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VOCE CAMERALE LUGLIO 2006

Intervista al Presidente Nazionale Diccap Snalcc
Gino Di Pietro: "Modernizzare" nel solco della tradizione"

*Caporedattore del settimanale: “La Cronaca di capitanata”

 

Il sindacato Autonomo delle Camere di Commercio dopo la chiusura del ccnl 2004-2005 ha delineato la propria strategia politico-sindacale nel Consiglio Nazionale del 20 maggio a Fiuggi definendogli obiettivi da centrare per il prossimo quadriennio contrattuale.
A tracciare ed illustrare i programmi predisposti e condivisi con la segreteria nazionale è stato il PresidenteGino Di Pietro, che nel discorso  programmatico al Consiglio Nazionale, ha fissato la linea lucente da seguire per completare il cammino finora compiuto e per tracciare le nuove basi per l’immediato futuro dei dipendenti del sistema camerale.

 

Presidente, il contratto dello scorso biennio comeabbiamo letto da un suo articolo, vi ha lasciati parzialmente soddisfatti, ci spiega perché?
La parziale soddisfazione nasce principalmente dal ritardo inconcepibile di oltre due anni per chiudere una trattativa che concerneva solo aspetti economici. Con questi tempi il rinnovo del prossimo quadriennio economico e giuridico potrebbe avere tempi ancora più biblici, e questo non deve più accadere; infatti, il nostro primo impegno sarà di sollecitare tale rinnovo fissando la certezza temporale della contrattazione. L’altra priorità è di proseguire nel progetto dell’uscita dal comparto degli Enti Locali, in uno con una campagna di comunicazione che possa fidelizzare altri colleghi e rilanciare il ruolo del Diccap Snalcc nel sistema camerale.  

Con la nuova compagine governativa pensate di centrare quest’obiettivo e soprattutto in tempi difficili come gli attuali, ci sarà spazio per affrontare queste vostre proposte?

Devo rilevare che al di là da qualsiasi considerazione sono ottimista e penso che la questione che c’interessa, troverà le risposte giuste, perché ci sono i presupposti per definirla. Certo siamo consapevoli degli impegni e soprattutto della necessità del nuovo Governo di definire prima le problematiche legate alle questioni di politica economica, fiscale e previdenziale che attanagliano il nostro Paese, ma subito dopo dovremo trovare spazi per risolvere anche queste problematiche. Il mio ottimismo trova fondamento nella sostanziale condivisione del disegno di legge sull’omogeneizzazione dei contratti del sistema camerale registrata anche in esponenti dell’attuale governo. Questa è la garanzia che è una battaglia che possiamo vincere perché non ha un colore politico, e gode anzi, di una condivisione allargata ai due schieramenti.

 

Quindi il disegno di legge presentato troverà attuazione con i nuovi attori politici?

Certo soprattutto se penso alla caparbietà ed alla determinazione del nostro Segretario nazionale che, senza mezzi termini ha fatto di questo progetto la base dalla quale ripartire per il rilancio della categoria e del nostro sindacato. Altro aspetto giusto, non trascurabile, è la ritrovata unione d’intenti nel Diccap in generale e l’appoggio della Confsal ad un’idea giusta e sacrosanta.

 

La triplice sindacale come si pone di fronte alle problematiche sollevate?

Attualmente CGIL CISL e UIL non si sono schierati con noi in questa battaglia e li vedo abbastanza disinteressati alla cosa, ma senza presunzione sono certo che, nel momento in cui s’inizierà a delineare un quadro più definito della questione, li vedremo… al nostro fianco, come del resto è successo per tante altre battaglie che abbiamo iniziato in splendida solitudine e successivamente ci siamo trovati a condividere onori e successi…tutti insieme appassionatamente.

 

Presidente ci pone l’accento sui punti cardine del vostro manifesto programmatico approvato dal consiglio nazionale a Fiuggi?

Certo, a Fiuggi, in maniera chiara e pragmatica, abbiamo fissato in tre punti la nostra azione politico sindacale per il rilancio del sistema delle Camere di Commercio e nello specifico: Riacquisizione delle prerogative strategiche e delle funzioni direzionali, anche in caso d’esternalizzazione di attività, in primis attraverso la piena valorizzazione e la crescita professionale del personale camerale interno. Superamento della “giungla retributiva e contrattuale” del personale del sistema camerale attraverso il riconoscimento di un unico comparto di contrattazione e l’adozione di un unico contratto e di regole chiare per tutti i dipendenti di Camere di Commercio, Aziende speciali, Unioni regionali, Unione nazionale. Riforma della legge 580 per quanto concerne gli organi istituzionali, finalizzata alla qualificazione e riduzione della spesa nonché all’introduzione di un assetto più equilibrato, attraverso la soppressione dei Consigli, la revisione delle competenze e del funzionamento delle Giunte, l’abolizione della possibilità del terzo mandato al Presidente delle CCIAA. Obiettivi che hanno trovato il Consiglio Nazionale compatto e più che mai attento alla conseguente attuazione progettuale delle iniziative proposte per modernizzare l’azione sindacale nel solco della tradizione forti di oltre sessanta anni di esperienza e di presenza nel mondo camerale.

