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AZIENDE Notiziario Sindacale
n. 32 del
3 marzo 2005
Ai Segretari Nazionali delle
Federazioni-Confsal
Ai Segretari Regionali e Provinciali - Confsal
LORO SEDI
PREVIDENZA
INTEGRATIVA : INCONTRO AL MINISTERO DEL LAVORO
Il 2 marzo, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si è
tenuto un incontro a cui ha partecipato una delegazione della
Confsal sull’applicazione della legge delega, n. 243/04
relativamente alle tematiche della previdenza integrativa.
I lavori sono stati introdotti da una relazione del Ministro, On.
Maroni, e da alcune precisazioni del sottosegretario On. Brambilla.
Il ministro ha:
• manifestato l’impegno del Governo per far partire le nuove norme
sulla previdenza integrativa dall’inizio del mese di Luglio,
riferendosi in particolare al conferimento del TFR ai fondi pensione
e alle compensazioni per le imprese. Ha affermato che il punto di
riferimento per il Governo sono i contenuti della legge delega;
• spiegato che sottoponeva alle forze sociali una bozza di
articolato, aperto alle modifiche e/o integrazioni di tutti, che
riguardava solo una parte delle questioni. Si è impegnato, in tempi
medio brevi , entro un paio di settimane a predisporre una bozza di
articolato per questa seconda parte;
• illustrato perché, a suo parere, è utile separare le due questioni
(da un lato la definizione delle regole per la costituzione e
gestione dei fondi: ruolo di controllo del Ministero e della COVIP e
dall’altro le problematiche connesse in relazione al
silenzio-assenso, alla destinazione del TFR, che coinvolge il ruolo
delle Regioni, e delle compensazioni alle imprese). Fare subito il
primo provvedimento permetterebbe alla COVIP di essere pronta quando
il sistema, pochi mesi dopo, dovesse entrare in vigore avendo già
predisposto i regolamenti necessari. Il ministro ha affermato che
l’approvazione, in prima lettura, da parte del Consiglio dei
Ministri, di questo primo provvedimento servirebbe anche per evitare
che il provvedimento legislativo sul “risparmio” attualmente in
discussione in Parlamento riduca il ruolo della COVIP su queste
tematiche, indebolendo così il sistema delle garanzie per i fruitori
dei fondi pensione; (si deve ricordare che, perché il provvedimento
attuativo della delega diventi operativo , dopo la approvazione in
prima lettura da parte del Consiglio dei Ministri, vi è il passaggio
Parlamentare per poi tornare all’approvazione definitiva del
Consiglio dei Ministri). Ha detto che la sua volontà sarebbe quella
di portarlo in Consiglio entro 15 gg. ed ha, conseguentemente,
chiesto l’invio di contributi migliorativi in tempo utile per
poterne tenere conto nella stesura del testo da portare in
Consiglio. Il Ministro ha continuato dicendo che non è
pregiudizialmente contrario a riunire tutto in un unico
provvedimento, ma ha affermato che questo impedirebbe l’avvio
operativo dal 1° di luglio perché, comunque, si dovrebbe aspettare
che la COVIP, sulla base di direttive generali del Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali, predisponga i regolamenti
necessari su cui attivare le procedure operative e, per ovvi motivi
di opportunità politica, il necessario passaggio con le regioni
sulle tematiche che le coinvolgono non potrà avvenire se non con i
rappresentanti neo eletti ;
• ribadito che, in base alla delega, il sistema della previdenza
complementare comprende “forme pensionistiche complementari
collettive” (fondi pensione chiusi e fondi pensione aperti) e “forme
pensionistiche complementari individuali”;
• comunicato di aver appena firmato il decreto istitutivo del gruppo
di lavoro per la stesura del testo Unico delle disposizioni
legislative in materia previdenziale che resterà in carica fino al
31/3/2006, sarà presieduto dal Sottosegretario Brambilla e avrà come
coordinatore generale dei gruppi di lavoro, articolati su cinque
aree di competenze, il Dott. Prauscello. Ha anche informato che i
gruppi di lavoro saranno supportati sul piano tecnico – scientifico
da cinque università che hanno accettato di collaborare
gratuitamente. Ha sottolineato l’importanza e la delicatezza
dell’argomento perché il redigendo testo unico non avrà solo
possibilità di collazione delle norme, ma anche di uniformare la
normativa modificando o eliminando, se necessario, anche norme di
legge vigenti. Su questo argomento ha garantito una serie di
confronti con le parti sociali via via che i testi saranno in fase
di avanzamento di stesura;
• sottolineato la necessità di chiarire e ricomprendere, in regole
uniche e omogenee, controllo e modalità di trasparenza di tutti i
vari prodotti, di dare alla COVIP il controllo della gestione dei
fondi e, utilizzando la sfasatura temporale tra i due provvedimenti,
di consentire ai fondi funzionanti i tempi necessari per adeguare i
loro statuti;
• ha garantito una forte e chiara campagna di sensibilizzazione e
informativa precisa, dettagliata e puntuale non appena definito
anche il secondo decreto; elemento questo indispensabile, insieme
con la condivisione delle forze sociali, per far finalmente
decollare la previdenza integrativa.
