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TFR:le norme previste dalla
finanziaria non riguardano i pubblici dipendenti.
La nostra Organizzazione Sindacale ha sempre operato a
difesa del “primo pilastro previdenziale”, quello della
Assistenza Generale Obbligatoria
Tuttavia l’allungamento della vita, l’abbassamento del
rapporto tra lavoratori in attività e in quiescenza e un
insieme di fattori nazionali ed internazionali hanno
portato a partire dal 1995 con la legge 335, la
cosiddetta “legge Dini”, a una serie di interventi
mirati a mantenere in equilibrio il sistema a tutela
degli stessi pensionati, attuali e futuri. Questo ha
comportato una riduzione dell’entità della copertura
delle pensioni rispetto allo stipendio che, per chi
fruisce del solo sistema contributivo, si attesterà con
40 anni di contributi tra il 40% e il 50%.
Conseguentemente, per garantire ai lavoratori di oggi,
in particolare a quelli con bassa anzianità
contributiva, la possibilità di affrontare con serenità
il momento del collocamento a riposo in base alla
copertura economica fornita dalla pensione maturata e di
mantenere un dignitoso tenore di vita, è necessario
prevedere l’attivazione di forme volontarie di
previdenza integrativa.
Attraverso la nostra Confedrazione
Confsal abbiamo, conseguentemente, operato affinché
venisse offerta a tutti i lavoratori la possibilità di
attivare, in base a una scelta volontaria, una
“previdenza integrativa” con utilizzo del TFR maturando,
senza dover attingere alla retribuzione mensile, e
fruendo di costi di gestione contenuti in modo da
consentire ai lavoratori una concreta opportunità per
tutelare il loro tenore di vita nel momento del
collocamento a riposo
La recente legge finanziaria 2007 prevede
l’anticipazione di un anno dell’entrata in vigore del
Decreto Legislativo 252/2005 che ridefiniva le regole
della “previdenza complementare” con decorrenza dal 1°
gennaio 2008. Questa norma interessa, di fatto, solo i
lavoratori dipendenti in regime di TFR che devono
decidere se mantenere il TFR anche per il futuro o se
conferire il TFR maturando alla previdenza complementare
per conseguire una “pensione integrativa”.
Le norme previste dalla finanziaria non riguardano,
però, i pubblici dipendenti che , quindi, per ora non
hanno alcuna scadenza o adempimento da effettuare.
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