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DIPARTIMENTO
GIURIDICO
LETTERA APERTA sulle AZIENDE SPECIALI
Al Coordinatore Nazionale
Di.c.c.a.p. SNALCC-FeNAL-SULPM
Segretario Nazionale SNALCC
Guido Vacca
Caro Guido,
alcuni nostri iscritti, per la verità in numero molto ridotto,
hanno manifestato timori circa il nostro impegno di far
applicare lo stesso contratto camerale anche ai dipendenti delle
unioni e delle aziende speciali delle camere di commercio.
Tali timori possono essere così riassunti
1. questi dipendenti sono raccomandati o figli o amici ed amiche
e non hanno superato un concorso per ottenere il posto di
lavoro;
2. pur senza concorso, per ora si appropriano dei lavori
migliori, poi possono anche entrare nei ruoli camerali, facendo
definitivamente fuori coloro che sono entrati per concorso
pubblico;
3. gli amministratori non aspettano altro per poter in seguito
assumere amici ed amiche senza concorso ma per chiamata diretta,
immettendoli in ruoli pubblici.
Credo che sia utile rammentare ai nostri dirigenti locali che
tali timori sono infondati e, soprattutto, le ragioni di fondo
che ci consigliano di perseguire la strada di un unico contratto
per tutti i dipendenti del sistema camerale, affinchè gli stessi
possano trasmettere tali idee a tutta la base.
Dunque
a. abbiamo sempre sostenuto che il contratto degli enti locali
ci va stretto ed abbiamo sempre rivendicato un comparto camerale
: tale comparto non può limitarsi alle sole camere di commercio
ma deve, per forza di legge e di logica, comprendere l’intero
sistema camerale;
b. il sistema camerale, già formato ed esistente di fatto ma non
di diritto, è formato dalle camere, dalle loro unioni e dalle
loro aziende speciali : come tale è citato in alcune norme,
sempre ricordato da unioncamere nazionale in tutti i suoi
documenti, ma non ancora formalizzato;
c. se non si riesce ad ottenere a breve tale formalizzazione,
anche per i lavoratori, si rischia che le camere, con i loro
dipendenti, confluiscano nelle regioni;
d. la nostra organizzazione può agire sul versante dei
dipendenti, lasciando ad che di dovere gli interventi sugli
altri versanti;
e. la maggior parte dei dipendenti (non si parla qui dei
dirigenti) delle unioni e delle aziende speciali non sono solo
raccomandati o amici ed amiche;
f. la proposta della nostra organizzazione vuole far applicare a
tali dipendenti il contratto camerale e non il contratto del
commercio (o in alcuni casi dei lavoratori portuali ecc.),
sempre però restando datore di lavoro non la camera ma l’unione
o l’azienda speciale : si tratta solo di mutare il contratto di
riferimento, non più commercio o altri ma il CCNL 22/1/04 che
sempre privatistico è;
g. in base a ciò non vi potrà essere mai alcuna immissione nei
ruoli camerali : viene solo applicato a dipendenti che ci
lavorano a fianco il nostro stesso contratto, così come già ora
avviene nell’unione regionale toscana che ha mutato pochi anni
fa il contratto da commercio a camerale, senza alcuna immissione
nei ruoli camerali;
h. chi ha vinto un concorso pubblico per un lavoro pubblico non
ha, dunque, nulla da temere : semmai ora vi è confusione in
ispecie nelle camere dove vengono affidate mansioni pubbliche a
lavoratori assunti senza pubblico concorso;
i. gli amministratori che volessero immettere nei ruoli camerali
i raccomandati, amici ed amiche assunti nelle aziende speciali,
non hanno bisogno di attendere che ad essi venga applicato il
contratto camerale, bastando loro chiudere l’azienda speciale :
per legge, una volta chiusa una azienda speciale, il personale
deve essere assunto (quindi qui sì immesso in ruolo) dalla
camera di commercio che aveva istituito la stessa azienda;
quanto detto non è favola ma quanto realmente avvenuto in questi
anni nelle camere di commercio di Siena, Reggio Emilia e Teramo,
per quanto a mia conoscenza, ma non escluderei altri casi;
j. un unico contratto che ricomprenda tutti i dipendenti del
sistema camerale può fornire a tutti i lavoratori, sia i
classici camerali sia quelli del sistema allargato, una maggiore
possibilità di far valere la qualità e quantità del lavoro che
si presta, per ora mortificate nel comparto degli enti locali ed
nel contratto del commercio (almeno per la stragrande
maggioranza delle unioni ed aziende speciali);
k. tale unico contratto frenerebbe l’ansia degli amministratori
di aprire e chiudere sempre nuove aziende speciali.
Ti saluto caramente
Antonio
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