S.N.A.L.C.C. |
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L’inutile campagna moralizzatrice che camuffa la stagione dei tagli
Lo stesso vale per i rappresentanti di quei lavoratori: i sindacati, che vengono ritenuti superflui dal nostro ineffabile Ministro, che dichiara; “i soldi per il contratto del settore pubblico sono quelli e basta”; i sindacati, le riunioni, le discussioni ed eventualmente gli scioperi (oddio che vocabolo obsoleto!) sono letteralmente inutili; pertanto Egli provvederà ad erogare direttamente gli adeguamenti contrattuali (bontà Sua!). Noi, invece, riteniamo che il sindacato svolga un ruolo insostituibile e necessario nella mediazione tra lavoro e capitale, tra dipendenti pubblici e Amministrazione. Il sindacato, alla pari dei partiti e dell’associazionismo religioso, culturale o sportivo, è un organismo intermedio tra lo Stato e i cittadini e svolge il compito, essenziale per ogni democrazia, di organizzare e rappresentare i comuni interessi di una categoria.
Non vogliamo qui entrare nel merito delle singole proposte, spesso solo semplici slogan, avanzate dal Ministro ci preme piuttosto evidenziare il tono supponente che spesso le pervade; sembra evidente che la campagna mediatica contro il pubblico impiego, lungi dal perseguire l’obiettivo, assolutamente condivisibile ed auspicabile, di una sua maggiore efficienza, serva piuttosto e preparare l’opinione pubblica ai pesanti tagli sulle buste paga dei dipendenti e, in termini più generali, a ridurre sensibilmente il peso del settore pubblico, favorendo all’opposto l’intervento dei privati e una sempre maggiore privatizzazione dei servizi (finora) pubblici. Nei prossimi anni, se l’attuale tendenza non invertirà la sua direzione, saremo chiamati a contrastare un duro attacco al settore pubblico, il Governo cercherà di risparmiare su tutta l’offerta dei servizi ai cittadini: hanno iniziato con i tagli sulla sicurezza, per poi passare al pubblico impiego, alla sanità e probabilmente all’estensione dell’età per andare in pensione. Si tratta di una ventata di stampo neoliberista che se forse poteva essere giustificata qualche decennio fa (ricordate le privatizzazione della “lady di ferro”, come veniva chiamato il primo ministro britannico Thatcher?) ora risulta completamente superata, perché oggi viviamo una profonda crisi finanziaria che forse si protrarrà per i prossimi anni, c’è bisogno, pertanto, di una forte politica di sostegno ai redditi medio bassi, per risollevare la domanda interna e far ripartire la produzione industriale: altro che tagli agli stipendi serve reddito per aumentare il potere d’acquisto delle famiglie, serve detassare le tredicesime per mettere un po’ di soldi in tasca ai lavoratori. ■
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