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VOCE CAMERALE LUGLIO - DICEMBRE 2009

 

«Ringrazio i colleghi della segreteria nazionale e tutti i colleghi degli organi dirigenti che, in un momento di grande difficoltà, come quello che abbiamo passato, hanno consentito a me ad a tutti noi di giungere a questo appuntamento a testa alta»: con un moto di orgoglio il segretario nazionale confermato, Guido Vacca, ha sintetizzato il senso più profondo del ventitreesimo congresso nazionale della Uil-Fpl – Snalcc – riunito all’Hotel Silva Splendid di Fiuggi nei giorni 27 e 28 novembre.

 

 Un numero prestigioso, il 23, che racchiude la storia dello Snalcc ma che, come ha sottolineato il segretario generale della Uil-Fpl, Giovanni Torluccio, presente all’evento, è un po’ come fosse il “numero uno” di una nuova stagione in cui il sindacato autonomo più rappresentativo delle Camere di Commercio italiane inizia il suo cammino al fianco e nell’ambito di una grande confederazione nazionale. L’assemblea ha eletto all’unanimità segretario nazionale Guido Vacca, alla presidenza conferma per Luigi Di Pietro mentre la segreteria amministrativa è stata nuovamente affidata a Sandro Andrizzi.

 

Nel comitato esecutivo centrale sono stati eletti Luciano Cannatelli (Roma), Luciano Ciccaglione (Latina), Stefano Dabalà (Venezia), Claudio Gentile (Cosenza), Ruggero Lauria (Teramo), Maurizio Monaco (Torino), Maido Niccolai (Lucca), Giampaolo Romano (Napoli), Roberto Ruffano (Milano), Beatrice Scopece (Foggia), Simonetta Tomasetti (Rimini). Al di là degli esiti congressuali, molti e dibattuti sono stati i contenuti della due giorni.

Venerdì 27 novembre la segretaria provinciale di Frosinone Elena Torroni, ha salutato i delegati presenti ricordando il ruolo cardine del sindacato in una realtà connotata da forti specificità nell’ambito del pubblico impiego quale quella degli enti camerali.

 

Sono stati, quindi, letti alcuni messaggi inviati da parlamentari che hanno seguito e sostenuto nelle sedi istituzionali le battaglie condotte dallo Snalcc.

In particolare il senatore Paolo Tancredi e l’onorevole Giulio Marini hanno ribadito il proprio impegno per la creazione di un’area contrattuale specifica. Impegno istituzionale e camerale al fianco della Uil- Fpl – Snalcc è stato assicurato anche dal senatore Antonio Gentile.

È stata quindi la volta della relazione centrale di Guido Vacca.

«Bisogna evitare demagogie strumentali, è invece l’ora di rimboccarsi le maniche per intervenire su occupazione, investimenti, credito e sulle riconosciute emergenze – ha esordito sui temi della politica ed economia nazionali –.

In questi ultimi giorni il dibattito politico si è centrato intorno al taglio dell’IRAP quando invece la vera emergenza sociale sono i giovani, i precari, i disoccupati, i lavoratori, i pensionati.

Noi siamo convinti che bisogna con urgenza iniziare a operare interventi significativi di riduzione delle tasse sul lavoro, a cominciare dai redditi di lavoro dipendente in quanto il nostro Paese ha un sistema fiscale con un livello di tassazione troppo elevato. (…)

I lavoratori dipendenti non possono continuare ad essere spremuti come un limone che non ha più nulla da dare a un sistema fiscale inefficiente e ingiusto che per coprire gli evasori fiscali diventa vessatorio nei confronti dei lavoratori e dei pensionati che invece le tasse le pagano.

Se vogliamo ricercare risorse adeguate per lo sviluppo sociale, il nostro grande obiettivo deve essere quello della lotta all’evasione fiscale per costruire un fisco giusto equo, efficiente».

Diverse le critiche e diversi gli attacchi nei confronti delle scelte del ministro Brunetta: «Cosa fanno i nostri governanti è totalmente incomprensibile ai lavoratori dipendenti contro cui si è schierato, con attacchi continui, ingiusti e incomprensibili il ministro Brunetta.

Pubblici dipendenti che vengono attaccati pesantemente come se fossero loro la causa dei malanni che continuano ad affliggere il nostro Paese. La realtà spesso viene travisata completamente.

Si è avuto anche il coraggio di dire che i dipendenti pubblici negli ultimi anni hanno avuto ingenti aumenti stipendiali.

