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PENSIONE col metodo retributivo, contributivo o misto; età. Alcune delle novità del sistema pensionistico.



La scorsa estate 2004 abbiamo trattato l’argomento, che riproduciamo in calce, LE PENSIONI INCAMMINATE VERSO IL SISTEMA CONTRIBUTIVO.
Oggi, richiamando quanto a suo tempo esposto, torniamo a parlare di pensioni e soprattutto del metodo (o sistema) di calcolo per pervenire alla definizione della futura “rendita” o trattamento di riposo; argomento assai sentito, visti i molti quesiti giunti negli ultimi mesi del 2004 ed in quest'inizio di 2005. Lo facciamo alla luce della nuova “Riforma Maroni” (Legge 23 agosto 2004, n. 243; vedi il testo nel nostro sito www.snalcc.it - Dipartimento pensioni).
Analizziamo assieme alcuni aspetti. Prima di tutto necessita distinguere in base al tipo (metodo o sistema) di calcolo.
Se la pensione di vecchiaia sarà calcolata col metodo retributivo (almeno 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995) oppure misto – parte retributivo e parte contributivo – (con meno di 18 anni alla suddetta data) niente cambia con riguardo ai requisiti contributivi ed all’età anagrafica. Si procede come prima, vale a dire quando sono soddisfatte le condizioni seguenti: età; contribuzione minima (20 anni ed anche solamente 15 se posseduti entro il 31 dicembre 1992); cessazione del rapporto di lavoro. L’età deve essere: 60 anni per le donne e 65 per gli uomini. Ripetiamo che stiamo esaminando le modalità relative alla pensione di vecchiaia (cioè sulla base dell’età anagrafica).
Se, diversamente, il calcolo della pensione dovrà avvenire col metodo contributivo legato alla totalità dei contributi versati (rivalutati in base all’andamento del PIL), cambiano le regole. Per ora e sino al 31.12.2007, l’età è variabile da 57 a 65 anni, sia per le donne quanto per gli uomini. Dal 2008 si cambia: il requisito anagrafico (invece di quello flessibile da 57 a 65 anni) è stabilito a 60 anni per le donne e 65 per i maschi. Ciò vale per quei lavoratori/trici che hanno iniziato a lavorare dal gennaio 1996 senza avere contributi di alcun genere: (né figurativi, né obbligatori, né da riscatto) in precedenza. Per questi lavoratori, pure per coloro che dovessero scegliere il metodo della pensione esclusivamente contributivo, la meta della pensione si sposta in là di tre anni per le donne e di otto per gli uomini. Pure nella definizione in base alla contribuzione è possibile ottenere la pensione, a prescindere dall’età, sempre che si posseggano 40 anni di contribuzione.
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Achille Giovanni Piardi. Sezione Nazionale Quiescenza - Previdenza SNALCC – febbraio 2005

 


 

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