
La relazione del Segretario Nazionale
Diccap-Snalcc-Confsal, Coordinatore generale
Diccap-Confsal
“Vengano
restituiti
dignità e immagine
ai pubblici dipendenti”

*Segretario Nazionale
Diccap-Snalcc-Confsal,
Coordinatore generale Diccap-Confsal
É con particolare
piacere che il Diccap- Snalcc-Confsal, primo sindacato
nella storia della Repubblica Italiana ad essere fondato
all’interno degli enti camerali, ha organizzato questo
convegno qui a Napoli su un tema di grande attualità che
riguarda “la nuova qualità dei servizi e del lavoro
nelle amministrazioni pubbliche” con particolare
riferimento alle Camere di Commercio che sono la
cerniera fra gli interessi pubblici e le esigenze delle
imprese.
Un particolare ringraziamento al presidente della Camera
di Commercio di Napoli, Gaetano Cola, per la sua grande
sensibilità nell’ospitare questo convegno che vede la
partecipazione del Ministro Nicolais, del presidente
dell’Aran, avv. Massimo Massella Ducci Teri, del Sen.
Raffaele Tecce che si è dimostrato molto sensibile alle
disfunzioni e alle ingiustizie esistenti all’interno del
sistema camerale.
E’ presente tra noi il segretario generale aggiunto
della FNSI, Federazione Nazionale Stampa Italiana,
Giovanni Rossi, che saluto con particolare piacere e lo
ringrazio per essere intervenuto al nostro convegno.
In un contesto politico e sindacale in cui c’è poca o
scarsissima attenzione per le specificità delle
categorie meritevoli di lavoratori tra i quali annovero
i lavoratori del sistema delle Camere di Commercio,
lavoratori al servizio dell’economia nazionale ma anche
la polizia municipale che ha gli stessi compiti dei
carabinieri, della polizia ma…non i stessi diritti.
Non voglio allontanarmi dal tema del convegno. Il mio è
stato solo un accenno alle problematiche categoriali
anche perché sarà la relazione del prof. Lorenzo
Zoppoli, ordinario di diritto del lavoro alla Facoltà di
Giurisprudenza dell’Università degli studi “Federico II”
di Napoli ad entrare nel vivo delle problematiche delle
innovazioni nella pubblica amministrazione per una nuova
qualità dei servizi e del lavoro che il ministro
Nicolais sta portando avanti con grande impegno nel
settore dell’innovazione e della modernizzazione della
pubblica amministrazione all’interno di una cornice
europea, in attuazione della strategia di Lisbona,
innovando settori strategici come la scuola, la sanità,
il turismo, l’innovazione tecnologica nell’industria
ecc.
Non è più possibile, per esempio, che un Tribunale, dove
sto registrando una nuova testata giornalistica, mi
venga a chiedere il certificato del casellario
giudiziale che è tenuto dallo stesso Tribunale, non è
concepibile che un ente pubblico continui a chiedere
documenti, i cui dati sono già in suo possesso.
Io condivido lo sforzo del ministro Nicolais per render
più virtuosa, più trasparente, più snella la pubblica
amministrazione anche se le mie perplessità sono enormi
per la parte che prevede la valutabilità dei singoli
uffici e non dei singoli dirigenti che debbono restare i
veri responsabili del funzionamento della macchina
amministrativa.
Noi, come Paese, abbiamo l’obbligo di seguire le
innovazioni che mirano a semplificare l’esistente dando
più qualità e ridisegnare processi per dare ai nostri
cittadini, alle nostre imprese qualità e semplicità.
Noi siamo favorevoli e disponibili a sostenere
l’innovazione e l’esemplificazione dell’esistente, ad
impegnarci per una nuova qualità dei servizi ma… come
pubblici dipendenti non possiamo continuare a ricevere
attacchi estemporanei e offensivi da parte di personaggi
che guadagnano cento volte di più rispetto ai comuni
lavoratori del settore pubblico e privato, mentre,
secondo i dati resi noti da EURISPES, i lavoratori della
pubblica amministrazione del nostro Paese hanno una
busta paga leggerissima, sono i penultimi in Europa.
Queste cose Ichino e gli altri non le dicono.
Come non dicono nulla delle superliquidazioni
plurimiliardarie che si continuano ad elargire con tanta
allegria a soggetti che, nel giro di qualche anno, hanno
portato allo sfascio tanti enti.
La colpa, naturalmente, è solo dei lavoratori che
sgobbano, tantissimo e ai quali viene richiesta sempre
maggiore professionalità per circa mille euro al mese.
Mentre in Gran Bretagna la busta paga, nel periodo dal
2000 al 2005, è cresciuta del 27,8% , in Italia la
crescita è stata solo del 13,7% e la media europea è del
18%.
Mentre si continua a chiedere una maggiore qualità di
servizi, ed è giusto, si deve riscontrare come oggi nel
nostro Paese vi è una situazione insostenibile di
precarietà del lavoro che va risolta senza ulteriori
indugi.