Il Ministro , prima di aprire il dibattito, ha illustrato la sua
posizione su alcuni temi chiave del secondo documento; cosa
necessaria per potersi esprimere sulla prima bozza per ovvi motivi
di correlazione:
• ha auspicato, in relazione alla destinazione del TFR, che tutti i
lavoratori scelgano liberamente ma ha continuato dicendo che, nei
casi di mancata scelta del lavoratore e quindi in base al silenzio –
assenso, ritiene che la legge delega non espliciti una
gerarchizzazione tra le varie destinazioni. Ha espresso condivisione
ad individuare un ordine di priorità che preveda al primo posto , se
esistenti, i fondi contrattuali, poi i fondi regionali e solo in
fase meramente residuale ad un fondo INPS. Ha sottolineato che,
comunque, anche l’eventuale fondo INPS dovrà rispettare le regole
dettate dalla COVIP. Ha ribadito che la campagna di informazione
sarà trasparente e, al riguardo, si è impegnato a concordare con le
forze sociali il messaggio informativo che, comunque, non potrà
partire prima del 4 aprile per le problematiche connesse alle
imminenti elezioni regionali ;
• ha affermato che sul tema della “portabilità” ritiene di dover
applicare quanto previsto dalla delega che prevede “l’eliminazione
degli ostacoli che si frappongono alla libera adesione e
circolazione dei lavoratori all’interno del sistema della previdenza
complementare, definendo regole comuni, in ordine in particolare
alla comparabilità dei costi, alla trasparenza e portabilità al fine
di tutelare l’adesione consapevole dei soggetti destinatari; ……..,
nonché il riconoscimento al lavoratore dipendente che si trasferisca
volontariamente da una forma pensionistica all’altra del diritto al
trasferimento del contributo del datore di lavoro in precedenza
goduto, oltre alle quote del trattamento di fine rapporto”;
• ha ricordato che andrà affrontato anche il delicato capitolo della
disciplina fiscale e della compensazione alle imprese, precisando
che le risorse sono contenute nel provvedimento per la
“competitività” ma che le modalità di utilizzo sono da definire al
tavolo del ministero del lavoro con le forze sociali senza alcun
orientamento pregiudiziale sulle soluzioni;
• ha chiuso menzionando il problema relativo ai titolari di
contratti a progetto e di somministrazione; si deve vedere se
possano rientrare nelle competenze di questa delega o se serva una
modifica legislativa da realizzare, pertanto, nell’ambito del testo
unico.
La delegazione della CONFSAL ha espresso apprezzamento per la
volontà espressa di coinvolgere tutte le parti sociali e quindi per
il metodo di lavoro proposto e una sostanziale condivisione per
molte affermazioni del Ministro. Ha, però:
• sottolineato l’esigenza di garantire libertà di adesione e
flessibilità tra le varie forme, garantendo i diritti del singolo
lavoratore in termini anche di “portabilità”;
• auspicato l’istituzione di strumenti di garanzia ;
• nel prendere atto che i provvedimenti in fase di emanazione non
riguardano il pubblico impiego, espresso forte preoccupazione e
dissenso per la marginalità con cui viene trattata la tematica di
questi lavoratori che sono pesantemente danneggiati su questo piano
dall’avere un datore di lavoro pubblico, sia esso lo Stato o un Ente
Locale o ”altro soggetto” e rischiano di veder continuamente
rinviato l’avvio della previdenza integrativa nella sua interezza.
Ad oggi esiste solo un fondo chiuso per il comparto scuola. Nel
denunciare con forza, unico soggetto al tavolo che ha trattato
questo argomento, le inaccettabili discriminazioni e disparità di
trattamento che potrebbero comportare anche aspetti di
incostituzionalità, ha chiesto un ripensamento dei contenuti
dell’art. 10 della bozza e l’immediato avvio del confronto con tutti
i soggetti previsti dalla legge delega per tutti gli aspetti
previdenziali ;
• chiesto che sia chiarita in modo inequivocabile la dizione “quote
di TFR” precisando che si tratta di “quote del TFR maturando” e ha
auspicato anche una interpretazione estensiva che consenta al
lavoratore di destinare alla previdenza complementare, anche solo
una quota parte del TFR maturando;
• puntualizzato che, in relazione ai soggetti abilitati alla
istituzione di forme pensionistiche complementari, vanno meglio
precisati i requisiti; in particolare, per quanto riguarda le
“associazioni” che sono citate genericamente, si è chiesto che siano
individuati parametri oggettivi di rappresentatività. Al riguardo si
è chiesto che al comma 2 , in relazione al personale dipendente
delle amministrazioni pubbliche, sia sostituito ad “accordi tra i
dipendenti stessi promossi da loro associazioni” con “accordi tra i
dipendenti stesi promossi da OO.SS. rappresentative del comparto”;
• sottolineato l’esigenza di una “governance” delle varie forme di
previdenza integrativa, che se non può essere, ovviamente, identica
tra forme collettive ed individuali deve però essere tale da
garantire in tutti i casi il lavoratore che vi ha aderito in termini
di trasparenza, di garanzie operative e gestionali e di
informazione. In questa logica non è condivisibile né la proposta
del comma 3bis dell’art. 5, ove si prevede che l’organismo di
sorveglianza dei fondi pensione aperti sia composto da “almeno due
membri designati dai soggetti istitutori dei fondi stessi”, né le
eccessive competenze attribuite al “responsabile della forma
pensionistica” dai commi 2 e 3 dello stesso art. 5 perchè svuotano
il ruolo e le competenze del consiglio di amministrazione che
dovrebbe essere la vera sede delle responsabilità in quanto
espressione degli associati;
• espresso perplessità non sulla opportunità che gli enti gestori di
forme pensionistiche obbligatorie (INPS, INPDAP …) possano stipulare
con i fondi pensione convenzioni per il servizio di raccolta dei
contributi da versare ai fondi pensione e di erogazione delle
prestazioni, ma sul fatto che lo possano fare “anche attraverso la
costituzione di società di capitali”.
In chiusura della riunione il Ministro, nel ringraziare del
contributo fornito – al riguardo ha ripreso alcune osservazioni
formulate dalla delegazione CONFSAL- , ha ipotizzato la prossima
riunione per il 16 c.m.
Cordiali saluti.
Il Segretario Generale
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