Per fare questo è stato messo in atto l’artifizio furbesco di mescolare agli aumenti dei dipendenti pubblici, quelli delle alte cariche dello Stato, dei magistrati, docenti universitari, le consulenze d’oro, i vertici militari con relative missioni all’estero. Quando, invece, non si parla della rivalutazione delle pensioni, della detassazione dei pubblici dipendenti, della previdenza integrativa ancora inattuata, della vice dirigenza, del governo delle tariffe e prezzi sempre più insostenibili nel bilancio quotidiano delle famiglie».

E poi: «Alla fine di luglio, dopo mesi di trattative, è stato firmato il ccnl del comparto delle Regioni e delle Autonomie Locali.

Anche se si è trattato del rinnovo del biennio economico 2008-2009 è stato molto difficile raggiungere l’intesa per il fatto che era intenzione di Brunetta di ridurre drasticamente, di bloccare di fatto le progressioni orizzontali.

Si parla tanto dell’obiettivo di raggiungere una maggiore produttività quando poi si vuole andare nella direzione di riconoscere le progressioni economiche solo al 20% degli aventi diritto.

Ossia se in un ente ci sono 100 dipendenti che lavorano con impegno, con grande serietà, per la Funzione Pubblica la progressione economica può esser data solo a 20 dipendenti».

Vacca ha riservato un’ampia parte alle tematiche specifiche delle Camere di Commercio: «I lavoratori camerali – ha evidenziato – sono un passo avanti a tutte le amministrazioni pubbliche.

 

Si confrontano quotidianamente con le imprese, commercialisti, notai e debbono avere tante competenze teoriche che vanno dal diritto amministrativo al diritto commerciale, dal diritto del lavoro al diritto tributario, dalla statistica alla politica economica, dal diritto comunitario al diritto industriale.

 

Il tutto per assicurare a livelli elevatissimi il benessere delle imprese, la soddisfazione del cliente, la vocazione del risultato.

I nostri lavoratori, professionisti al servizio dell’economia nazionale, hanno sempre avuto come obiettivo la massima efficienza e professionalità e per questo i lavoratori del sistema camerale sono una professione unica nel pubblico impiego».

 

Il segretario ha ricordato le proposte di legge del Sen. Gentile e dell’On. Giulio Marini ma ha soffermato l’attenzione sul decreto legislativo che dovrà essere approvato, entro 6 mesi dall’approvazione della legge n. 99 del 23 luglio 2009, dal Governo su proposta del Ministero dello Sviluppo Economico.

«Con il decreto legislativo – ha spiegato – sarà aggiornato il quadro normativo di riordino del sistema camerale.

È una riforma che riscrive, a distanza di oltre 15 anni, la legge 580 del 1993 con cui le Camere di Commercio avranno più autonomia per un ruolo di cerniera fra gli interessi pubblici e le esigenze delle imprese, di snodo tra le istituzioni e il mondo imprenditoriale.

Il decreto legislativo costituirà il rafforzamento del ruolo camerale a supporto degli imprenditori e con forti relazioni sul piano europeo ed internazionale. Di fronte a questo appuntamento di grande rilevanza per tutto il mondo imprenditoriale il sindacato vuole dire la sua – ha alzato il tono Vacca – e non può non far notare il fatto che se tutti questi progetti debbono essere realizzati dal personale, a cui si chiederà, ancora una volta, maggiore professionalità per assicurare a livelli elevatissimi il benessere delle imprese e la piena soddisfazione degli utenti, allora bisogna anche fare un pensierino ai lavoratori dipendenti prevedendo nel nuovo decreto di riforma un articolo sullo status giuridico del personale che va inserito in un’area specifica contrattuale camerale per riconoscere la specificità di lavoratori altamente specializzati che hanno le imprese e l’economia nazionale quali linee guida del lavoro quotidiano.

Personale che oggi è umiliato, schiacciato, mortificato e confuso con i tanti lavoratori del comparto e, per di più, umiliati dall’appellativo di fannulloni con cui oggi tutti si sentono in dovere di dire ai lavoratori pubblici, quando nei nostri enti non c’è assenteismo ed il lavoro quotidiano è un passo avanti a tutte le amministrazioni pubbliche».

Il segretario generale della Uil-Fpl, Giovanni Torluccio, ha da parte sua sottolineato l’importanza dello Snalcc nella Uil per l’apporto di conoscenze e tradizioni relativo ad un settore importante come quello delle Camere di Commercio. Torluccio ha anche ribadito pieno sostegno alla battaglia portata avanti dallo Snalcc per ottenere un’area specifica camerale all’interno del comparto delle Regioni e delle autonomie locali.

«Se questo nostro Paese ha democrazia e servizi – ha affermato – è perché i lavoratori del pubblico impiego fanno il loro dovere.

Meritano dignità e non le sentenze dei soloni o le pratiche di destrutturazione della pubblica amministrazione con la finalità di fare terziarizzazioni».

