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VOCE CAMERALE SETTEMBRE 2007

 
La relazione del Segretario Nazionale Diccap-Snalcc-Confsal, Coordinatore generale Diccap-Confsal


“Vengano restituiti
dignità e immagine
ai pubblici dipendenti”

 

 

*Segretario Nazionale Diccap-Snalcc-Confsal,
Coordinatore generale Diccap-Confsal

 


É con particolare piacere che il Diccap- Snalcc-Confsal, primo sindacato nella storia della Repubblica Italiana ad essere fondato all’interno degli enti camerali, ha organizzato questo convegno qui a Napoli su un tema di grande attualità che riguarda “la nuova qualità dei servizi e del lavoro nelle amministrazioni pubbliche” con particolare riferimento alle Camere di Commercio che sono la cerniera fra gli interessi pubblici e le esigenze delle imprese.
Un particolare ringraziamento al presidente della Camera di Commercio di Napoli, Gaetano Cola, per la sua grande sensibilità nell’ospitare questo convegno che vede la partecipazione del Ministro Nicolais, del presidente dell’Aran, avv. Massimo Massella Ducci Teri, del Sen. Raffaele Tecce che si è dimostrato molto sensibile alle disfunzioni e alle ingiustizie esistenti all’interno del sistema camerale.
E’ presente tra noi il segretario generale aggiunto della FNSI, Federazione Nazionale Stampa Italiana, Giovanni Rossi, che saluto con particolare piacere e lo ringrazio per essere intervenuto al nostro convegno.
In un contesto politico e sindacale in cui c’è poca o scarsissima attenzione per le specificità delle categorie meritevoli di lavoratori tra i quali annovero i lavoratori del sistema delle Camere di Commercio, lavoratori al servizio dell’economia nazionale ma anche la polizia municipale che ha gli stessi compiti dei carabinieri, della polizia ma…non i stessi diritti.
Non voglio allontanarmi dal tema del convegno. Il mio è stato solo un accenno alle problematiche categoriali anche perché sarà la relazione del prof. Lorenzo Zoppoli, ordinario di diritto del lavoro alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi “Federico II” di Napoli ad entrare nel vivo delle problematiche delle innovazioni nella pubblica amministrazione per una nuova qualità dei servizi e del lavoro che il ministro Nicolais sta portando avanti con grande impegno nel settore dell’innovazione e della modernizzazione della pubblica amministrazione all’interno di una cornice europea, in attuazione della strategia di Lisbona, innovando settori strategici come la scuola, la sanità, il turismo, l’innovazione tecnologica nell’industria ecc.
Non è più possibile, per esempio, che un Tribunale, dove sto registrando una nuova testata giornalistica, mi venga a chiedere il certificato del casellario giudiziale che è tenuto dallo stesso Tribunale, non è concepibile che un ente pubblico continui a chiedere documenti, i cui dati sono già in suo possesso.
Io condivido lo sforzo del ministro Nicolais per render più virtuosa, più trasparente, più snella la pubblica amministrazione anche se le mie perplessità sono enormi per la parte che prevede la valutabilità dei singoli uffici e non dei singoli dirigenti che debbono restare i veri responsabili del funzionamento della macchina amministrativa.
Noi, come Paese, abbiamo l’obbligo di seguire le innovazioni che mirano a semplificare l’esistente dando più qualità e ridisegnare processi per dare ai nostri cittadini, alle nostre imprese qualità e semplicità.
Noi siamo favorevoli e disponibili a sostenere l’innovazione e l’esemplificazione dell’esistente, ad impegnarci per una nuova qualità dei servizi ma… come pubblici dipendenti non possiamo continuare a ricevere attacchi estemporanei e offensivi da parte di personaggi che guadagnano cento volte di più rispetto ai comuni lavoratori del settore pubblico e privato, mentre, secondo i dati resi noti da EURISPES, i lavoratori della pubblica amministrazione del nostro Paese hanno una busta paga leggerissima, sono i penultimi in Europa.
Queste cose Ichino e gli altri non le dicono.
Come non dicono nulla delle superliquidazioni plurimiliardarie che si continuano ad elargire con tanta allegria a soggetti che, nel giro di qualche anno, hanno portato allo sfascio tanti enti.
La colpa, naturalmente, è solo dei lavoratori che sgobbano, tantissimo e ai quali viene richiesta sempre maggiore professionalità per circa mille euro al mese.
Mentre in Gran Bretagna la busta paga, nel periodo dal 2000 al 2005, è cresciuta del 27,8% , in Italia la crescita è stata solo del 13,7% e la media europea è del 18%.
Mentre si continua a chiedere una maggiore qualità di servizi, ed è giusto, si deve riscontrare come oggi nel nostro Paese vi è una situazione insostenibile di precarietà del lavoro che va risolta senza ulteriori indugi.
Mentre i contratti del pubblico impiego sono scaduti da oltre 15 mesi e solo negli ultimi giorni il Governo ha firmato l’accordo con le confederazioni sindacali per il rinnovo del contratto del pubblico impiego con aumenti medi a regime a decorrere dal 01 gennaio 2007 e l’assunzione di 50.000 precari per il personale docente e 10.000 precari per il personale non docente.
Non si può, ogni volta che si deve rinnovare un contratto di lavoro, arrivare a mettere in atto una serie di proteste, manifestazioni e scioperi generali.
Siamo convinti, invece, che occorre restituire dignità e immagine al bistrattato pubblico dipendente del nostro Paese i cui stipendi, come ho detto poco fa, sono al penultimo posto in Europa. Peggio di noi stanno solo in Portogallo.
Sono convinto e mi auguro che alla qualità dei servizi richiesta dal Governo e dal ministro Nicolais corrisponda anche un equo rinnovo del contratto di lavoro, in un momento particolare in cui il carovita, i rincari che si verificano puntualmente in tutti i settori, continuano a mettere alle corde le famiglie italiane delle quali, secondo un’indagine dell’Istat, il 14,7% arriva con molta difficoltà a fine mese, mentre circa il 30% dichiara di non essere in grado di far fronte a una spesa imprevista di 600 euro.
La manovra finanziaria 2007 ha provocato una maggiore pressione fiscale e alla lieve crescita economica manca il sostegno della domanda interna per la crescente perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni.
Il mio è stato solo lo sfogo di chi ogni giorno sente il grave lamento che arriva dai lavoratori e dai pensionati che fanno molta fatica ad arrivare a fine mese.
Sono convinto che il ministro Nicolais, marciando speditamente e con convinzione, saprà rendere più snella, funzionale e trasparente la macchina della pubblica amministrazione e mi auguro che riesca a risolvere il nodo del rinnovo contrattuale e un piano serio di stabilizzazione di tanti precari della pubblica amministrazione.
Nonostante le difficoltà, nonostante le nostre buste paga siano le più povere d’Europa, siamo fortemente interessati alla modernizzazione e alla innovazione tecnologica per migliorare la trasparenza e l’efficienza della spesa pubblica, per migliorare la qualità dei servizi nella pubblica amministrazione, per meglio andare incontro alle esigenze e alla soddisfazione degli utenti, dei cittadini, delle imprese.
Imprese che sono i soggetti principi e le linee guida del lavoro quotidiano, altamente specializzato, dei lavoratori delle Camere di Commercio che sono un passo avanti a tutte le amministrazioni pubbliche.