 

Dottor Di Pietro vorrei che c’illustrasse meglio l'ultimo concetto che potrebbe sembrare una contraddizione in termini.

Ha detto bene potrebbe essere una contraddizione se analizziamo la mia affermazione superficialmente ma, se concediamo al concetto esposto il valore che merita, capirà che assume un chiaro significato. Modernizzare nel senso di rendere attuale un metodo di fare sindacato con i giusti ausili e gli strumenti normativi dei quali oggi siamo dotati. Un sindacato moderno è un sindacato che sa essere presente senza nascondersi dietro pseudo rappresentanze (avulse dai contesti e dai programmi di politica sindacale proposti), un sindacato che sappia sfruttare in senso positivo tutte le conoscenze e l’operatività immediata fornita da strumenti informatici e dalle intelligenze di chi opera giornalmente sui posti di lavoro ed affronta i disagi dei rapidi e continui cambiamenti strutturali e strategici; un sindacato che sappia rilanciare il confronto democratico e leale nei luoghi di lavoro, ma soprattutto un sindacato che sappia non solo informare ma comunicare al proprio interno e con i propri interlocutori, un sindacato che sappia rappresentare e valorizzare il capitale umano considerandolo la risorsa più preziosa del patrimonio di un’azienda o di un ente. Un sindacato moderno a mio avviso. è questo a patto che rispetti e sia dentro il solco di una tradizione fatta di valori radicati e cresciuti nel tempo. Il nostro piccolo-grande sindacato conserva ed esprime questi concetti sin dal lontano 1946, prima di qualsiasi movimento e soprattutto il solo ad essere presente per lunghi anni a reggere le sorti della rappresentanza dei lavoratori delle Camere di Commercio. Tradizione fatta di esperienza maturata e sedimentata nel tempo capace di essere punto di riferimento per gli altri soggetti sindacali e per la controparte. Questa è la nostra carta d’identità, forse qualcuno potrebbe scambiarla per utopia, ma è la realtà che finora ha portato frutti e benefici tangibili per i lavoratori camerali e dalla quale non possiamo derogare. Fare sindacato a buon mercato, con slogan o peggio senza questo mix di presupposti peserà solo sulla “pelle dei lavoratori” e consentirà a qualunque governo ed a chiunque di “fare cassa” a carico delle tasche di noi tutti.

 

Notiamo Presidente, che Lei è veramente entusiasta ma come pensa di trasmettere questa carica emotiva e progettuale ai suoi colleghi?

Io mi auguro di riuscire a trasferire ai colleghi il mio entusiasmo anche perché il Sindacato Autonomo, che ho l’onore di presiedere è stato da sempre capace di distinguere e fondare la propria linea non fra battaglie vittoriose e battaglie perse , ma fra cause giuste e cause ingiuste. Scegliendo in modo semplice, rinunciando agli autoinganni e facendo ricorso a quell’animus pugnandi e a quella preparazione tecnica, che ci ha permesso di proporci concretamente per risolvere le questioni della categoria. Questa è la nostra forza e la migliore ricompensa ai sacrifici che sopportiamo.

 

Chiudiamo quest’intervista con un suo pensiero sul nuovo presidente Unioncamere Dott. Andrea Mondello recentemente eletto dai vertici camerali.

Considerata l’elezione plebiscitaria del Dott. Andrea Mondello, auspico che sia la persona giusta al posto giusto. Soprattutto mi auguro che voglia e possa rappresentare il Presidente della svolta per il pieno riconoscimento della professionalità e della dignità della categoria camerale, per quel che ci riguarda possiamo sin d’ora dichiarare la nostra disponibilità a cooperare, nel rispetto reciproco dei ruoli, affinché si centrino traguardi sempre più importanti per l’affermazione delle CCIAA. L’orgoglio dell’appartenenza alle Camere di Commercio che ci ha sempre contraddistinti, potrebbe rappresentare il terreno sul quale incontrarci, per costruire sinergicamente le Camere di Commercio del futuro sempre più al passo con i tempi ed inserite nello scenario dell’eccellenza della pubblica amministrazione europea, nell’interesse comune dei lavoratori e degli enti.

 

 

 

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