S.N.A.L.C.C. |
|
|
|
Meno privilegi e più giustizia sociale Solo così il Paese può risorgere L’appello del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti rivolto agli uomini
L’altalena delle Borse ha per qualche tempo allontanato il sospetto che ciò potesse accadere. Gli eventi che stanno ora di fronte a noi e, soprattutto, la natura ed entità delle misure economiche che il governo si è visto costretto ad adottare, rappresentano la prova che l’Italia dovrà prepararsi a tempi più bui. L’invito del Presidente del Consiglio Berlusconi rivolto ai cittadini a nutrire maggiore fiducia nei confronti del futuro e di adeguare i propri comportamenti alle mutate condizioni economiche, nonché l’appello rivolto del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti “agli uomini liberi e forti a cooperare per il bene del paese” sono la riprova delle difficoltà del momento. Gli stati europei si stanno muovendo per fornire alle popolazioni un “pacchetto” di provvedimenti condiviso dalla maggioranza degli stati membri. Il tempo ci dirà il futuro che ci attende. Da tale crisi non si esce soltanto con lo stanziamento di modeste somme in favore delle categorie più disagiate, né con episodici comportamenti “virtuosi” da parte dei cittadini, ma con un’opera di lungo respiro che consenta di riparare ai danni che il pressappochismo che ha contraddistinto, in questi anni, l’operato di tante istituzioni. Un lavacro, una vera rivolta delle coscienze di tutti è condizione essenziale perchè la crisi economica ci restituisca un Paese non soltanto economicamente più sano, ma profondamente diverso, più libero (si ricordi quanto scriveva Goethe, il grande poeta tedesco: “Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo”), più rispettoso delle regole, che riconosca ai giovani (uomini e donne) il ruolo che essi meritano. Troppo spesso si sente dire in giro che non si va da nessuna parte se non hai un potente che ti aiuti. E, purtroppo, gli anni che abbiamo vissuto hanno reso attuale tale sconfortante opinione. Guardate come gli enti pubblici e le società private assumono i propri dipendenti, se tengono conto delle qualità dell’aspirante al lavoro o se invece privilegiano i raccomandati. Guardate le Camere di Commercio, le Università, le Regioni, i Comuni, ecc. e vi renderete conto di come la politica abbia sostituito gli uffici di collocamento o le attente ed oculate selezioni; guardate al proliferare degli enti, con dirigenti ben pagati, che non hanno alcuna pratica funzione, perché potrebbero essere esercitate dall’ente principale, alla difficoltà, per quanto riguarda le Camere di Commercio di attuare finanche la decisione del Consiglio di Stato n. 6554 del 23.6.06 che ha statuito che le regioni debbono esercitare il controllo sugli enti camerali, pur se gli effetti positivi porterebbero allo scioglimento degli organi delle Camere di Commercio e dell’Unioncamere con notevole risparmio di costi; allo spettacolo di dirigenti super pagati, di consulenze d’oro, di creazione di società partecipate. E ciò mentre si rifiutano gli adeguamenti degli stipendi del personale della Pubblica amministrazione. Una vera e propria ingiustizia. Usciremo migliori dalla crisi? Si, se tutti sapremo non farci prendere dallo sconforto e sapremo lottare perché l’Italia non sia il fanalino di coda dei paesi più evoluti.
|
Copyright © 2009 - Snalcc.it è di proprietà dello SNALCC Tutti i diritti riservati.
|
|||||