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VOCE CAMERALE LUGLIO 2006

Lavoratori camerali, ecco perche' sono davvero......... unici.

 

Competenze dei dipendenti delle Camere di Commercio professione unica nel pubblico impiego

Urge un’area contrattuale specifica

 

 

L’uso degli strumenti informatici per atti che acquistano immediato valore giuridico.
La vicinanza al mondo delle imprese è fonte di efficienza e modernità dei processi.

SINDACATO AUTONOMO, nel nome il programma della nostra organizzazione. SINDACATO, dal greco “insieme per la giustizia”. Il primo cardine: operiamo tutti insieme per ottenere il giusto riconoscimento del valore della nostra professione.

Sì, perché oggi, sempre più, il nostro lavoro è e deve essere professione.

Un insieme di competenze, le più diverse.

Si comincia da quelle informatiche: l’utilizzo avanzato di internet (la navigazione e la ricerca di dati, ma anche la costruzione di sistemi organizzati di informazioni da rendere facilmente accessibili e fruibili alle imprese), la posta elettronica, certificata e con sottoscrizione digitale, i programmi di utilizzo comune (da window a linus), i programmi specifici della rete camerale (che sono numerosi e in continua evoluzione, ma, e questo è fondamentale, una continua evoluzione che si avvale sistematicamente dalla sinergia che deriva alla nostra società di informatica dalla continua interazione con gli operatori, che trasmettono le loro esperienze, le loro intuizioni per migliorare e rendere più efficiente il sistema).

Si prosegue con le competenze teoriche, dal diritto commerciale al diritto amministrativo, dal diritto del lavoro al diritto tributario, dalla statistica alla politica economica, dalla ragioneria alla disciplina delle gare pubbliche, dal diritto comunitario al diritto industriale; si passa per le competenze specialistiche e specifiche, dalla disciplina della 580/93 al regolamento di ragioneria, dall’internazionalizzazione all’elaborazione dei dati dell’economia provinciale, dalla disciplina degli albi, ruoli elenchi e registri alla tenuta del registro delle imprese, dalla tutela del mercato e del consumatore alla metrologia legale, ecc.

Si arriva alle competenze relazionali: dagli strumenti della comunicazione alla gestione dei conflitti, dalla soddisfazione del “cliente” alla vocazione al risultato. Una professione! Un professionista, il dipendente camerale. Una specifica che fa necessariamente del dipendente camerale un unico: l’impresa, il benessere dell’impresa come unico reale focus della propria azione, l’efficienza del contesto in cui deve operare l’impresa come soggetto principe e linea guida della propria azione. Quest’unicità deve necessariamente, per poter sviluppare appieno la propria potenzialità, trovare un proprio specifico e unico contesto contrattuale.

AUTONOMO! Sindacato autonomo. L’autonomia come valore, come contesto che sviluppa una professionalità specifica e unica, utile al mondo dell’impresa. Non si dica che fra il “lavoro” di un Camera di commercio e quello di un altro dipendente pubblico non vi è alcuna differenza. L’esempio: “tutti usano il terminale, cambiano i programmi ma tutti usano il terminale”.

Proprio questo classico esempio è invece la prova e l’evidenza dell’unicità della nostra professione e non tanto e non già perché le Camere di commercio sono costantemente un passo avanti alle altre amministrazioni nell’utilizzo dell’informatica, ma a causa delle specifiche che caratterizzano quest’uso. Il “classico” dipendente pubblico, quando utilizza un terminale sta semplicemente o implementando una banca dati o sostituendo la macchina da scrivere con un elaboratore elettronico.

Il dipendente camerale quando utilizza un terminale è “attore del sistema”. “Attore”, il dipendente camerale non si limita ad implementare banche dati. Iscrive, e ne è responsabile, atti e notizie in registri informatici (dal registro imprese, ai brevetti, ai protesti,…) che acquistano per questa stessa ragione immediato valore nell’ordinamento giuridico. È di fatto, ma soprattutto di diritto, responsabile del procedimento amministrativo informatizzato.

“Di sistema”, il camerale, che sia dipendente di una Camera del sud o del nord, piccola, media o grande, rappresentativa di una provincia a vocazione agricola piuttosto che industriale, agisce su registri informatici, su sistemi informatici che devono dare gli stessi servizi con le stesse caratteristiche in qualunque parte d’Italia. Il camerale deve sviluppare le proprie competenze, la propria professione al servizio di un sistema in rete, a cui le imprese chiedono di tendere alla omogeneità e comparabilità costante dei servizi e delle prestazioni.

Oggi siamo giunti al punto, al bivio, al momento in cui si deve decidere se questa professione deve crescere al servizio delle imprese o deve morire annegata nel mare del “pubblico impiego”.

È giunto il momento in cui non basta più la buona volontà, ma occorre lo strumento essenziale per poter continuare sulla strada della sempre maggior professionalizzazione delle Camere di commercio.

Il momento in cui le Camere di commercio e tutto il sistema camerale, comprese quindi le aziende speciali, le unioni regionali e i centri esteri, si vedano riconosciuta presso l’A.RA.N. una loro specifica autonoma area contrattuale, la possibilità di disegnare un ordinamento giuridico ed economico che sia il veicolo, la garanzia di continuità dello sviluppo di questa preziosa e insostituibile NOSTRA professione.

Insieme per ottenere il giusto riconoscimento del valore della nostra professione, tutti insieme, tutti insieme al Sindacato Autonomo perché ci siano e si creino i presupposti per ottenere veramente il giusto riconoscimento del valore della nostra professione!

 

 

 

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