”, formulazione suggerita dal Ministro MARONI (ovviamente “ nei limiti consentiti dai vincoli di bilancio”), che accettava l’ordine del giorno a nome del Governo. Durante la discussione della FINANZIARIA 2005, è stato presentato un emendamento aggiuntivo, in linea col suddetto o.d.g., primo firmatario Publio FIORI: “in ogni futuro contratto collettivo nazionale di lavoro pubblico e privato devono essere inserite percentuali di incremento anche per i pensionati del settore e non solo per i dipendenti in servizio…”.
Purtroppo, inaspettatamente l’unanimità è scomparsa e la proposta è stata respinta, provocando l’indignazione di BIONDI per la palese contraddizione del Governo (MARONI non si è sentito...) e di FIORI, altro Vice Presidente, che esprime addirittura il timore che “i pensionati vengano abbandonati al loro destino”.
La Confsal, che in materia di “pensioni d’annata” si batte da oltre vent’anni, continuerà comunque a impegnarsi sul piano legislativo, in accordo coi parlamentari autentici difensori anche dei pensionati. (CD)
 

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