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VOCE CAMERALE LUGLIO DICEMBRE 2008

 

 

Come superare il clima di insicurezza alimentare ed i possibili danni alla salute

Leggere le etichette ed essere informati

Così si diventa consumatori responsabili

Il concetto di “sicurezza alimentare” è basato sul diritto dei cittadini di consumare alimenti su cui deve esserci la garanzia che non creino danni alla salute.

Nel corso degli ultimi anni il rapporto fra consumatore ed alimenti è profondamente cambiato. Innanzitutto non vi è più un contatto diretto fra consumatore e produttore dell’alimento, cioè è cambiato completamente il modello secondo cui il produttore era anche il negoziante oppure era il negoziante stesso ad avere con il produttore un rapporto diretto e continuo, tramite il quale poteva fornire ai consumatori tutte le informazioni e le garanzie necessarie; oggi il rapporto tra produttore e consumatore è diventato, per molti versi, quasi inesistente. Inoltre le tipologie stessi degli alimenti, i loro contenitori, le modalità di preparazione sono profondamente mutate, le manipolazioni a cui è sottoposto un alimento sembrano sempre più sconosciute e lontane, ed il consumatore è portato ad avere un approccio diverso con il cibo rispetto al passato. Questi concetti potrebbero essere riassunti dicendo che il rapporto tra consumatore e alimento è diventato molto meno diretto, più “freddo”, di maggiore diffidenza; con la conseguenza che gli alimenti vengono visti sempre più frequentemente addirittura come fonte di possibili danni, anche gravi, alla salute (“chissà cosa mangiamo!!!”).

Cioè paradossalmente si è diffusa una sensazione di insicurezza alimentare.

Ma tale sensazione di per sé può provocare dei danni.

Partendo dal fondamentale diritto alla sicurezza alimentare da parte del consumatore di cui si diceva all’inizio, così come è preciso compito del legislatore quello di definire una serie di strumenti atti a fornire ai consumatori le garanzie di sicurezza necessarie, il consumatore stesso ha anch’egli un compito, o meglio un dovere: essere consapevole e agire attivamente nel processo di verifica dell’applicazione corretta degli strumenti utilizzati per garantire la sicurezza alimentare.

In altre parole ognuno di noi è chiamato ad essere parte attiva, attraverso la conoscenza, l’informazione, la valutazione critica ed il contributo al miglioramento.

Ed allora la lettura attenta, consapevole e critica delle etichette, la valutazione della provenienza, la conoscenza e le informazioni sul produttore, l’attenzione agli ingredienti costituiscono solo il primo passo che il consumatore è chiamato a fare nel cammino verso la sicurezza alimentare; questi comportamenti, cioè, sebbene fondamentali, devono essere seguiti da un impegno che deve essere più attivo, in termini di conoscenza, richiesta di informazioni, valutazione, ma anche più propositivo, in termini di richiesta di miglioramento della qualità dei prodotti, di richiesta di applicazione di schemi specifici di certificazione sia di prodotto che di filiera, di approfondimenti sugli aspetti di tracciabilità e rintracciabilità, di applicazione seria del sistema dei controlli.

E’ un compito difficile ma a cui ognuno di noi necessariamente deve dare un contributo, perché l’impegno ed il ruolo attivo e propositivo di tutti, può determinare svolte importanti nella direzione del recupero del rapporto di fiducia fra produttore e consumatore.

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