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VOCE CAMERALE APRILE 2004

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La devoluzione, i contratti federali e...........

Luigi Di Pietro

Segretario Nazionale DiCCAP-SNALCC

Luigi Di Pietro

Sta per concludersi un anno ed è tempo di bilanci e soprattutto di progetti per il futuro.

Un futuro che al momento si prospetta pieno di incertezze in un quadro politico,sociale ed economico che presenta sempre più ombre e sorprese.

Una serie di incertezze che purtroppo ci confermano molti punti da rivedere: il ritardo del rinnovo contrattuale del comparto degli Enti Locali, scaduto da un anno;

• i tagli per frenare la crescita della spesa pubblica;

• l’inflazione, che torna a far capolino, sospinta dall’euro;

• le scelte di politica economica, prima abbozzate e poi puntualmente

stravolte;

• il rinvio sistematico delle problematiche legate ad una riforma del sistema pensionistico e fiscale.

Le "cahiers de doleances" potrebbe continuare. Rischieremo di trovarci di fronte ad un mare di "certezze" e questo potrebbe confondere le idee, rischiando di trovarci sempre più senza passioni o peggio ancora senza identità.

Il Sindacato, e nello specifico quello Autonomo, anche in questo clima è pronto a scendere in campo, a dar battaglia ed a far valere le ragioni dei lavoratori che, nel breve volgere di pochi anni, si sono trovati a vivere una privazione per la mancanza di una garanzia parziale, quale quella rappresentata dalla "scala mobile", senza suscitare operazioni consone ed al passo con una mentalità meritocratica che potesse non far rimpiangere strumenti obsoleti, messi al bando e rei di tanti guai per la nostra economia. Lavoratori che, oggi con lo stipendio falcidiato dalla perdita di potere d’acquisto, dovranno accontentarsi di aumenti di tipo "ragionieristico" di poco superiori al cinque per cento… perché?

Perché in questa Nazione qualcuno dovrà pure fare sacrifici e garantire il risanamento economico per essere competitivi in Europa, soprattutto in un mercato sempre più globale che non ammetta sprechi ed apparati pubblici inefficienti.

Suvvia… Siamo seri! È tempo di svoltare, e noi come sindacato siamo pronti, e determinati a non accettare rinvii e misure restrittive che facciano scontare alla nostra categoria situazioni connesse a politiche economiche errate o peggio a soluzioni tampone.

È ormai da troppo tempo che non si pensa in termini progettuali alla Pubblica Amministrazione, è da troppo tempo che si cerca di recuperare o risparmiare su una categoria, dalla quale di contro si pretende efficienza, competitività, per migliorare la macchina pubblica.

È bello per i governanti di turno, pavoneggiarsi e gridare ai quattro venti che la Pubblica Amministrazione è ormai in grado di assolvere ruoli di alto profilo, con gestioni efficienti, efficaci ed economiche. Ma i fatti sono ben altra cosa. Si è, ancora una volta, di fronte ad operazioni di facciata che purtroppo man mano che si procede non riescono a salvare neppure le apparenze, in un Paese schiacciato dal

complesso di Cicerone (…tanto risolve tutto il varo di una legge).

E le Regioni, nonostante la devoluzione, a tutt’oggi non esprimono le reali esigenze di decentramento decisionale, nelle materie che in maniera sostanziale meritavano un intervento articolato, piuttosto che decisioni uniformi ma incapaci di esaltare le potenzialità del territorio e delle vocazioni dello stesso.

Per non parlare delle modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione, che contribuiscono ad accrescere un caos legislativo che ha per ora contrapposto Comuni, Province, Regioni e Stato (basti pensare ai tributi che in modo disarmonico trovano la luce di giorno in giorno). Questo porterà inevitabilmente ad allargare la forbice tra il Centro-Nord, sempre più ricco e vicino agli standard di vita europea ed il Mezzogiorno, sempre più povero e vicino ai livelli di qualità di vita dei Paesi meno progrediti. Senza il necessario coordinamento di una cabina di regia che sappia contemperare le diverse potenzialità, andremo sempre più incontro a situazioni di disomogeneità e involuzione, fino ad arrivare anche a livello di politiche salariali differenziate con situazioni che, diverranno tali da creare giungle salariali difficilmente gestibili e che avrebbe voluto, nelle intenzioni, evitarsi.

