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Per sapere
quando andare in pensione A distanza di dieci anni l'INPS (Istituto nazionale della previdenza sociale) rilancia l'operazione estratto conto che fotografa la vita contributiva fino al 31 dicembre 2001 Il primo contingente di lettere, dopo una prova che ha interessato in maggio cinquecentomila assicurati, ha raggiunto quattro milioni di lavoratori dipendenti e autonomi che hanno un'età vicina alla pensione. Seguiranno tutti gli altri con invii che si concluderanno entro il febbraio del 2004. Ognuno avrà così la possibilità di avere una idea precisa di quella che sarà domani la sua pensione e di controllare se i contributi risultanti negli archivi dell'INPS rispecchino effettivamente l'andamento della "corsa" lavorativa. Per molti la consegna dell'estratto rappresenta anche l'occasione per riflettere su scelte che possono incidere sul futuro pensionistico. Ma soprattutto di verificare che non ci siano buchi nella posizione assicurativa, dovuti a comportamenti poco corretti del datore di lavoro per quanto riguarda la copertura dei periodi lavorati e l'ammontare delle retribuzioni corrisposte. Un problema che può interessare soprattutto chi è stato alle dipendenze di aziende fallite o che hanno cessato l'attività. Sono interessati anche i pubblici dipendenti (già occupati presso privati) Tutto ciò parrebbe coinvolgere solamente i lavoratori privati, non è così. A questa operazione "estratto conto contributivo INPS" sono interessati direttamente anche tutti i lavoratori pubblici dipendenti (ora iscritti all'INPDAP) che inizialmente hanno prestato la loro opera presso datori di lavoro privati. E', per tanto, necessario un serio controllo dei periodi contributivi riconosciuti dall'INPS al fine di correttamente procedere alla domanda di ricongiunzione degli stessi presso la Cassa INPDAP (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell' amministrazione pubblica). Anche l'INPDAP procederà gradualmente ad nviare ai pubblici dipendenti suoi iscritti l'analogo estratto contributivo. Cosa contiene il plico INPS Vediamo intanto che cosa riceve a casa l'assicurato. L'INPS manda un plico nel quale, oltre alla lettera in cui si spiega il significato dell'iniziativa, c'è l'estratto conto vero e proprio (Eco 1), le istruzioni per facilitare la lettura, una domanda per eventuali variazioni e correzioni (Eco 2). Nell'estratto conto non figurano i contributi versati alla gestione separata dei lavoratori parasubordinati. Coloro (pensionati compresi) che hanno lavorato come collaboratori avranno a disposizione la posizione previdenziale aggiornata (un primo resoconto è stato inviato nel 2000) nel corso dell'anno prossimo. Ai lavoratori che nel 1995 avevano meno di 18 anni di contributi, e che in quanto tali ricadono nel sistema di calcolo contributivo, l'Inps manda anche una tabella in cui è riportato il montante individuale (capitale più rivalutazioni) dal quale si può risalire alla pensione finora maturata. Alla fine dell'operazione l'estratto conto sarà consegnato a 25 milioni di lavoratori, tra i quali ci sono anche sei milioni di cosiddetti "silenti". Si tratta di assicurati, per lo più donne, che pur avendo una posizione Inps, hanno interrotto da tempo i versamenti. Ai pensionati niente estratto L'estratto conto non viene inviato ai pensionati a meno che non siano titolari di rendite di reversibilità o non abbiano continuato a lavorare, versando regolarmente i contributi, dopo il compimento dell'età pensionabile. I controlli Per evitare sgradite sorprese al momento della pensione, il lavoratore deve leggere attentamente il contenuto dell'estratto conto, confrontandolo con la propria carriera lavorativa. Se i dati corrispondono perfettamente non deve far altro che conservarlo con cura in attesa di successivi aggiornamenti. Ma se nota delle inesattezze farà bene a segnalarle subito all'Inps utilizzando il modello Eco 2 contenuto nella busta. Per le inesattezze anagrafiche (quadro A) tutto si risolve nel riportare accanto ai dati sbagliati quelli esatti (cognome, nome, codice fiscale, eccetera). Ma se le differenze riscontrate riguardano la contribuzione, bisogna compilare una o più sezioni del quadro B, indicando a seconda dei casi i periodi di lavoro dipendente e autonomo mancanti o non riportati esattamente. Alla richiesta va allegata la documentazione in fotocopia, avendo cura di conservare gli originali per eventuali successivi controlli dell'Inps. Le correzioni L'INPS ha preso l'impegno, una volta ricevute le variazioni, di rimandare l'estratto conto aggiornato all'interessato entro quattro mesi. È il caso di avvertire infine che il documento ha comunque soprattutto lo scopo di sistemare la posizione assicurativa e non ha pertanto il valore di una certificazione. Attenzione ai contributi che rischiano di andare in prescrizione Uno degli scopi che l'Inps si prefigge con l'invio generalizzato dell'estratto conto è anche quello di mettere il lavoratore al riparo dal rischio della prescrizione. Di che cosa si tratta è presto detto. La legge dice che i contributi non versati che risalgono a più di dieci anni fa sono prescritti, nel senso che l'Inps non può chiederli al datore di lavoro. Ma se il lavoratore denuncia la carenza prima della scadenza, dimostrando con buste paga e altri documenti dell'epoca che vi è stato un regolare rapporto di lavoro, i contributi sono salvi. Per il principio della cosiddetta "automaticità delle prestazioni" l'ente li riconosce comunque nella pensione anche se l'azione di recupero nei confronti del datore di lavoro non va a buon fine. A chi rivolgersi per farsi aiutare Per correggere o integrare l'estratto conto con il modello Eco 2 ci si può rivolgere anche ad uno dei patronati autorizzati; questi fornirà gratuitamente tutta l'assistenza necessaria per la compilazione del modello e la successiva trasmissione all'Inps. |
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