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La
destinazione delle risorse è determinata in maniera
sempre meno flessibile.
Ma l’articolo 5 del Ccnl del 1999…
Fondi incentivanti, c’è un modo per superare le rigidità e
premiare chi lavora per migliorare i servizi
La
quantificazione delle risorse decentrate destinate al
finanziamento delle voci accessorie della retribuzione del
personale è regolata dagli articoli 31 e 32 del CCNL 22/1/2004 e
dall’articolo 15 del CCNL 1/4/1999; l’applicazione di tali norme
delinea un quadro sostanzialmente rigido, nel quale la
definizione del fondo incentivante deriva dall’applicazione di
calcoli matematici a partire da grandezze di bilancio, talvolta
consolidate negli anni, del tutto slegate dai reali piani di
crescita e dai programmi organizzativi messi in atto dai singoli
enti.
A distanza di sei anni e tre bienni contrattuali, durante i
quali gli aumenti delle risorse decentrate stabiliti a livello
nazionale si sono sempre dimostrati eccessivamente contenuti e
dunque insufficienti, il sistema introdotto dal CCNL 1/4/1999
sta mostrando tutti i suoi limiti, causando non poche difficoltà
a chi, amministrazioni e sindacati, si trova a gestire la
negoziazione a livello aziendale, anche nelle realtà piu'
virtuose per quanto concerne gli indicatori di solidità del
bilancio.
In particolare, occorre sottolineare come nel tempo stia
progressivamente crescendo il peso, all’interno del fondo unico
per la produttività, di tutte le voci avente carattere di
stabilità, che finiscono per irrigidire in maniera irreversibile
l’utilizzo del fondo stesso:
– le posizioni organizzative, che normalmente nel tempo tendono
a lievitare nel numero e soprat-
tutto nell’importo, per una naturale dinamica di crescita e
adeguamento delle retribuzioni;
– le progressioni economiche orizzontali, che continuano a
gravare interamente sul fondo unico;
– l’indennità di comparto, che, creata allo scopo di perequare
le retribuzioni del personale delle Regioni/Enti locali/Camere
di Commercio a quelle di altri dipendenti del settore pubblico
ma non finanziata con risorse aggiuntive, ha causato null’altro
che una redistribuzione di somme che gli stessi lavoratori già
percepivano sotto altre forme;
– le varie indennità di responsabilità, rischio, disagio ecc.,
che anche in questo caso hanno visto una tendenza alla crescita
nel tempo (basti pensare che gli importi erogati ai titolari di
incarichi di responsabilità sono stati di fatto raddoppiati dal
CCNL 22/1/2004).
Questa situazione ha fatto sì che le somme destinabili alle
reali politiche di incentivazione del personale, ovvero quelle
legate al raggiungimento di obiettivi e al miglioramento delle
prestazioni lavorative rese dai lavoratori, valutate sulla base
di sistemi meritocratici, si assottigliano sempre di più. Viene
in questo modo vanificato lo sforzo di dirigenti e
organizzazioni sindacali di studiare ed affinare metodologie
sempre più efficaci di valutazione della qualità delle
prestazioni e dei percorsi di crescita del personale, molto
spesso faticose e di difficile gestione a livello
interpersonale, in definitiva inutili se non sufficientemente
supportate da finanziamenti significativi.

Diverse Camere di Commercio in questi anni si sono attivate per
superare almeno in parte questa difficoltà, utilizzando,
naturalmente nel rispetto dei principi di gestione oculata dei
bilanci, quello che forse rappresenta l’unico strumento
disponibile per aumentare ulteriormente le risorse decentrate,
in aggiunta agli esigui incrementi percentuali fissati dal
contratto nazionale.
Ci riferiamo al comma 5 dell’art. 15 del CCNL 1/4/1999, che
prevede infatti che le risorse decen-trate possano essere
incrementate in caso di “attivazione di nuovi servizi o di
processi di riorganizzazione finalizzati all’accrescimento di
quelli esistenti”: questa opportunità è stata utilizzata da
molti enti soprattutto nei casi di avvio di nuovi servizi a
seguito di trasferimento di funzioni avvenuto per previsione
normativa (si pensi ad esempio all’assegnazione alle Camere di
Commercio delle competenze degli uffici Metrici Provinciali o
degli ex UPICA). Ben più innovativo e significativo sotto il
profilo della discrezionalità l’utilizzo del comma 5 dell’art.
15 per l’incentivazione del personale a fronte dello sviluppo di
nuovi progetti di carattere strettamente promozionale; di
seguito si accenna ad alcuni casi significativi, riguardanti
camere di commercio del Nord-Italia, osservati negli ultimi due
anni.
La Camera di Commercio di Torino, nel contratto decentrato
integrativo 2002-2005 sottoscritto nell’aprile 2004, ha
espressamente previsto la destinazione al fondo di risorse
aggiuntive, reperite dal bilancio dell’ente e finalizzate
principalmente all’erogazione di compensi a carattere variabile
legati alla produttività (e dunque, in definitiva, non destinati
a remunerare indennità o progressioni economiche), quale “stru-
mento per garantire un graduale passaggio verso nuove logiche,
nuovi atteggiamenti, nuovi orientamenti. In particolare dovranno
essere valorizzate quelle professionalità e quei dipendenti
particolarmente predisposti a cogliere le opportunità del
cambiamento e non condizionati da vecchi e sorpassati vincoli o
da atteggiamenti precostituiti”.
