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VOCE CAMERALE LUGLIO 2006

L’analisi del coordinatore generale Diccap e segretario nazionale Diccap-Snalcc, Guido Vacca

 

di Stefano Di Scanno

 

VACCA : RISPOSTE CONCRETE DAL GOVERNO AI  LAVORATORI

 

“Siamo ad un bivio:
o si recupera
la grave anomalia
che ha portato
negli enti camerali
disparità di trattamento,
ingiustizie
e profondo malcontento
o si andrà inevitabilmente
verso la
regionalizzazione”

La recente campagna elettorale, segnata da aspre polemiche e da un clima fin troppo acceso, ci ha consegnato un Paese letteralmente diviso a metà e, di conseguenza, la nuova legislatura si è aperta in un contesto politico difficile e complesso”: questa l’analisi del coordinatore generale Diccap e segretario nazionale Diccap-Snalcc, Guido Vacca.

Come dovrà comportarsi Palazzo Chigi proprio in considerazione dei problemi di un’Italia che appare arrancare fra le economie forti dell’Occidente?

“Il compito del nuovo Governo sarà, prima di tutto, di cercare di stemperare il clima politico, reso incandescente da una campagna elettorale che ha visto contrasti sin troppo esasperati fra i vari partiti politici. Ora, terminate le elezioni, c’è assoluto bisogno di ritrovare quel dialogo indispensabile tra le forze politiche per dare concretamente e pragmaticamente soluzioni alle grandi questioni civili, sociali ed economiche del Paese, per affrontare le emergenze, le necessità dei cittadini che attraversano enormi difficoltà economiche con un allarmante impoverimento che sottopone lavoratori e pensionati ad una vergognosa cura dimagrante”.

Qual è il dato economico e sociale che emerge dall’attuale fase congiunturale?

“La scomparsa del ceto medio rappresenta un gravissimo campanello di allarme per il nostro Paese. Il ricorso ad una inflazione programmata, molto lontana da quella reale, ovvero da quella che i cittadini avvertono nel momento stesso in cui si apprestano ad acquistare generi di prima necessità, ha letteralmente messo in ginocchio le famiglie italiane che, ogni giorno di più, hanno visto irrimediabilmente corroso il potere d’acquisto dei salari”.

Allora cosa suggerisce? Che si torni alla concertazione?

“Noi ci auguriamo che il Paese imbocchi, con grande saggezza, una navigazione verso lidi più sereni, più tranquilli, lontano dagli scogli, dagli uragani, dalle tempeste dell’ultimo periodo elettorale, per tornare finalmente a difendere i principi fondamentali dei ceti più deboli. Chiederemo al nuovo Governo massima attenzione e ascolto verso il sistema camerale che, ancora oggi, continua ad essere interessato da una vera giungla retributiva con tanti e diversi contratti di lavoro, tutti pagati dal bilancio delle Camere di Commercio. Per correggere tali anomalie, tali ingiustizie, il gruppo DS del Senato presentò, su nostra richiesta, un emendamento alla Finanziaria 2005, l’on. Giacco (Ds-Ulivo) presentò un emendamento alla Finanziaria 2006 ed una proposta di legge fu presentata alla Camera dei Deputati il 7 aprile 2005. Adesso, terminate le elezioni, con un Governo più sensibile alle ingiustizie, alle sofferenze dei lavoratori, per superare una giungla retributiva di altri tempi, una macroscopica ingiustizia, una evidente disparità di trattamento, chiederemo di presentare una proposta di legge, senza alcun onere a carico del bilancio dello Stato, per la modifica dell’art. 19 della legge 29.12.93, n. 580. E’ veramente sorprendente come i dipendenti camerali, portatori diinteressi emergenti prevalentemente nel settore dell’economia, si trovino ingiustamente relegati, confusi e mischiati nel comparto di contrattazione collettiva nazionale delle Regioni e delle Autonomie Locali, pur non avendo alcun collegamento con il personale di tale comparto e pur svolgendo funzioni e compiti totalmente diversi da quelli attribuiti al personale appartenente agli enti territoriali”.

Quale richiesta avanzerete al nuovo esecutivo?

“A questo punto è opportuno e improcrastinabile riportare giustizia e legalità negli enti del sistema con la Costituzione di un distinto comparto di contrattazione collettiva che armonizzi tutti i rapporti di lavoro dei dipendenti del sistema camerale. Ci auguriamo tutti che, finalmente, anche l’Unioncamere si renda conto delle enormi ingiustizie, delle disparità di trattamento generate da una indefinibile giungla retributiva che mortifica ed umilia i lavoratori. Il nostro è un obiettivo di giustizia, di omogeneizzazione, di riunificazione, di armonizzazione dei rapporti di lavoro dei dipendenti dello stesso sistema per realizzare quei principi di uguaglianza e imparzialità che la costituzione riconosce a tutti i cittadini. Lo Snalcc, primo sindacato nella storia delle Camere di Commercio, avverte sulle spalle tutto il peso dell’importante ruolo che svolge nell’universo del sistema camerale e, come sempre, si impegnerà al massimo per raggiungere gli obiettivi della categoria, da sempre bistrattata, umiliata, calpestata da una politica ingiusta e punitiva messa in atto da amministratori, politici e sindacati”.

Il segretario nazionale Guido Vacca nel corso di un recente incontro con i lavoratori della Camera di Commercio di Brindisi

 

 

 

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