Torluccio ha lanciato frecciate polemiche contro la politica che «grazie alla nuova legge elettorale se ne frega dei territori, essendo i parlamentari nominati dalle sole segreterie di partiti».

Ha rilanciato sui temi della trasparenza nella pubblica amministrazione («Inseriamo anche incarichi e consulenze, non bastano le liste degli stipendi»), sulla meritocrazia, sulla necessità di avviare al più presto la previdenza integrativa. La seconda giornata di lavori è iniziata con la relazione del segretario amministrativo Andrizzi che ha ricostruito i passaggi del transito dello Snalcc nell’ambito della Uil-Fpl: «Se non facevamo questo passo – ha chiosato – non saremmo stati qui oggi. Siamo stati costretti a fare una scelta. Abbiamo ascoltato tutti: confederazioni ed autonomi.

La Uil è stato l’unico sindacato che ci ha consentito di creare un dipartimento per le camere di commercio e di gestirlo tranquillamente. Cosa che è avvenuta e sta avvenendo nell’ambito del comitato esecutivo di cui Vacca si è fatto garante nel portare avanti pedissequamente le istanze».

Andrizzi ha fatto anche un excursus sui temi che sono sul tappeto e sui quali lo Snalcc intende proseguire la battaglia: «Il sistema camerale – ha tuonato – va portato avanti in quanto tale.

Le aziende speciali sono una cosa obbrobbriosa perché sottraggono compiti istituzionali e consentono una gestione privatistica di soldi pubblici. Non dobbiamo consentire che proliferino le aziende speciali. L’Unioncamere, del resto, che è nata come una costola delle Camere di Commercio, invece di stare con noi, adesso sembra venirci contro».

 

Andrizzi ha concluso con un invito ai delegati al proselitismo ed all’orgoglio di appartenenza ad un sindacato che – secondo il segretario amministrativo – ha sposato la filosofia kantiana dell’autonomia di pensiero, in antitesi all’eteronomia praticata da altre organizzazioni.

 

Il presidente Luigi Di Pietro ha analizzato il momento politico e sindacale con i possibili riflessi sul futuro prossimo della Uil-Fpl – Snalcc.

Dopo un excursus che ha coperto il periodo trascorso dal 22esimo congresso fino alla sinergia ed alla confluenza nella Uil-Fpl, Di Pietro ha evidenziato «la necessità di tornare in campo con ancora maggiore incisività per dar man forte ad una pubblica amministrazione moderna, efficace e, soprattutto, che sia al servizio di una nazione che voglia restare al passo con i tempi».

Il presidente della Uil-Fpl – Snalcc ha presentato anche una serie di mozioni-programma quali: la omogeneizzazione dei contratti del sistema camerale con una specificità di contrattazione; la revisione dei profili professionali; la valorizzazione della categoria C; l’istituzione della vice-dirigenza; il supporto sindacale e giuridico alla “vexata quaestio” del calcolo della indennità di anzianità.

Tema centrale della relazione di Di Pietro è stato il nuovo ruolo del sindacato a tutela della dignità di chi lavora nello specifico del sistema camerale, sottolineando il valore di una sfida che prima ancora di essere sindacale deve essere soprattutto etica. Alberto Caporale, responsabile delle relazioni sindacali dell’Unioncamere, ha portato al congresso il saluto del segretario generale Unioncamere, Claudio Gagliardi, che è stato trattenuto a Roma per sopraggiunti impegni. Caporale ha parlato delle sfide che attendono per il futuro le Camere di Commercio e la loro collocazione contrattale.

«Si era parlato di un comparto camerale ma il risultato sarebbe quello di un comparto troppo debole e piccolo – ha detto –: è evidente che l’esperienza Aran sta troppo stretta al sistema camerale per cui ci si dovrà battere per recidere il cordone ombelicale con la Funzione Pubblica, per arrivare – ad esempio – al contratto delle autorità portuali di cui fanno parte enti pubblici ed il cui contratto viene rinnovato da Assoporti e sindacati».

Il congresso ha segnato anche messaggi e parole di sostegno da parte del mondo politico e istituzionale.

Tra le dichiarazioni, oltre a quelle dei citati Gentile, Tancredi, vanno ricordate le prese di posizione del consigliere comunale della capitale Angelini e dell’eurodeputato Pallone.

Massiccia è stata la partecipazione alla due giorni da parte dei delegati delle segreterie provinciali giunti a Fiuggi da tutt’Italia. Nella prossima riunione del comitato esecutivo, saranno nominati altri due membri in rappresentanza delle altre sezioni dello Snalcc, i revisori dei conti, i probiviri e le vice segreterie nazionali.

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