S.N.A.L.C.C. |
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Confidi, uno strumento utile per riavvare il ciclo economico dei consorzi
C osa si può fare in tempi strettissimi, resi ancora più urgenti da una deflazione già cominciata e che può precipitare l’economia in situazioni drammatiche?Bisogna avviare nuovi volani, anche locali considerata la frenata del volano principale dell’economia mondiale. Certamente l’avvio delle opere pubbliche per realizzare le infrastrutture necessarie (e attese da tempo) innescano nuovi circuiti economici e coinvolgono molte imprese. Queste a loro volta, in un momento così difficile e con un costo del credito ancora troppo alto (la crisi non ha certo risparmiato le banche, tutt’altro) hanno disperato bisogno di valido sostegno non solo rappresentato da tassi più agevoli ma da garanzie maggiori. Ecco come uno strumento come i Confidi possono essere d’aiuto per il riavvio di un ciclo economico. Sono pillole contro l’influenza, diranno alcuni, ma bisogna pur cominciare a far scendere la febbre. Ma cerchiamo di conoscere meglio i Confidi. A – Lo scenario operativo dei CONFIDI Nel mercato del credito le imprese di maggiori dimensioni si presentano favorite rispetto a quelle minori, avendo una forza economica superiore per contrarre con gli istituti bancari la concessione di finanziamenti a tassi inferiori; gli stessi istituti bancari in genere preferiscono trattare con grandi operatori che generalmente possiedono forti patrimoni aziendali, una maggiore solidità economica ed una diversificazione degli investimento che riducono il rischio di insolvenza. Tali ostacoli costituiscono un limite all’accesso al credito ed allo sviluppo delle imprese minori le quali rappresentano gran parte del nostro tessuto economico e produttivo. I Consorzi di garanzia collettiva fidi (CONFIDI) rivestono un ruolo di rilievo nel processo di concessione del credito da parte delle banche italiane alle piccole e medie imprese. In genere essi intervengono sostanzialmente con due modalità operative: 1) la concessione di garanzie di tipo personale come le fideiussioni; 2) la costituzione di una somma di denaro (garanzia monetaria) a copertura di una quota delle perdite sopportate dalla banca su più crediti, fino ad esaurimento del plafond messo a disposizione; il CONFIDI interviene al momento del mancato pagamento da parte del debitore originario attraverso la corresponsione di una somma in acconto salvo stabilire un conguaglio al termine delle procedure esecutive. Il secondo tipo di intervento è quello maggiormente utilizzato tramite un moltiplicatore che pone in relazione da una parte la somma posta a garanzia su un fondo definito indisponibile e dall’altra l’ammontare dei crediti complessivamente garantiti.
B – Il ruolo dei CONFIDI nell’attuale contesto regolamentare Alla luce delle ultime direttive sui requisiti patrimoniali realizzati dal Comitato di Basilea per la Vigilanza bancaria l’operatività dei CONFIDI sarà idonea a ridurre il rischio di credito delle banche che forniscono credito nei seguenti casi: 1) qualora il CONFIDI si trasformi in una banca di garanzia e fornisca garanzia personali a singole imprese; 2) qualora il CONFIDI si trasformi in un intermediario finanziario sottoposto ad una vigilanza equivalente a quella delle banche; 3) qualora il CONFIDI non si trasformi ma benefici della controgaranzia di soggetti pubblici ammessi (Stato, Enti locali, Banche multilaterali di sviluppo); 4) qualora il CONFIDI non si trasformi e la garanzia mutualistica venga riconosciuta dalla banca finanziatrice come idonea a coprire una quota delle prime perdite di una struttura del tipo “tranched cover” o cartolarizzazione virtuale. In tal modo le garanzie dei CONFIDI saranno utilizzate dalla banche finanziatrici per ridurre il rischio di credito delle piccole e medie imprese e, conseguentemente, per ridurre la dotazione di capitale minimo da mantenere quale presidio per tale rischio di credito e, in ultima analisi, per sanare le perdite.
In un contesto come quello attuale dove per congiuntura internazionale il mercato del credito versa in una situazione difficile si assiste ad una ripercussione negativa sull’economia reale. In un mondo in cui il denaro posseduto dalle banche viene utilizzato per sanare le prdite e riequilibrare la propria struttura finanziaria, si riduce terribilmente la possibilità di concedere credito al mondo imprenditoriale. Siamo in una fase in cui si assiste a due effetti fortemente negativi quali il restringimento del credito e l’aumento del costo del denaro: le banche per superare le loro difficoltà “chiudono i rubinetti” tendendo a provocare il tracollo economico delle famiglie ed il fallimento delle imprese. Il denaro posseduto dalle banche viene utilizzato per sanare le loro perdite con la conseguenza di ridurre la possibilità di concedere credito alle imprese. Per questi motivi oggi più che mai la Camera di Commercio di Napoli ritiene il sistema CONFIDI necessario per favorire l’accesso al credito da parte delle imprese in quanto essi sono “cinghia di trasmissione” tra banche e imprese per attenuare la volontà degli istituti di credito ad erogare con ritardo i finanziamenti ed a far rientrare dai crediti il maggior numero di imprese possibili. Gli interventi camerali a favore dei Confidi sono stati costanti e continui nel corso degli anni e sono stati supportati da regolamenti disciplinari: con delibera n. 4 del 24 febbraio 2005 il Consiglio camerale ha approvato il nuovo Regolamento per gli interventi camerali a favore dei Fondi Rischi garanzia dei Confidi operanti nella provincia di Napoli e per l’abbattimento dei tassi di interesse passivi per le imprese ad essi associate e nella seduta del 26 luglio 2006 con provvedimento n. 5 ha approvato il Regolamento che disciplina la erogazione di contributi per la razionalizzazione e l’efficienza dei Confidi della provincia di Napoli. Per l’anno 2008 il Consiglio nell’approvare il bilancio di previsione ha previsto un intervento globale a favore dei Confidi di E 4.228.980,00. ■
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