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VOCE CAMERALE GENNAIO - MARZO 2006

La destinazione delle risorse è determinata in maniera sempre meno flessibile.


Ma l’articolo 5 del Ccnl del 1999…

Fondi incentivanti, c’è un modo per superare le rigidità e premiare chi lavora per migliorare i servizi

 

 

La quantificazione delle risorse decentrate destinate al finanziamento delle voci accessorie della retribuzione del personale è regolata dagli articoli 31 e 32 del CCNL 22/1/2004 e dall’articolo 15 del CCNL 1/4/1999; l’applicazione di tali norme delinea un quadro sostanzialmente rigido, nel quale la definizione del fondo incentivante deriva dall’applicazione di calcoli matematici a partire da grandezze di bilancio, talvolta consolidate negli anni, del tutto slegate dai reali piani di crescita e dai programmi organizzativi messi in atto dai singoli enti.
A distanza di sei anni e tre bienni contrattuali, durante i quali gli aumenti delle risorse decentrate stabiliti a livello nazionale si sono sempre dimostrati eccessivamente contenuti e dunque insufficienti, il sistema introdotto dal CCNL 1/4/1999 sta mostrando tutti i suoi limiti, causando non poche difficoltà a chi, amministrazioni e sindacati, si trova a gestire la negoziazione a livello aziendale, anche nelle realtà piu' virtuose per quanto concerne gli indicatori di solidità del bilancio.
In particolare, occorre sottolineare come nel tempo stia progressivamente crescendo il peso, all’interno del fondo unico per la produttività, di tutte le voci avente carattere di stabilità, che finiscono per irrigidire in maniera irreversibile l’utilizzo del fondo stesso:
– le posizioni organizzative, che normalmente nel tempo tendono a lievitare nel numero e soprat-
tutto nell’importo, per una naturale dinamica di crescita e adeguamento delle retribuzioni;
– le progressioni economiche orizzontali, che continuano a gravare interamente sul fondo unico;
– l’indennità di comparto, che, creata allo scopo di perequare le retribuzioni del personale delle Regioni/Enti locali/Camere di Commercio a quelle di altri dipendenti del settore pubblico ma non finanziata con risorse aggiuntive, ha causato null’altro che una redistribuzione di somme che gli stessi lavoratori già percepivano sotto altre forme;
– le varie indennità di responsabilità, rischio, disagio ecc., che anche in questo caso hanno visto una tendenza alla crescita nel tempo (basti pensare che gli importi erogati ai titolari di incarichi di responsabilità sono stati di fatto raddoppiati dal CCNL 22/1/2004).
Questa situazione ha fatto sì che le somme destinabili alle reali politiche di incentivazione del personale, ovvero quelle legate al raggiungimento di obiettivi e al miglioramento delle prestazioni lavorative rese dai lavoratori, valutate sulla base di sistemi meritocratici, si assottigliano sempre di più. Viene in questo modo vanificato lo sforzo di dirigenti e organizzazioni sindacali di studiare ed affinare metodologie sempre più efficaci di valutazione della qualità delle prestazioni e dei percorsi di crescita del personale, molto spesso faticose e di difficile gestione a livello interpersonale, in definitiva inutili se non sufficientemente supportate da finanziamenti significativi.


Diverse Camere di Commercio in questi anni si sono attivate per superare almeno in parte questa difficoltà, utilizzando, naturalmente nel rispetto dei principi di gestione oculata dei bilanci, quello che forse rappresenta l’unico strumento disponibile per aumentare ulteriormente le risorse decentrate, in aggiunta agli esigui incrementi percentuali fissati dal contratto nazionale.
Ci riferiamo al comma 5 dell’art. 15 del CCNL 1/4/1999, che prevede infatti che le risorse decen-trate possano essere incrementate in caso di “attivazione di nuovi servizi o di processi di riorganizzazione finalizzati all’accrescimento di quelli esistenti”: questa opportunità è stata utilizzata da molti enti soprattutto nei casi di avvio di nuovi servizi a seguito di trasferimento di funzioni avvenuto per previsione normativa (si pensi ad esempio all’assegnazione alle Camere di Commercio delle competenze degli uffici Metrici Provinciali o degli ex UPICA). Ben più innovativo e significativo sotto il profilo della discrezionalità l’utilizzo del comma 5 dell’art. 15 per l’incentivazione del personale a fronte dello sviluppo di nuovi progetti di carattere strettamente promozionale; di seguito si accenna ad alcuni casi significativi, riguardanti camere di commercio del Nord-Italia, osservati negli ultimi due anni.
La Camera di Commercio di Torino, nel contratto decentrato integrativo 2002-2005 sottoscritto nell’aprile 2004, ha espressamente previsto la destinazione al fondo di risorse aggiuntive, reperite dal bilancio dell’ente e finalizzate principalmente all’erogazione di compensi a carattere variabile legati alla produttività (e dunque, in definitiva, non destinati a remunerare indennità o progressioni economiche), quale “stru-
mento per garantire un graduale passaggio verso nuove logiche, nuovi atteggiamenti, nuovi orientamenti. In particolare dovranno essere valorizzate quelle professionalità e quei dipendenti particolarmente predisposti a cogliere le opportunità del cambiamento e non condizionati da vecchi e sorpassati vincoli o da atteggiamenti precostituiti”.
Le principali voci considerate per l’individuazione delle risorse aggiuntive riguardano da una parte progetti di natura promozionale (Servizio Infopoint, Potenziamento URP, Decentramento dei servizi informativi per l’apertura di nuove imprese, progetto Alert 2006 legato ai lavori pubblici per le Olimpiadi 2006), dall’altra processi di riorganizzazione in grado di generare maggiori introiti o risparmi di gestione (Registro metalli preziosi, Pratiche telematiche, Rilascio Smart-card, Certificazione del sistema di gestione qualità); oltre a questi progetti innovativi, il CCDI della Camera di Torino considera inoltre tutte le somme introitate dall’ente per l’attuazione di iniziative comportanti grazie alle prestazioni del personale un’entrata di bilancio (ad es. concorsi a premio, progetti cofinanziati da altri enti). La somma complessiva destinata alla remunerazione del personale impegnato in tali attività ammontava nel complesso, per l’anno 2003, a 171mila euro, pari a oltre il 10% dell’intero fondo delle risorse decentrate.


