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AZIENDEDal Segretario Nazionale SNALCC

A  TUTTI I  DIRIGENTI  DICCAP-SNALCC

         Come tristemente noto, il sistema delle Camere di Commercio è interessato da tanti e diversi contratti collettivi nazionali di lavoro.

         Per questo illogico motivo, la segreteria nazionale ha predisposto un emendamento alla legge finanziaria 2005 per il raggiungimento di un unico contratto di lavoro per tutto il personale del sistema delle Camere di Commercio.

         Per raggiungere questo grande obiettivo, vengo a chiedere a tutti i dirigenti locali,che riescano ad avere contatti con parlamentari di qualsiasi partito politico, di chiedere l’inserimento dell’allegato emendamento nella legge finanziaria 2005.

         Il tempo a disposizione è poco, per cui è opportuno mobilitarsi al più presto ed eventualmente di darmene cortese comunicazione.

         In un momento particolare in cui l’Unioncamere  ha già presentato un emendamento per privatizzare il rapporto di lavoro dei suoi dipendenti, dobbiamo

lottare uniti contro una macroscopica ingiustizia, una evidente disparità di trattamento e chiedere con forza, con convinzione che tutto il personale del sistema delle Camere di Commercio debba essere interessato dallo stesso contratto collettivo nazionale di lavoro.

         Un fraterno abbraccio ed un cordiale saluto.

                                                           Il Segretario Nazionale

                                                                  (Guido Vacca)

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato

(legge finanziaria 2005)

Emendamento art. 14 (Oneri per rinnovi contrattuali)

Dopo il comma 5 è inserito il seguente

 “5bis – Il I comma dell’art. 19 della L 29/12/93 N° 580 viene così sostituito : “L’ordinamento del personale delle camere di commercio e degli enti di cui all’art. 4, II comma,  6 e 7  della presente legge è disciplinato dall’art. 70 , IV comma, del d.l.vo 30/03/2001 N° 165  in unico comparto, senza alcun onere a carico del bilancio dello Stato.”

RELAZIONE

 

Con la norma si intende razionalizzare il sistema delle Camere di Commercio, loro unioni e loro aziende speciali, al fine di porre rimedio ad una situazione per certi versi anomala venutasi a stratificare per questi enti nel corso degli anni.

L’effetto della norma è quello di modificare l’attuale assetto della contrattazione collettiva riguardante il personale delle camere di commercio, loro unioni e loro aziende speciali, che vede tali enti inseriti in ambiti diversi di contrattazione, pur facendo parte di un unico ed omogeneo sistema con al centro l’Unioncamere .

In un’ottica di privatizzazione del pubblico impiego, in cui non ci può e non ci deve essere una differenza sostanziale tra rapporti di lavoro privato e rapporti di lavoro pubblico, in cui i comparti pubblici possono e devono essere definiti "in coerenza con quelli del settore privato", ed in cui la parità di trattamento dei lavoratori deve essere garantita ed attuata in modo assoluto, non può continuare ad esistere un sistema frammentario, disorganico e, soprattutto, disomogeneo, come quello previsto per il personale del sistema camerale.

L’inserimento del personale del sistema camerale in un unico ed autonomo comparto di contrattazione collettiva nazionale risponde anche alla precisa esigenza di omogeneizzare il contenuto dei contratti di lavoro di tutto il personale del settore, al fine di valorizzare ed armonizzare i compiti e le funzioni che ciascuno è chiamato a svolgere.

Sembra opportuno, quindi, costituire un distinto comparto di contrattazione collettiva, che riunisca ed armonizzi i rapporti di lavoro dei dipendenti del sistema camerale,garantendo a tutti,in uguale misura, medesimi condizioni e trattamenti retributivi e previdenziali, allo scopo di realizzare appieno i principi di imparzialità ed uguaglianza che la Costituzione italiana riconosce a tutti i cittadini.

Sotto il profilo degli oneri contrattuali la presente norma non grava in alcun modo sul bilancio dello Stato, neanche in forma indiretta, visto che il finanziamento del sistema camerale si fonda sul diritto annuale versato dalle imprese.

 

UNIONI E ASSOCIAZIONI

Centro Studi Gianfranco Marzola


Associazione Nazionale Professionale Dirigenti Camere di Commercio

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