Le principali voci considerate per l’individuazione delle
risorse aggiuntive riguardano da una parte progetti di natura
promozionale (Servizio Infopoint, Potenziamento URP,
Decentramento dei servizi informativi per l’apertura di nuove
imprese, progetto Alert 2006 legato ai lavori pubblici per le
Olimpiadi 2006), dall’altra processi di riorganizzazione in
grado di generare maggiori introiti o risparmi di gestione
(Registro metalli preziosi, Pratiche telematiche, Rilascio
Smart-card, Certificazione del sistema di gestione qualità);
oltre a questi progetti innovativi, il CCDI della Camera di
Torino considera inoltre tutte le somme introitate dall’ente per
l’attuazione di iniziative comportanti grazie alle prestazioni
del personale un’entrata di bilancio (ad es. concorsi a premio,
progetti cofinanziati da altri enti). La somma complessiva
destinata alla remunerazione del personale impegnato in tali
attività ammontava nel complesso, per l’anno 2003, a 171mila
euro, pari a oltre il 10% dell’intero fondo delle risorse
decentrate.

La Giunta della Camera di Commercio di Padova, nella seduta del
29 dicembre 2004, ha deliberato un incremento delle risorse per
la contrattazione decentrata dell’anno 2004, prevedendo
espressamente l’utilizzo del comma 5 dell’art. 15 con due
diverse modalità:
– destinazione in produttività delle somme acquisite dall’ente
per progetti realizzati con finanziamenti esterni (ad es. fondo
di perequazione del sistema camerale), legando peraltro
l’erogazione di tali compensi all’effettiva capacità di
realizzare le previste attività e dunque di ottenere i relativi
contributi;
– stanziamento di risorse per l’incentivazione del personale
impegnato in progetti di migliora-mento dei servizi erogati alle
imprese: Sportello Obiettivo Impresa, Progetto “Giornata del
cittadino”, Camera arbitrale, Osservatorio prezzi, Promozione
settore agroalimentare, Attivazione rete intranet, Progetti di
cooperazione internazionale, Nuovi sistemi di gestione della
contabilità e dell’attività degli organi istituzionali
rappresentano alcuni esempi di tali attività innovative.
Complessivamente, l’incremento del fondo stabilito dalla Giunta
ha raggiunto la cifra di 156mila euro, pari a circa il 20%
dell’importo complessivo delle risorse decentrate.
La Camera di Commercio di Varese, rispondendo ad un’esigenza di
rafforzamento delle politiche incentivanti manifestata dalla
RSU, ha elaborato un programma di interventi innovativi,
approvato dalla Giunta camerale con deliberazione del luglio
2005, prevedendo contestualmente l’innalzamento del fondo
destinato alla produttività individuale.
Le principali voci considerate, per le quali è stata calcolata
la ricaduta sul personale anche in termini di formazione ed
autoaggiornamento, si riferiscono a nuove funzioni acquisite per
provvedimento normativo o regolamentare, a progetti promozionali
o, infine, a nuovi strumenti organizzativi che comportino un
impatto sulla produttività dei lavoratori coinvolti: Nuovo
sistema di sanzioni per il diritto annuale, Certificazione di
qualità dell’ente, Riorganizzazione dei servizi al pubblico,
Revisione ruolo mediatori, Nuovi sistemi di gestione dei
progetti promozionali e degli atti amministrativi. L’incremento
del fondo per l’anno 2005 ammonta a 100mila euro, erogabili
previa verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi,
importo che rappresenta il 21% del fondo complessivo iniziale di
circa 472mila euro.
Per certi aspetti diversa la situazione della Camera di
Commercio di Sondrio, nella quale la scelta di incremento delle
risorse decentrate a partire dall’anno 2006 è seguita ad un
processo di riorganizzazione,
legato alla volontà di potenziare l’attività promozionale e
razionalizzare i flussi interni, culminato nella revisione
dell’area delle posizioni organizzative e nell’istituzione delle
indennità di responsabilità per i dipendenti titolari di
particolari incarichi. L’assegnazione di nuove indennità e
l’adeguamento di quelle esistenti, se non adeguatamente
finanziati, avrebbe comportato un rilevante decremento delle
somme disponibili per remunerare la produttività del personale
restante; lo stanziamento di risorse aggiuntive per circa 40mila
euro è dunque avvenuta a valere sulla parte variabile del fondo,
con lo scopo però di compensare un maggiore utilizzo di risorse
stabili, che negli anni precedenti erano invece risparmiate ed
utilizzate per finanziare la produttività individuale.
L’incidenza delle somme aggiuntive sul totale del fondo è
signifi cativa, raggiungendo i 30 punti percentuali, soprattutto
se si considera che l’amministrazione si è impegnata a reperire
ulteriori 7mila euro in sede di assestamento al bilancio, da
destinare prioritariamente al finanziamento di nuove
progressioni orizzontali.
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