La Giunta della Camera di Commercio di Padova, nella seduta del 29 dicembre 2004, ha deliberato un incremento delle risorse per la contrattazione decentrata dell’anno 2004, prevedendo espressamente l’utilizzo del comma 5 dell’art. 15 con due diverse modalità:
– destinazione in produttività delle somme acquisite dall’ente per progetti realizzati con finanziamenti esterni (ad es. fondo di perequazione del sistema camerale), legando peraltro l’erogazione di tali compensi all’effettiva capacità di realizzare le previste attività e dunque di ottenere i relativi contributi;
– stanziamento di risorse per l’incentivazione del personale impegnato in progetti di migliora-mento dei servizi erogati alle imprese: Sportello Obiettivo Impresa, Progetto “Giornata del cittadino”, Camera arbitrale, Osservatorio prezzi, Promozione settore agroalimentare, Attivazione rete intranet, Progetti di cooperazione internazionale, Nuovi sistemi di gestione della contabilità e dell’attività degli organi istituzionali rappresentano alcuni esempi di tali attività innovative.
Complessivamente, l’incremento del fondo stabilito dalla Giunta ha raggiunto la cifra di 156mila euro, pari a circa il 20% dell’importo complessivo delle risorse decentrate.
La Camera di Commercio di Varese, rispondendo ad un’esigenza di rafforzamento delle politiche incentivanti manifestata dalla RSU, ha elaborato un programma di interventi innovativi, approvato dalla Giunta camerale con deliberazione del luglio 2005, prevedendo contestualmente l’innalzamento del fondo destinato alla produttività individuale.
Le principali voci considerate, per le quali è stata calcolata la ricaduta sul personale anche in termini di formazione ed autoaggiornamento, si riferiscono a nuove funzioni acquisite per provvedimento normativo o regolamentare, a progetti promozionali o, infine, a nuovi strumenti organizzativi che comportino un impatto sulla produttività dei lavoratori coinvolti: Nuovo sistema di sanzioni per il diritto annuale, Certificazione di qualità dell’ente, Riorganizzazione dei servizi al pubblico, Revisione ruolo mediatori, Nuovi sistemi di gestione dei progetti promozionali e degli atti amministrativi. L’incremento del fondo per l’anno 2005 ammonta a 100mila euro, erogabili previa verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi, importo che rappresenta il 21% del fondo complessivo iniziale di circa 472mila euro.
Per certi aspetti diversa la situazione della Camera di Commercio di Sondrio, nella quale la scelta di incremento delle risorse decentrate a partire dall’anno 2006 è seguita ad un processo di riorganizzazione,
legato alla volontà di potenziare l’attività promozionale e razionalizzare i flussi interni, culminato nella revisione dell’area delle posizioni organizzative e nell’istituzione delle indennità di responsabilità per i dipendenti titolari di particolari incarichi. L’assegnazione di nuove indennità e l’adeguamento di quelle esistenti, se non adeguatamente finanziati, avrebbe comportato un rilevante decremento delle somme disponibili per remunerare la produttività del personale restante; lo stanziamento di risorse aggiuntive per circa 40mila euro è dunque avvenuta a valere sulla parte variabile del fondo, con lo scopo però di compensare un maggiore utilizzo di risorse stabili, che negli anni precedenti erano invece risparmiate ed utilizzate per finanziare la produttività individuale.
L’incidenza delle somme aggiuntive sul totale del fondo è signifi cativa, raggiungendo i 30 punti percentuali, soprattutto se si considera che l’amministrazione si è impegnata a reperire ulteriori 7mila euro in sede di assestamento al bilancio, da destinare prioritariamente al finanziamento di nuove progressioni orizzontali.

 

 

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