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VOCE CAMERALE GENNAIO 2007

Aran, una istituzione limitata dalle esigenze della politica

di GIAMPAOLO ROMANO

 

Ruolo e compiti dell’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle pa

 

Sul Governo continua a spostarsi a responsabilità effettiva della contrattazione nel pubblico Impiego.


Ma l’ente è divenuto una struttura tecnica capace di unificare le mille normative riducendole ad un’unica fonte: il Ccnl

 

La conclusione della recente tornata contrattuale ha evidenziato ancora una volta il ruolo e le funzioni del tutto marginali svolte dall’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, istituita con il D. Lgs 29/1993 quale agente negoziale delle pubbliche amministrazioni per la definizione e la sottoscrizione dei diversi contratti collettivi nel pubblico impiego.

Obiettivo principale del legislatore era quello di depoliticizzare la contrattazione collettiva nel pubblico impiego creando un soggetto intermedio, sufficientemente autorevole, in grado di separare tavoli contrattuali e Governo, il tutto in un disegno più complessivo di avvio della privatizzazione dei rapporti di lavoro dei dipendenti pubblici, in cui alla procedura amministrativa del rinnovo contrattuale se ne sostituiva una di tipo negoziale, delineando così un organismo pubblico che avrebbe dovuto costituire una sorta di “Confindustria” dei datori di lavoro pubblici.

 

Nella realtà gli oltre 20 contratti collettivi della P.A. che interessano circa 3 milioni di dipendenti, sin dalla costituzione dell’Aran, hanno continuato ad essere di fatto negoziati dai diversi Governi che si sono succeduti negli anni oltre che dallo stesso Parlamento che ha continuato, nel tempo, a legiferare sul trattamento dei dipendenti pubblici.

 

Il modello negoziale che ne è derivato risulta particolarmente complesso: l’Aran agisce in un contesto in cui opera la politica che deve gestire il consenso, le norme e i vincoli di bilancio che devono limitare le spese e le organizzazioni sindacali che devono massimizzare l’interesse dei lavoratori.

 

In particolare sulle risorse disponibili e destinate ai rinnovi contrattuali l’Aran può avviare la trattativa solo in base alle direttive del Governo (su obiettivi e risorse disponibili), risorse finanziarie che sono ormai, per prassi, preventivamente e sistematicamente definite tra Governo e parti sindacali con una contrattazione informale che sposta così la responsabilità effettiva del negoziato sul Governo stesso, che diviene il vero interlocutore a svantaggio dell’Aran, che così diviene una vera e propria istituzione “usa e getta” secondo una felice definizione data dal suo ex presidente Carlo Dell’Aringa.

 

L’agenzia, anche se fortemente limitata nel suo ruolo decisionale, ha comunque affermato il proprio compito di istituzione tecnica, riuscendo negli anni a sostituire le mille normative del pubblico impiego ad una unica fonte normativa, ovvero il contratto collettivo.

 

Tale ruolo tecnico appare, comunque, notevolmente limitato allorché l’Aran è chiamata a gestire processi decisionali diretti a normare la qualità delle prestazioni e lo status dei dipendenti pubblici, come nel caso della commissione paritetica per la ridefinizione del sistema di classificazione dei profili professionali, che da anni discute, ma non decide, in attesa di soluzioni “politiche” piuttosto che tecniche, evidentemente tutte esterne alla stessa Aran.

 

E l’attuale Governo di centro-sinistra cambierà qualcosa? Il Programma dell’Unione dedica qualche riga al problema semplicemente affermando che “per quanto riguarda il pubblico impiego, riteniamo che la contrattualizzazione del rapporto di lavoro, dopo la destrutturazione operata dal governo di centrodestra, debba essere confermata e rilanciata, confermando il ruolo dell’Aran e del sistema della rappresentatività sindacale” (Per il bene dell’Italia - Programma di Governo 2006-2011, pag. 166).

Occorre però rilevare che con la recente formazione della finanziaria 2007 e in vista del rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego per il biennio economico 2006-2007 (scaduti da 13 mesi) il Governo di centro- sinistra non sembra aver cambiato rotta rispetto al passato, ha previsto, infatti, incrementi per circa 3 miliardi di euro che, nonostante quanto esigibili solo nel 2008, ovvero nel primo anno del biennio economico 2008-2009, spostando così risorse da un anno all’altro secondo un metodo già consolidato dal precedente Governo.

 

Di fatto, in tale contesto di incertezza continuerà ad essere difficile per l’Aran svolgere un ruolo credibile e, ancora una volta, il sindacato si troverà ad affrontare un processo di contrattazione caotico, più che complesso, caratterizzato da una elevata frammentazione delle responsabilità – ripartite tra Governo, Comitati di settore, Funzione pubblica, Corte dei Conti e la stessa Aran - dove, alla fine, prevarrà solo la politica e i consueti meccanismi di gestione del consenso.

 

Aran,
una istituzione limitata
dalle esigenze della politica

 

compiti ed attività

 

 


• Esercita ogni attività relativa alle relazioni sindacali ed alla negoziazione e definizione dei contratti  collettivi, ivi compresa la loro interpretazione autentica.


• Sottopone gli accordi nazionali sulle prestazioni indispensabili da garantire in caso di sciopero alla
valutazione della Commissione di Garanzia, in attuazione della legge 12.6.1990, n. 146.


• Assiste le pubbliche amministrazioni ai fini dell’uniforme applicazione dei contratti collettivi;
• Assiste, le pubbliche amministrazioni, anche tra loro aggregate, sulla base di apposite intese; inoltre, su richiesta dei comitati di settore, può costituire, anche per periodi determinati, sue delegazioni a livello regionale o interregionale.


• Nell’ambito di protocolli d’intesa con singole amministrazioni o organismi espressivi di più amministrazioni, attua iniziative di formazione su temi connessi alle finalità istituzionali.


• Raccoglie i dati sui voti e le deleghe ai fini dell’accertamento della rappresentatività sindacale.


• Svolge attività di studio, monitoraggio e documentazione per l’acquisizione dei dati necessari ai fini della contrattazione collettiva.


• Predispone trimestralmente un rapporto sulla evoluzione delle retribuzioni di fatto dei dipendenti
pubblici da inviare al Governo, ai Comitati di settore ed alle competenti Commissioni parlamentari.


• Può intervenire nei giudizi su controversie circa la corretta interpretazione dei contratti collettivi
innanzi al giudice ordinario.

 

 

la procedura di contrattazione


• Fase di preparazione del negoziato attraverso gli indirizzi che ciascuna Amministrazione fornisce all’Aran attraverso i comitati di settore, che sono delle istanze rappresentative delle P.A.


• Fase di gestione del negoziato: l’Aran informa i comitati di settore dell’andamento delle trattative.


• Fase di raggiungimento dell’accordo: l’Aran ottiene il parere favorevole dei Comitati di settore.


• Fase di controllo della Corte dei Conti: l’Aran invia l’ipotesi di accordo e la Corte entro 15 giorni deve certificare la compatibilità dei costi del contratto con gli strumenti di programmazione e di bilancio.


• Fase della firma del contratto:il CCNL di comparto è firmato dal Presidente dell’Aran e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
 

 

 

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