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Nessuna integrazione al trattamento minimo, redditi personali alti o nell’ambito del nucleo familiare.



Sono iscritto SNALCC quale lavoratore presso la CCIAA di (…). Mia moglie, dal 2003 percepisce una pensione INPS di soli 60 euro al mese. In gioventù lavoro alle dipendenze quale operaia per 10 anni e fece, successivamente, versamenti volontari pari ad anni 6; complessivamente contribuì per 16 anni. Quando fece i versamenti non le fu detto che avrebbe corso il rischio di ricevere una miseria, come si è poi riscontrato. E’ corretto? Vi sono fondate possibilità per risolvere la questione?
Su quest’argomento giungono, e da tempo, sempre più lamentele. Particolarmente in ordine al fatto che i patti non sono stati rispettati in particolar modo per quei lavoratori che hanno deciso di proseguire volontariamente l’assicurazione obbligatoria quando, al tempo, nessuna disposizione vietava l’integrazione al trattamento minimo Inps a causa del reddito del coniuge.
Prima del 1° ottobre dell’anno 1983 neppure il reddito personale poteva contare ai fini dell’integrazione al minimo della pensione. Ognuno ne aveva diritto: poveri o ricchi che fossero. Solamente a partire dal primo ottobre 1983 l’integrazione (al minimo) è dovuta non superando limiti di reddito personali. Successivamente, poi, con il Decreto Legislativo 503 del 1992 (art.4) sono stati resi più aspri i requisiti computando anche i redditi del coniuge. 
Sull’argomento vi è stata la pronuncia della C. Costituzionale sostenendo la legittimità della nuova disposizione di legge: … non è fondata la questione di legittimità costituzionale della citata legge nella parte in cui dà rilievo, ai fini dell’attribuzione dell’integrazione della pensione al trattamento minimo, al reddito del coniuge del lavoratore assicurato. L’integrazione della pensione al minimo, sostiene la suprema Corte, non presenta la caratteristica del trattamento pensionistico, quale prolungamento della retribuzione lavorativa ma piuttosto una erogazione ulteriore per assicurare al lavoratore in quiescenza il reddito minimo, considerato necessario per far fronte alle esigenze di vita del titolare della pensione e della sua famiglia.
A questa Organizzazione pare oramai altamente consolidato l’orientamento sia della magistratura sia dell’apparato legislativo teso a legittimare modifiche alle regole (… in corso d’opera) che determinano la misura delle rendite pensionistiche senza radicalmente intaccare quelle che, al momento del cambiamento, sono in essere. Ci mancherebbe altro! 
Perciò, chiudendo la risposta al suo quesito, nessuna possibilità e, crediamo, nessuna speranza; purtroppo!.

Achille Giovanni Piardi – Sezione Nazionale Quiescenza e Previdenza SNALCC. 9 agosto 2004

 

 

Le malattie interruttive delle ferie

 

Tutte le malattie che colpiscono il lavoratore, la lavoratrice, durante le ferie ne sospendono il decorso?

No! Non tutte le malattie che si occorrono durante il periodo di vacanza sospendono il godimento delle ferie, di cui i lavoratori hanno diritto (sentenza della Corte Cost. n. 616 del 1997). Le ferie possono ritenersi interrotte soltanto quando la malattia di cui si rimane colpiti causi l’effettivo impedimento del recupero psicofisico. Secondo la C. di Cassazione, sentenza 1947 del 1998, sono da ritenere malattie interruttive solo quelle che impediscono “la salvaguardia dell’essenziale funzione di riposo, il recupero delle energie psico-fisiche e la ricreazione propria delle ferie”. L’INPS, con propria Circolare n. 109 del 17.5.1999, opina su quanto sentenziato dalla Cassazione rilevando che nella disposizione non emerge quale percentuale di danno biologico debba essere presente per limitare il godimento del periodo feriale. L’accertamento deve, perciò, essere effettuato di volta in volta; dunque, i lavoratori prestino attenzione.

 

3 Agosto 2004. Sezione Nazionale Quiescenza – Previdenza SNALCC

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CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER IL QUADRIENNIO NORMATIVO 2002-2005 E PER IL BIENNIO ECONOMICO 2002-2003, RELATIVO ALL’AREA DELLA DIRIGENZA DEL COMPARTO “REGIONI E AUTONOMIE LOCALI”

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Riflessioni e proposte in ..........Liberta'

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Con la diminuzione dell'export aumenta il rosso della bilancia commerciale

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Mobbing :Il riconoscimento del danno patrimoniale, biologico e morale nella Pubblica Amministrazione

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Le relazioni sindacali nel comparto delle Regioni e delle Autonomie Locali

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Strategie per il rilancio della competitività

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Il ruolo della comunicazione nel proceso evolutivo della Pubblica Amministrazione

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