Lavoratori camerali che debbono quotidianamente confrontarsi con le imprese, commercialisti, notai ed avere tante competenze teoriche dal diritto amministrativo al diritto commerciale, dal diritto del lavoro al diritto tributario, dalla statistica alla politica economica, dal diritto comunitario al diritto industriale.
Il tutto per assicurare, a livelli elevatissimi, il benessere delle imprese, la soddisfazione del cliente, la VOCAZIONE DEL RISULTATO.
Innovazione e nuova qualità del lavoro nelle amministrazioni pubbliche che non sono una novità ma una solida realtà nelle Camere di Commercio, i cui lavoratori sono dei professionisti al servizio dell’economia nazionale che hanno sempre avuto come obiettivo la massima efficienza e professionalità per il benessere delle imprese e per questo i lavoratori del sistema camerale sono UNA PROFESSIONE UNICA NEL PUBBLICO IMPIEGO.
Per questo mi fanno sorridere le estemporanee affermazioni di alcuni parlamentari, di Ichino ed altri strani personaggi che puntualmente , quando si tratta di rinnovare i contratti di lavoro, parlano del personale del pubblico impiego come parassitario e improduttivo.
Ed ecco quindi l’esigenza, non più procrastinabile, di prestare maggiore attenzione alle specificità esistenti oggi nella pubblica amministrazione, e, per tornare ai lavoratori del sistema camerale, relegati nel comparto delle Autonomie Locali, pur non avendo alcun collegamento con il personale di tale comparto e pur svolgendo compiti e funzioni totalmente diversi da quelli attribuiti al personale appartenente agli enti territoriali, di prevedere una specifica area contrattuale all’interno del comparto degli enti locali in attesa che la proposta di legge del Sen. Marini e degli altri parlamentari che si stanno interessando al problema segua il suo iter parlamentare per raggiungere l’obiettivo di un unico contratto di lavoro per tutto il personale del sistema camerale che oggi, in maniera molto strana e ingiusta, è interessato da tanti e diversi contratti di lavoro.


GUIDO VACCA

 

 

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