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WOMEN IN BUSINESS
AND IN DECISIONMAKING
UN’INCHIESTA SULLE DONNE IMPRENDITRICI
(RISULTATI
DELL’INDAGINE SULLE IMPRENDITRICI)
INTRODUZIONE
L’inchiesta è stata condotta nell’ambito del progetto comunitario
“Women in Business and in Decision- Making” cofinanziato dalla DG
Lavoro e Affari Sociali della Commissione europea
Hanno collaborato al progetto:
Eurochambres-Eurochambres Women Network (EWN)
L’Unione delle Camere di Commercio e dell’Industria greche (UHCCI)
Hanno collaborato al progetto :
UNIONCAMERE
- La Camera di Commercio e dell’Industria di Cipro(CCCI)
- l’Associazione Women in
Business and Professional Women (BPW)
- La Camera di Commercio di Amburgo
- Il coordinamento del progetto è stato realizzato da Eurochambres/EWN
Scopo dell’inchiesta era scoprire quali problemi ostacolassero le
donne imprenditrici dal partecipare al processo decisionale
economico negli Stati Membri dell’UE, all’identificazione dei
problemi che devono affrontare nel far nascere un’azienda così come
nel portare avanti la propria attività quotidiana. Inoltre, scoprire
i vari aspetti delle imprese e di loro stesse e migliorarne la
conoscenza
Il 52% delle organizzazioni membre di Eurochambres hanno condotto
l’inchiesta nei loro rispettivi paesi, con un tasso di successo
variabile
Circa 6000 questionari sono stati mandati alle imprenditrici in
tutta Europa e 1356 sono state le risposte
Considerando il tasso di risposta variabile, i risultati si
concentrano sull’aspetto QUALITATIVO. Dato che la comprensione è la
finalità principale del progetto, la rilevanza statistica dei dati è
stata considerata d’importanza secondaria
Dalle risposte risulta che la tipica imprenditrice europea:
E’ ben istruita (educazione universitaria)
E’ a capo di una micro impresa
E’ sposata con figli ma senza aiuto familiare
Ha creato l’impresa prima dei 35 anni dopo aver già avuto altrove
un’esperienza lavorativa
Ha costruito la propria impresa non solo per comandare e prendere
liberamente le proprie decisioni, ma anche per convenienza economica
Dalle risposte risulta che la tipica imprenditrice europea :
Dedica oltre 48 ore a settimana (circa 60 nella maggior parte dei
casi) alla propria attività
E’ riuscita grazie al duro lavoro, la perseveranza, il supporto
familiare e una forte fiducia nei propri
mezzi
Deve far fronte ogni giorno sia ai problemi lavorativi sia a quelli
familiari
Dalle risposte risulta che la tipica imprenditrice europea :
Non riesce facilmente a conciliare lavoro e famiglia ma può superare
i problemi finanziari attraverso prestiti o fonti di finanziamento
alternative (famiglia o risparmi)
Tipo di imprese:
Un larga maggioranza (87.4%) delle donne imprenditrici ha micro
imprese
Il 10.1% ha piccole imprese
Il 2% ha imprese di medie dimensioni
Lo 0.5% ha grandi imprese
Questa tendenza si ritrova in tutti i paesi tranne la Polonia dove
le imprenditrici hanno più piccole che micro imprese


Profilo dell’imprenditrice europea:
Istruzione:
• 44% laurea
• 39% diploma
• 17% licenza di scuola media
• In tutti i paesi partecipanti eccetto Italia e Grecia, il livello
d’istruzione universitaria supera il 50% del campione. In entrambi i
paesi la maggior parte delle imprenditrici ha un’istruzione da
scuola secondaria superiore


Profilo dell’imprenditrice :
Situazione familiare:
• Il 76% delle imprenditrici hanno un partner
• Il 74% delle imprenditrici hanno figli
• I soli paesi in cui la maggioranza non ha un partner sono Ungheria
e Belgio
• Il solo paese dove la maggioranza non ha figli è la Germania




Profilo dell’imprenditrice :
Aiuto domestico:
• Il 57% delle imprenditrici non hanno aiuto a casa
• La Finlandia è il paese con minore aiuto e Malta quello
con il maggiore
Lavoro in proprio:
• Il 38% delle imprenditrici hanno sempre lavorato in proprio mentre
il 62% è diventato imprenditrice solo dopo aver svolto altri lavori




