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VOCE CAMERALE GENNAIO - MARZO 2006

Firmata l’ipotesi di CCNL – biennio economico 2004-2005
del comparto Regioni e delle autonomie locali.


Il Governo riconosce incrementi pari a quelli dei ministeriali.

 

Il sindacato strappa aumenti del 5,6% ma l’obiettivo è di proseguire la battaglia per contenere gli effetti
dell’inflazione

 

La seconda riunione tra Aran e OO.SS, svoltasi il giorno 08.02.06, relativa al rinnovo del biennio economico 2004-2005 per il personale dipendente degli Enti Locali ha visto l’affermazione della tesi sindacale che rivendicava una definizione dell’ammontare della massa salariale con il recupero di ulteriori risorse economiche da destinare al salario accessorio ed aumenti pari a quelli del contratto dei ministeriali.
 

Uno degli obiettivi del Diccap (Snalcc - Fenal - Sulpm) di salvaguardare ed allineare il potere d’acquisto delle retribuzioni, rispetto all’erosione dovuta a più fattori, è stato raggiunto in quanto l’ammontare degli aumenti tabellari e la quota destinata alla contrattazione decentrata è risultata superiore a quello che il Governo intendeva assegnare.
Conseguentemente l’incremento medio a regime si attesta, in realtà, su un valore pari al 5,6% rispetto al 5,01% stabilito dal Governo con il famigerato protocollo d’intesa del 27 maggio 2005.
In definitiva con la sottoscrizione dell’accordo si sono ottenuti:
a) € 90 a regime sul trattamento economico tabellare della categoria C1;
b) risorse aggiuntive destinate ad incrementare le risorse stabili nella misura dello 0.5% del monte salari 2003, per gli enti locali nei quali il rapporto tra la spesa del personale ed entrate correnti non sia superiore al 39% diversi parametri sono stati fissati per gli altri enti del Comparto;
c) ulteriori risorse destinate ad incrementate le risorse variabili per gli enti locali, ad eccezione dei Comuni Capoluogo delle Aree metropolitane secondo quanto segue:
– fino ad un massimo dello 0.3% del monte salari 2003, qualora il rapporto spesa del personale ed entrate correnti sia compreso tra il 25% ed il 32%;
– da un minimo dello 0.3% ad un massimo dello 0.7% qualora il rapporto sia inferiore al 25%. Tali risorse incrementano quelle variabili.
d) la dichiarazione congiunta n. 1 che dispone il consolidamento delle risorse previste dall’art. 32 del CCNL del 22 gennaio 2004, corrispondenti allo 0.50%, e dello 0,20% destinato al fi nanziamento delle alte professionalità.
Inoltre, è stato respinto il tentativo della controparte di sottrarre dal fondo delle risorse decentrate quelle attualmente destinate al finanziamento della retribuzione di posizione e risultato delle po-
sizioni organizzative, con il conseguente indebolimento della contrattazione decentrata integrativa.
La norma programmatica dell’art. 14 dispone che gli oneri connessi alla retribuzione di posizione e risultato delle posizioni organizzative degli enti con personale dirigenziale saranno posti a carico del bilancio degli enti.
Con il prossimo rinnovo 2006/2009 sarà attuata tale norma.
Si ritiene opportuno evidenziare i contenuti che assumono particolare importanza e carattere di novità nell’ambito dell’ipotesi di accordo sottoscritta:
a) Le risorse derivanti dall’applicazione dell’art. 32, comma 40 del D.L. 269/2003 convertito nella Legge 326/2003 (Condono Edilizio) vengono corrisposte

anche al personale incaricato di posizione organizzativa come retribuzione di risultato che può quindi superare il 25%, in analogia alle altre specifiche previsioni legislative (recupero ICI - contenzioso tributario ecc.).
b) È stata riscritta la norma contrattuale relativa alla specifica indennità legata all’esercizio di compiti che comportano specifiche responsabilità per la categoria B, C e D non titolare di posizione organizzativa. L’importo massimo è stato elevato a € 2.500 annui la nuova formulazione, si elimina con il limite minimo, ampliando gli spazi di intervento della contrattazione decentrata integrativa.
c) È stato rivisto, ai fini una semplice razionalizzazione, il sistema di calcolo della tredicesima mensilità che viene espresso in ragione di un trecentosessantacinquesimi per le frazioni di anno, precisando altresì che nel caso di conferimento o cessazione della posizione organizzativa nel corso dell’anno, ai fini dell’importo della tredicesima si tiene conto dei ratei giornalieri corrispondenti all’effettiva durata dell’incarico. Tale disciplina entra in vigore dal 2006.
d) Particolare rilevanza assume la nuova nozione di retribuzione base mensile, che ricomprende anche l’assegno personale acquisito a seguito di passaggi tra categorie o di acquisizione dei profili B3 e D3, (ai sensi del comma 2, dell’art. 15 del CCNL del 31.3.99), utile ai fi ni del calcolo del lavoro straordinario, turnazione e 13ª mensilità.
Si specifica che tale disciplina ha effetto solo per i passaggi di categoria e per l’acquisizione dei profili di cui all’art. 3 comma 7 del CCNL 31.2.99 intervenuti.
L’ipotesi di accordo inizia adesso l’iter di approvazione da parte dei competenti organi di controllo ovvero Comitato di Settore e Governo, al fine di consentire all’ARAN la trasmissione alla Corte dei Conti ai fini della certificazione che consentirà la stipula defi nitiva.
Si conclude così, una prima e tormentata fase contrattuale importante delle Autonomie Locali, non dimenticando che siamo già in ritardo con i tempi per la importante piattaforma vertenziale economica e giuridica concernente il prossimo quadriennio che ci vede sin da oggi impegnati a concretizzare le attese dei lavoratori per metabolizzare i processi di riforma che stanno interessando gli enti locali e le Camere di Commercio nello specifico.
Senza dimenticare che la battaglia rivendicativa deve necessariamente proseguire per i tanti problemi da anni ancora sul tappeto.
Qualche esempio possiamo farlo se pensiamo alla necessità di uscire dal comparto degli Enti locali, alla definizione della revisione degli ordinamenti professionali, ingessata da quasi due anni e ancora incapace di forrmulare proposte concludenti per le criticità della categoria, fino alla introduzione della Vicedirigenza per dare giusto riconoscimento, stabile figure professionali presenti nelle nostre Camere che attendono tre rinvii, blocchi ed altro a segnare il passo dinanzi ad un semaforo rosso acceso da anni, anche in presenza di una riforma richiesta e vivificata nell'ultima finanziaria. La piattaforma prossima è approntata, e siamo pronti a scendere in campo per una nuova partita da vincere per la categoria.

 

 

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