Mentre i contratti del pubblico impiego sono scaduti da
oltre 15 mesi e solo negli ultimi giorni il Governo ha
firmato l’accordo con le confederazioni sindacali per il
rinnovo del contratto del pubblico impiego con aumenti
medi a regime a decorrere dal 01 gennaio 2007 e
l’assunzione di 50.000 precari per il personale docente
e 10.000 precari per il personale non docente.
Non si può, ogni volta che si deve rinnovare un
contratto di lavoro, arrivare a mettere in atto una
serie di proteste, manifestazioni e scioperi generali.
Siamo convinti, invece, che occorre restituire dignità e
immagine al bistrattato pubblico dipendente del nostro
Paese i cui stipendi, come ho detto poco fa, sono al
penultimo posto in Europa. Peggio di noi stanno solo in
Portogallo.
Sono convinto e mi auguro che alla qualità dei servizi
richiesta dal Governo e dal ministro Nicolais
corrisponda anche un equo rinnovo del contratto di
lavoro, in un momento particolare in cui il carovita, i
rincari che si verificano puntualmente in tutti i
settori, continuano a mettere alle corde le famiglie
italiane delle quali, secondo un’indagine dell’Istat, il
14,7% arriva con molta difficoltà a fine mese, mentre
circa il 30% dichiara di non essere in grado di far
fronte a una spesa imprevista di 600 euro.
La manovra finanziaria 2007 ha provocato una maggiore
pressione fiscale e alla lieve crescita economica manca
il sostegno della domanda interna per la crescente
perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni e delle
pensioni.
Il mio è stato solo lo sfogo di chi ogni giorno sente il
grave lamento che arriva dai lavoratori e dai pensionati
che fanno molta fatica ad arrivare a fine mese.
Sono convinto che il ministro Nicolais, marciando
speditamente e con convinzione, saprà rendere più
snella, funzionale e trasparente la macchina della
pubblica amministrazione e mi auguro che riesca a
risolvere il nodo del rinnovo contrattuale e un piano
serio di stabilizzazione di tanti precari della pubblica
amministrazione.
Nonostante le difficoltà, nonostante le nostre buste
paga siano le più povere d’Europa, siamo fortemente
interessati alla modernizzazione e alla innovazione
tecnologica per migliorare la trasparenza e l’efficienza
della spesa pubblica, per migliorare la qualità dei
servizi nella pubblica amministrazione, per meglio
andare incontro alle esigenze e alla soddisfazione degli
utenti, dei cittadini, delle imprese.
Imprese che sono i soggetti principi e le linee guida
del lavoro quotidiano, altamente specializzato, dei
lavoratori delle Camere di Commercio che sono un passo
avanti a tutte le amministrazioni pubbliche.
Lavoratori camerali che
debbono quotidianamente confrontarsi con le imprese,
commercialisti, notai ed avere tante competenze teoriche
dal diritto amministrativo al diritto commerciale, dal
diritto del lavoro al diritto tributario, dalla
statistica alla politica economica, dal diritto
comunitario al diritto industriale.
Il tutto per assicurare, a livelli elevatissimi, il
benessere delle imprese, la soddisfazione del cliente,
la VOCAZIONE DEL RISULTATO.
Innovazione e nuova qualità del lavoro nelle
amministrazioni pubbliche che non sono una novità ma una
solida realtà nelle Camere di Commercio, i cui
lavoratori sono dei professionisti al servizio
dell’economia nazionale che hanno sempre avuto come
obiettivo la massima efficienza e professionalità per il
benessere delle imprese e per questo i lavoratori del
sistema camerale sono UNA PROFESSIONE UNICA NEL PUBBLICO
IMPIEGO.
Per questo mi fanno sorridere le estemporanee
affermazioni di alcuni parlamentari, di Ichino ed altri
strani personaggi che puntualmente , quando si tratta di
rinnovare i contratti di lavoro, parlano del personale
del pubblico impiego come parassitario e improduttivo.
Ed ecco quindi l’esigenza, non più procrastinabile, di
prestare maggiore attenzione alle specificità esistenti
oggi nella pubblica amministrazione, e, per tornare ai
lavoratori del sistema camerale, relegati nel comparto
delle Autonomie Locali, pur non avendo alcun
collegamento con il personale di tale comparto e pur
svolgendo compiti e funzioni totalmente diversi da
quelli attribuiti al personale appartenente agli enti
territoriali, di prevedere una specifica area
contrattuale all’interno del comparto degli enti locali
in attesa che la proposta di legge del Sen. Marini e
degli altri parlamentari che si stanno interessando al
problema segua il suo iter parlamentare per raggiungere
l’obiettivo di un unico contratto di lavoro per tutto il
personale del sistema camerale che oggi, in maniera
molto strana e ingiusta, è interessato da tanti e
diversi contratti di lavoro.
GUIDO VACCA