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Quesito su
“Riscatto laurea:
ulteriori dubbi determinati (anche) dalla riforma previdenziale
DOMANDA.
Egregio dott. Piardi,
leggo sempre
con attenzione le utili comunicazioni che dirama agli iscritti al nostro
Sindacato.
Per quanto concerne
il riscatto della laurea, e con riferimento all'ultima mail (1 settembre 2005)
http://www.snalcc.it/riscattoomiastengo.htm relativa a tale argomento, mi
sorgono alcuni dubbi e spero, pertanto, vorrà rispondere a questi due quesiti:
1) premesso
che lavoro dal 1° maggio 1980 categoria C5, in quanto non ho partecipato alle
recenti selezioni per il passaggio alla categoria D, potrei richiedere il
riscatto della laurea (sono laureata dal 1999)?
2) e se, valutata la
convenienza (lei pensa che ci possa essere?) decidessi di riscattare la laurea e
quindi di anticipare di 4 anni il pensionamento, a che età potrei andare in
pensione?
La ringrazio
anticipatamente per la cortese e di certo esauriente risposta e La saluto
cordialmente.
Daniela
RISPOSTA
(... anche se non sono
dottore; debbo precisarlo, altrimenti i colleghi Dottori, giustamente si
lamentano...).
Credo che per accedere alla Categoria “”C”” (
…men che meno per accedere all'impiego iniziale) non le sia stata chiesta la
Laurea?
COMUNQUE la circostanza è ottima per (tentare
di) fugare gli “ulteriori dubbi”, presenti anche in altri/e colleghi/ghe
laureati/e:
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Il riscatto
va chiesto: quando si è all'inizio della carriera.. con basso stipendio e in
giovane età; (tutti elementi che giocano pesante in sede di determinazione
dell'onere di riscatto). L'onere ""presunto" relativo a 4 anni per una
lavoratrice di Categoria “C” può aggirarsi attorno ad Euro circa 9000
(novemila), pagabili anche a rate (anche in 8 anni, dipende dalla Cassa
INPDAP). L'onere è interamente deducibile dall'imponibile in sede di
dichiarazione dei redditi (Mod. 730 o Modello UNICO).
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4 anni in
più valgono l'8% in più in sede di definizione della pensione. Esempio: Su
una retribuzione (con più di 18 anni di
contributi al 1.1.1996) annua
lorda di 20.000 euro valida ai fini della pensione = 1600 euro annui in più
sulla pensione lorda, che diviso 13 danno 123 euro lordi/mese in più sulla
pensione futura.
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In pensione
quando?: (essendo nata nel 05/1958), al 60° anno di età (nel maggio 2018)
con la pensione di VECCHIAIA e con gli anni di contribuzione che si ritrova,
senza rispettare limiti di contribuzione; ovvero anche prima, con la
pensione di ANZIANITà, se raggiungesse anzitempo il requisito di 40 anni di
contribuzione, ma non mi sembra ce la possa fare. (INFATTI, ad oggi 25 anni
di lavoro + 15 = 40, e... saremo giunti all'anno 2020, con pensionamento,
secondo le due finestre annue di uscita, l'anno 2021 a luglio). Si veda,
però, il successivo punto “E”
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MI PARE,
abbiamo posto il carro... troppo innanzi ai buoi!!
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ANTICIPARE
l'uscita pensionistica riscattando la laurea ? = NO. Gli anni riscattati
valgono per il quantum (calcolo del valore della pensione) non per
raggiungere il diritto dei 40 anni.
Quanto indicato poco prima vale in generale;
tuttavia per il caso in esame, avendo più di 18 anni di contribuzione al
1.1.1996, si legga SI, poichè la pensione sarà calcolata col metodo retributivo
(sulla base della retribuzione).
In questo caso i 4 anni valgono, si dice in
termini tecnici, sia per il diritto quanto per la misura. Quindi: ad oggi 25
anni di lavoro + 15 ( meno 4 di Univ.) = giungeremmo all’anno 2016, con
pensionamento, secondo le due finestre annue d’uscita, l’anno 2017 a luglio.
Quando avrà, da poco, compiuto 59 anni.
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Si potrebbe
continuare... credo comunque bastino i "punti" precedenti per decidere.
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Con questo
può avere una panoramica più completa sul problema ""RISCATTO del CORSO di
LAUREA"", soprattutto dopo il 1991, quando cambiò il corso (..quasi
favorevole) dei RISCATTI, e dopo l'ultima riforma previdenziale. Invito,
ancora, a
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leggere pure il quesito pubblicato in
http://www.snalcc.it/riscattoomiastengo.htm
Achille Piardi.
Sezione Nazionale Quiescenza - Previdenza S.N.A.L.C.C.
18 settembre
2005
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