Nei prossimi mesi si avvieranno le trattative per i rinnovi dei contratti, per il quadriennio 2002/2005 all’Aran, con il debutto dei contratti federali, con le Regioni chiamate a partecipare alla stesura degli accordi. Tuttavia, ancor oggi, non si comprendono le regole che dovrebbero disciplinare tali interventi e soprattutto il livello e l’incisività degli stessi.

Tale situazione contribuisce a favorire un clima di incertezza che caratterizza l’attuale momento, anche perché, al di là di tutto, non si conosce il quadro economico dell’accordo e i termini dell’indirizzo, rinviandone la conoscenza a dopo la finanziaria.

Pertanto, è utile solo segnalare la soddisfazione per l’approvazione della direttiva, espressa dal Presidente del Comitato, Giancarlo Gabbianelli, secondo il quale "le problematiche del personale, sono state utilmente affrontate e, nel rispetto di alcune specificità che riguardano i singoli Enti, si dovrebbe approcciare in maniera compiuta, assegnando utili opportunità che, grazie alle linee guida, potranno soddisfare le legittime aspirazioni economiche e di carriera del personale del comparto".

In attesa di verificare e tranciare giudizi sulla direttiva, dobbiamo accontentarci del commento del Presidente Gabbianelli che apre solo uno squarcio su materie segretate. Dobbiamo pertanto armarci ancora una volta di santa pazienza ed aspettare di conoscere i contenuti delle direttive. Tanto più se si vuole iniziare un ciclo virtuoso che valorizzi le risorse umane a fronte della privatizzazione e del decentramento, capace di far recuperare, specie al comparto delle autonomie locali, un trattamento economico più equo rispetto ad altri comparti e rispetto all’andamento economico e finanziario attuale.

 

 

 

UNIONI E ASSOCIAZIONI

Centro Studi Gianfranco Marzola


Associazione Nazionale Professionale Dirigenti Camere di Commercio

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 Unione Regionali Camere di Commercio


SADUICC

Sindacato Autonomo Dipendenti Unione Italiana Camere di Commercio

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IPOTESI DI
CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER IL QUADRIENNIO NORMATIVO 2002-2005 E PER IL BIENNIO ECONOMICO 2002-2003, RELATIVO ALL’AREA DELLA DIRIGENZA DEL COMPARTO “REGIONI E AUTONOMIE LOCALI”

Voce Camerale

Periodico di politica sindacale dello SNALCC

 

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Nuovo Numero

Luglio 2005


Editoriale

Percorriamo insieme la via per riscattare la categoria

di Guido Vacca

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Riflessioni e proposte in ..........Liberta'

di Luigi Di Pietro

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Con la diminuzione dell'export aumenta il rosso della bilancia commerciale

di Federico De Lella

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Mobbing :Il riconoscimento del danno patrimoniale, biologico e morale nella Pubblica Amministrazione

di

Daniela Massari

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Nuove metodologia e tecniche digitali nella Pubblica Amministrazione

di Francesca Pizzoli

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Le relazioni sindacali nel comparto delle Regioni e delle Autonomie Locali

di Giacomo Mazzarino

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In breve

di Mimmo Cicolella

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Strategie per il rilancio della competitività

di Sandro Di Cicco

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Il ruolo della comunicazione nel proceso evolutivo della Pubblica Amministrazione

di Francesca Carella

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Rassegna Giuridica

Commento alla Legge n. 15 dell’11.02.2005
“Modifiche ed integrazioni alla Legge 241/90“

 

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