Profilo dell’imprenditrice :
Età d’inizio dell’attività:
• Oltre il 70% delle donne iniziano prima dei 35 anni. Circa il 15%
tra i 36 e i 40 e circa il 14% più tardi. Tempo dedicato
all’attività:
• Il 62% delle imprenditrici lavora oltre 48 ore a settimana, il 25%
lavora dalle 40 alle 48 ore e il 13% meno di 40. Del 13% che lavora
meno ore, il 6% dedica meno di 35 ore. La maggioranza delle donne in
questa categoria si trovano in Germania, Ungheria, Irlanda, Italia e
Lussemburgo




Profilo dell’imprenditrice :
Ragioni d’apertura dell’attività:
• Il 47% delle donne perchè vogliono comandare ed essere
indipendenti, il 46% per il guadagnoeconomico, il 42% per la
realizzazione personale, il 37% perchè non vorrebbero lavorare per
altri, il 25% perchè confidano nel prodotto/servizio che offrono e
il 15% per ragioni di stato sociale.
Il 17% per altre ragioni

Profilo dell’imprenditrice:
Origine dell’attività:
• Una larga maggioranza (70%) delle donne crea la propria impresa da
sola, un 22% la eredita e un 8% la acquista
Prima attività:
• Per l’ 86% delle imprenditrici l’attività attuale risulta essere
la prima. I paesi dove questa tendenza non può essere osservata sono
Ungheria e Malta


Profilo dell’imprenditrice :
Prima attività:
• Alla domanda sul destino della propria precedente attività, il 48%
risponde che va bene, il 21% non chiarisce, il 19% dichiara di aver
abbandonato l’attività e il 12% di averla venduta


ANALISI DEI RISULTATI
Ostacoli:
All’apertura dell’attività:
• L’ostacolo principale è di tipo finanziario (50% delle risposte)
seguito dalla gestione allo stesso tempo di lavoro e famiglia (31%)
e dalla mancanza di informazioni (28%). Il 17% risponde di non aver
incontrato problemi a far partire la propria attività
Di ogni giorno:
• La liquidità e i problemi finanziari (50%) seguiti da lavoro e
famiglia (45%) e dalla mancanza di tempo per aggiornarsi (28%). Il
12% constata di non dover affrontare particolari difficoltà

Ostacoli:
Di ogni giorno:
• Alla domanda su come sono stati superati gli ostacoli, le risposte
variano. Risulta non esserci una soluzione ideale ma le risposte più
ricorrenti riguardano lavoro duro, perseveranza, supporto familiare
e fiducia nelle proprie capacità
• Sulle questioni finanziarie le opinioni divergono. Alcune ricevono
supporto dalla propria banca, altre grazie ai propri risparmi o
all’aiuto familiare. La formazione di una solida base di relazioni e
di capacità amministrative è un’altra risposta frequente
Partecipazione al processo decisionale:
Le percentuali di partecipazione sono abbastanza basse
Il 18% risponde di prendere parte al processo decisionale delle
Camere di Commercio e il 23% di far parte di altre istituzioni
decisionali. Queste includono associazioni che spaziano dal campo
sociale a quello economico/professionale alla sfera politica

Partecipazione al processo decisionale:
Se si considerano gli ostacoli principali alla partecipazione
femminile agli organi decisionali (Camere di Commercio o altro), la
mancanza di tempo è la causa più rilevante (50% delle risposte),
seguita dagli impegni familiari (36%) e da “altri” (15%). Il 14%
risponde di non avere interesse a partecipare e il 14% non vede
ostacoli alla partecipazione


CONCLUSIONI/SUGGERIMENTI
Aspetti finanziari: le donne in generale richiedono alle banche
prestiti minori degli uomini al momento della creazione
dell’impresa.
Questo non attrae le banche. Strategie particolari dovrebbero quindi
essere attuate attraverso un meccanismo di garanzia che permetta di
offrire migliori condizioni di credito in caso di difficoltà nel
decollo dell’attività o di imprevisti problemi finanziari
Figli: dovrebbero essere previste facilitazioni per i bisogni delle
imprenditrici. Questo significherebbe un orario di lavoro flessibile
ed esteso. In alternativa dovrebbero essere prese misure per
incoraggiare e permettere agli uomini il congedo familiare
Famiglia: Dovrebbe essere più facile per le imprenditrici ottenere
aiuto per le faccende domestiche e iniziative come gli “assegni di
servizio” messe in atto dal Governo belga dovrebbero essere copiate.
Questo allevierebbe il sovracarico delle imprenditrici e nello
stesso tempo farebbe calare la disoccupazione
Orario di lavoro: le imprenditrici che conducono da sole la propria
attività dovrebbero essere incoraggiate ad assumere almeno una perso
part-time o a tempo pieno così che possano avere più tempo a
disposizione per la famiglia e per altre attività ma anche per
partecipare più attivamente al processo decisionale
GRAZIE PER L’ATTENZIONE!
Mariangela Gritta Grainer |