S.N.A.L.C.C. |
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Quali sono i tratti distintivi programmatici della Camera di Commercio di Foggia con Eliseo Zanasi alla Presidenza? Parlerei piuttosto di una stretta collaborazione tra Giunta, Consiglio e Commissioni impegnate nella realizzazione di un modello di sviluppo economico a triplice elica con la Camera di Commercio elemento propulsivo per l’integrazione tra sistema delle imprese, Università e centri di ricerca, amministrazioni locali, per consentire al territorio di percorrere strade unitarie, condivise ed efficaci. La Camera di Commercio di Foggia, dunque, come l’Agorà del terzo millennio e cuore pulsante dell’economia provinciale: da sede privilegiata di confronto e sintesi per le diverse istanze provenienti da tutte le organizzazioni di categoria, produttive e dei servizi, a vero e proprio strumento di marketing territoriale.
Ci può elencare gli obiettivi principali e le linee strategiche per i prossimi anni? La Camera di Commercio ha svolto nell’ultimo decennio una forte azione innovativa e di qualificazione del proprio ruolo a servizio della comunità, rappresentandone adeguatamente gli interessi e garantendone incrementi di sviluppo e competitività, anche grazie alla proficua sinergia tra organismi di governo e struttura camerale. Si tratta ora di proseguire sul percorso già consolidato, ma nel contempo di accompagnare nuovi processi e sfide, mettendo in campo un rafforzato impegno per l’attuazione di interventi finalizzati all’implementazione di servizi innovativi alle imprese. La nostra proposta progettuale pone al centro questione idrica, alta velocità e capacità ferroviaria, sistema porto–aeroporto–interporto, comunicazioni stradali, adeguamento aree industriali, cablaggio informatico, nella consapevolezza che il futuro della Capitanata può essere ricondotto ad alcuni temi cardine che riflettono e riassumono le sue specificità, le sue risorse più avanzate, le sue vocazioni produttive e territoriali: agricoltura, turismo, commercio, artigianato, industria. Per tutti questi settori stiamo valorizzando le politiche di promozione e marketing, con un’attenzione particolare alle questioni dei marchi, della formazione continua e dell’imprenditoria femminile, del ruolo imprescindibile che per tali processi, ed ognuno per le rispettive competenze, possono svolgere l’Università, i Centri di Ricerca, e le stesse aziende speciali della Camera di Commercio.
La legge 580/93 è stata una legge che ha veramente riformato? È stata senza dubbio un punto di svolta fondamentale per le Camere di commercio. È vero che è intervenuta con un certo ritardo ma non vi è dubbio che essa abbia aperto un capitolo nuovo nei rapporti tra la pubblica amministrazione e le imprese; soprattutto ha basi solide per sviluppi successivi, che hanno consentito alle Camere di affermarsi come l’ente pubblico che in modo più unico che raro esplicita il rapporto sinergico e collaborativo tra pubblico, l’istituzione, e privato, le imprese iscritte.
Qual è stata la vera innovazione della legge 580? La 580 è stata vera riforma perché ha inserito le Camere di Commercio nella collaborazione con lo Stato, le Regioni, le autonomie locali; ha chiamato imprese e associazioni a definire insieme linee comuni di scelta di servizi e di promozione dello sviluppo locale, valorizzandone l’operato in rete, a livello non solo nazionale ma europeo e mondiale, fermo restando il pieno riconoscimento dell’autonomia di ogni singolo ente su base provinciale. Di tutto ciò penso che il sistema delle imprese ne abbia certezza, poiché ha percepito la valenza innovativa della 580 attraverso i servizi e gli strumenti messi a disposizione: il registro imprese, le funzioni di regolazione del mercato, gli interventi promozionali. In definitiva è possibile affermare che la legge 580 sia stato il primo passo di un percorso che ha portato progressivamente le Camere di commercio ad assumere un ruolo centrale nei processi di modernizzazione del Paese e a presentarsi come un sistema articolato e complesso.
Il rapporto con le altre Istituzioni e con l’Università? Ottimo, proficuo e di stimolo: la nostra Università, in particolare, è giunta quest’anno al traguardo del decennale con una forte collaborazione con il sistema delle imprese, esplicitata nella creazione del Distretto Agroalimentare Regionale, ma anche in numerosi e qualificati progetti di spin-off: l’Università, come prima ricordato, è un elemento fondamentale del modello di sviluppo a triplice elica.
E quello con la tecnostruttura? Franco, costruttivo e di grande valenza, come prima accennato, fondato sulla profonda consapevolezza del grande patrimonio di risorse umane che in più occasioni si è distinto per capacità di approfondimento, elaborazione, sviluppo di progettualità, che assicurano così all’ente camerale il supporto necessario sui diversi tavoli.
L’approccio con i sindacati presenti presso la CCIAA di Foggia. La relazione programmatica dell’attuale gruppo dirigente camerale riconosce il ruolo propositivo delle Organizzazioni Sindacali sui grandi temi sociali quali quelli del lavoro, della formazione, della sicurezza, della qualità della vita. Con le rappresentanze interne all’ente intendiamo inoltre sviluppare un’azione fattiva avente come obiettivo sia l’arricchimento delle professionalità già presenti, sia la possibilità di accesso da parte di nuove professionalità nel sistema camerale.
Un Suo parere sul disegno di legge presentato dal sindacato Uil-Flp Snalcc sulla modifica dell’art. 19 della legge 580 in materia di personale delle CCIAA. Questa iniziativa del sindacato Uil-Flp Snalcc, condotta dal Segretario Nazionale, penso sia positiva e fondamentale per i lavoratori del sistema camerale sia per rafforzare il concetto di rete e sia per rappresentare l’esempio concreto della sintesi tra i principi a garanzia e tutela della collettività, propri dell’iniziativa pubblica, che i canoni dell’efficienza, della snellezza e della produttività, tipici dell’economia privata.
La creazione di un’area camerale specifica, all’interno del comparto di contrattazione collettiva nazionale sarà utile ad omogeneizzare il contenuto dei vari contratti di lavoro oggi attuati nel sistema camerale, garantendo a ciascuno idonei trattamenti retributivi e previdenziali allo scopo di realizzare nel migliore dei modi i principi di imparzialità ed uguaglianza, garantiti dalla Costituzione. ■
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