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VOCE CAMERALE GENNAIO 2007

Il segretario nazionale Vacca attacca l’Unioncamere:si svegli dal torpore e pensi a riprendere la trattativa sulla previdenza sanitaria integrativa.

Gli ultimi mesi sono stati particolarmente caldi per il Governo Prodi: è riuscito a mettere d’accordo gli italiani nel condannare e contestare una finanziaria 2007 che penalizza e scontenta davvero tutti.

Con ammirevole obiettività, anche Fassino nell’aprire i lavori del consiglio nazionale DS ha dichiarato che “questa finanziaria ha incrinato il rapporto del Governo con il Paese”.

Il tutto senza combattere o cercare di eliminare i tanti sprechi mentre continuano ad esistere e vegetare indisturbate tantissime persone che navigano nell’oro con guadagni stratosferici e liquidazioni super miliardarie che fanno ribollire di rabbia i lavoratori e pensionati costretti ad annaspare sempre di più con un salario da fame che non riesce a coprire nemmeno i bisogni e le esigenze fondamentali.

Parliamo di categorie che non riescono in nessun modo a far quadrare i conti dei bilanci familiari.

Oggi, dopo tante trasmissioni televisive, tutti si rendono conto come la privatizzazione di molti enti non è servita ad altro se non ad elevare al massimo e, in alcuni casi, anche a centuplicare i salari di strani personaggi, bravissimi a parole che poi… nei fatti altro non hanno fatto che portare al disastro finanziario le stesse realtà che vengono chiamati a gestire.

Finalmente alcune procure hanno incominciato ad indagare su “stipendi d’oro” e “super liquidazioni miliardarie”.

Ci troviamo, del resto, di fronte ad una serie di sprechi perpetrati da amministrazioni pubbliche ed enti che troppo spesso ricorrono alla creazione di consorzi ed aziende di dubbia utilità per la collettività, per l’economia, per le sempre più disastrate casse statali che servono a garantire assunzioni clientelari ai figli di tanti vip, come si legge sempre più spesso sui giornali.

Queste sono le principali cause dell’indebitamento delle pubbliche amministrazioni.

Il fenomeno, sempre più dilagante, serve per far percepire super stipendi ad alcuni eletti e per favorire clientele sfuggendo al blocco delle assunzioni previste per gli enti pubblici. Si tratta di una vera “stipendiopoli” che sperpera i fondi delle pubbliche amministrazioni senza, tra l’altro, cadere nell’illegalità. Fino a quando il Governo non avrà il coraggio di impedire e frenare il diffondersi di consorzi ed aziende che allungano le loro avide radici sui bilanci pubblici, non ci sarà finanziaria che potrà risollevare le sorti di un Paese che sprofonda sempre di più.

Tutto questo mentre i contratti del pubblico impiego sono scaduti da circa un anno ed il Governo, che doveva individuare adeguate risorse per il loro rinnovo, ha stanziato una cifra ridicola che offende la dignità dei lavoratori alle prese, ogni giorno di più, con un carovita e un’inflazione reale molto lontana da quella programmata.

Quella intrapresa, a mio avviso, non è la strada per risanare il Paese, che ha invece estremo bisogno di una politica di equità e di sviluppo, di giustizia sociale e di tanta legalità, senza più imbrigliare ingenti risorse in una rete trasversale che rende vani i pesanti sacrifici richiesti a lavoratori e pensionati sempre più stremati da tagli, tasse ed aggravi fiscali di ogni genere.

Lo sciopero generale del 7 dicembre, proclamato dalla Confsal per protestare contro la finanziaria, ha avuto una grande adesione a dimostrazione che le scelte operate dal Governo sono inaccettabili. Come è inaccettabile che la nostra categoria, lavoratori al servizio dell’economia nazionale, continui stranamente ed illogicamente ad essere interessata da tanti e diversi contratti di lavoro.

La categoria è stanca di tanti soprusi e rivendica giustizia, ascolto e maggiore attenzione per risolvere una problematica che vuole riportare legalità all’interno degli enti.


Il segretario del Diccap-Snalcc, Guido Vacca, insieme al senatore Giulio Marini


Infine, sarebbe anche ora, dopo un lungo anno di strani silenzi, che l’Unioncamere si risvegliasse dal torpore per riprendere la trattativa sulla previdenza sanitaria integrativa che i lavoratori attendono dal ccnl del primo aprile del 1999.

Piaccia o non piaccia i contratti vanno rispettati grande adesione a dimostrazione che le scelte operate dal Governo sono inaccettabili.

Come è inaccettabile che la nostra categoria, lavoratori al servizio dell’economia nazionale, continui stranamente ed illogicamente ad essere interessata da tanti e diversi contratti di lavoro.

La categoria è stanca di tanti soprusi e rivendica giustizia, ascolto e maggiore attenzione per risolvere una problematica che vuole riportare legalità all’interno degli enti.

Infine, sarebbe anche ora, dopo un lungo anno di strani silenzi, che l’Unioncamere si risvegliasse dal torpore per riprendere la trattativa sulla previdenza sanitaria integrativa che i lavoratori attendono dal ccnl del primo aprile del 1999.

Piaccia o non piaccia i contratti vanno rispettati.

Guido Vacca * Segretario Nazionale DICCAP-SNALC

 

 

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