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introduzione

Verso una nuova qualità dei servizi e del lavoro nelle
amministrazioni pubbliche
13 aprile 2007 - Sala Parlamentino - Camera di Commercio
di Napoli
CONVEGNO NAZIONALE
DICCAP-SNALCC-CONFSAL
IL MINISTRO NICOLAIS
ANNUNCIA: CADRA’ NEL 2008
IL BLOCCO DELLE ASSUNZIONI
NEL PUBBLICO IMPIEGO
Un sistema
centrale e locale di connettività, copertura al 100% del
territorio nazionale con la banda larga e, subito dopo, un
ripensamento dell’organizzazione e del lavoro della pubblica
amministrazione superando definitivamente la semplice
implementazione informatica rispetto al modello “carta e penna”
che rappresenta l’assetto attuale degli uffici pubblici: il
ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica
amministrazione, Luigi Nicolais, ha illustrato in questi termini
il suo disegno complessivo di ammodernamento della macchina
burocratica italiana. Lo ha fatto intervenendo al convegno dal
titolo - Verso una nuova qualità dei servizi e del lavoro nelle
amministrazioni pubbliche - organizzato alla Camera di Commercio
di Napoli dal Diccap-Snalcc-Confsal.
Il simposio ha
sviscerato i temi attualissimi relativi al memorandum ed al
contratto degli statali grazie anche alla presenza del
presidente dell’Aran, Massimo Massella Ducci Teri, del senatore
Raffaele Tecce, del vice segretario generale dell’Unioncamere,
Andrea Sammarco, del giuslavorista Lorenzo Zoppoli
dell’Università “Federico II”, del segretario generale della
Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Giovanni Rossi, del
presidente della Camera di commercio di Napoli, Gaetano Cola.
A fare gli onori di casa hanno
pensato il segretario nazionale del Diccap-Snalcc-Confsal, Guido
Vacca, il responsabile dell’area Pubblico impiego della Confsal,
Fedele Ricciato.
Ha moderato i lavori Antonio d’Azzeo, presidente del Centro
studi “Gianfranco Marzola”.
“Entro la fine
del 2008 - ha annunciato il ministro Nicolais - avremo un
sistema pubblico di connettività e la copertura al 100% della
banda larga. Da allora in poi utilizzeremo la tecnologia non in
modo incrementale come avvenuto fino ad oggi, ma riprogettando i
processi pensati in maniera informatica”. Nicolais ha annunciato
l’imminente emanazione di direttive relative alla pubblicazione
dello stato patrimoniale dei pubblici dipendenti, la
pubblicazione a mezzo della messa in rete web delle consulenze e
delle gare d’appalto oltre i 20mila euro. É in commissione la
legge sulla licenziabilità di chi commette reato. “Cerchiamo di
eliminare quella patina di cui qualcuno ha parlato per dare
piena trasparenza alla pubblica amministrazione - ha spiegato il
ministro - le nostre direttrici sono valutazione, meritrocrazia,
mobilità”.
Nicolais ha anche
riferito che verrà emanata una norma per la stabilizzazione dei
precari nella pubblica amministrazione.
Non sarà però una sanatoria per i portaborse: “La
stabilizzazione - ha precisato - sarà automatica solo per coloro
che hanno ottenuto una assunzione superando una prova di
evidenza pubblica, quale un concorso, e che abbiano prestato la
loro opera per almeno tre anni nel posto di lavoro per il quale
chiedono di essere stabilizzati”.
Nicolais ha poi detto che dal 2008 cadrà il blocco delle
assunzioni nelle pubbliche amministrazioni che potranno tornare
ad assumere nella misura del 60% del turn over, eccezion fatta
per il settore della ricerca che potrà rimpiazzare il 100% del
personale fuoriuscito per quiescenza o altri motivi.
Il senatore Tecce ha dato piena disponibilità a sostenere
l’istanza dei dipendenti delle Camere di commercio italiane per
ottenere una propria area di contrattazione nazionale. Il
presidente della Camera di Commercio Cola ha riconosciuto come
il sistema camerale abbia un problema di organico: “L’incremento
di servizi sempre più specifici - ha detto - richiede più
personale che sia al contempo più qualificato”. Il professor
Zoppoli ha illustrato uno studio sul memorandum del ministro
Nicolais e sull’intesa relativa al pubblico impiego mettendone
in luce gli elementi positivi, legati soprattutto
all’innovazione ed all’introduzione di specifici sistemi di
valutazione, e le criticità, connesse al ruolo a volte
contraddittorio o equivoco degli attori istituzionali e sociali
coinvolti.

Il presidente dell’Aran, Massella
Ducci Teri ha difeso il valore della contrattazione nazionale
riconoscendo ai dipendenti camerali la percorribilità dello
strumento di una “specifica area contrattuale” per la loro
categoria. Una “specificità” riconosciuta anche dal vice
segretario di Unioncamere Sammarco che ha però preso le distanze
da un possibile contratto nazionale di lavoro ad hoc dei
dipendenti camerali. Istanza, quest’ultima, invece rilanciata e
reclamata a gran voce dal segretario nazionale Vacca: “Relegare
i dipendenti delle Camere di commercio in un angolo della
contrattazione delle autonomie locali significa solo umiliare le
specificità di una categoria che rappresenta da sempre
l’avanguardia della pubblica amministrazione perché
interconnessa al sistema delle imprese e da sempre capace di
fornire servizi di altissima efficienza e professionalità.
Accetteremmo una specifica area contrattuale nel comparto - ha
sottolineato Vacca facendo riferimento alla bozza normativa già
presentata dal senatore Giulio Marini ed alla proposta simile su
cui ha dato la propria disponibilità il senatore Raffaele Tecce
- solo in attesa di una legge che ci consenta di raggiungere
l’obiettivo di un unico contratto nazionale di lavoro”.
“Bisogna puntare non solo sulle ”misurazioni” - ha evidenziato
il dirigente Confsal, Ricciato - ma sono urgenti politiche del
personale. Non basta dire no alle consulenze d’oro, agli
sprechi, alle esternalizzazioni che moltiplicano i costi.
Abbiamo bisogno di risorse che puntino sulla premialità, su una
retribuzione accessoria che sia affiancata dal controllo sulle
ricadute, da progetti di formazione del personale”.
Giovanni Rossi ha ricordato come la Fnsi abbia iniziato il
confronto con le pubbliche amministrazioni in riferimento al
problema degli addetti stampa ed ha chiesto meccanismi
contrattuali di flessibilità per l’area professionale
dell’informazione.
Antonio d’Azzeo ha concluso riassumendo i punti fermi raggiunti
dal convegno: innanzitutto la presa d’atto che due parlamentari,
uno di destra (Giulio Marini) ed uno di sinistra (Raffaele Tecce)
sono pronti a convergere verso una proposta di legge per
l’istituzione di un contratto nazionale dei dipendenti camerali,
in secondo luogo l’avvio immediato di una sezione camerale
all’interno della contrattazione degli enti locali, infine
l’evidente rinuncia, che è emersa dal discorso di Sammarco, di
Unioncamere a procedere oltre col progetto di privatizzazione
del contratto dei dipendenti delle Camere di commercio.
Sipario su un convegno di alti contenuti politici e tecnici,
organizzato impeccabilmente dal Diccap-Snalcc- Confsal grazie
soprattutto all’impegno dei propri associati di Napoli ed alla
grande disponibilità e professionalità della Camera di commercio
della città partenopea. |
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