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VOCE CAMERALE LUGLIO 2006

* Vice Segretario Generale - Camera di Commercio di Napoli.

Dalla metropolitana al nuovo centro agroalimentare, dal rilancio della Mostra d’Oltremare alle enormi potenzialità turistiche: ecco perché la svolta non è una chimera

Il dibattito sulla crisi di Napoli ha avuto un picco in occasione del servizio dell’Espresso titolato “Napoli Addio”. Nel servizio sono denunciate molte delle negatività che Napoli sta vivendo. Intendiamoci cose vere, problemi reali, negatività esistenti. Il quadro che ne esce è totalmente negativo, lascia poco spazio alla speranza, al recupero, alla rinascita, al riscatto.

E’ veramente cosi? E’ così senza rimedio?

Non è possibile che l’obiettivo per fotografare la nostra città è stato poco panoramico o troppo stretto e non ha tenuto conto di iniziative, frammenti, progetti ed anche cose reali pur esistenti? La mia sensazione è che il quadro che è stato dipinto su Napoli abbia utilizzato esclusivamente tinte scure, dimenticando l’esistenza di un’ampia gamma di colori.

Il risultato è una rappresentazione fosca nelle tinte e parziale rispetto alla realtà della cosa rappresentata. I problemi ci sono (e tanti)!. Chi può negarlo! Ma che i Napoletani si siano fatalisticamente arresi non è vero. Le iniziative, i progetti, il vivere quotidiano dei cittadini, i movimenti culturali, non sono assolutamente sopiti.

Nei momenti di ristagno economico forse Napoli risente di più certe difficoltà. Se il Paese è in crisi, come da più parti si sostiene, Napoli risente di più e prima la crisi in atto. Napoli da sempre ha annunciato da prima, nel bene e nel male, quello che avviene in Italia.

Comunque torniamo sul tema sul “de profundis” intonato su Napoli per ricordare prima a noi stessi alcune delle cose che a Napoli hanno avuto successo e che ne avranno altrettanto in futuro.

Alcune di queste sono di esempio e vengono studiate ed imitate nel mondo. Il CIS, il più grande centro Europeo per l’ingrosso con annesso interporto – Il Tarì Polo orafo di Marcianise, il nascente Polo della qualità che ospiterà le eccellenze dell’eleganza napoletana.

Ed intendo riferirmi ad iniziative totalmente vanto dell’imprenditoria privata locale. A queste vanno aggiunte le iniziative strutturali in via di completamento. La rete ferroviaria regionale e il completamento della metropolitana a Napoli, il nuovo centro agro-alimentare, il sistema integrato di porti turistici per la nautica da diporto, la ristrutturazione ed il rilancio della Mostra d’Oltremare.

Convengo che la realizzazione di molte opere strutturali procede lentamente, in alcuni casi troppo lentamente e mi riferisco ad esempio al sistema di vagliatura e di incenerimento dei rifiuti, al recupero di Bagnoli e della zona orientale, ma costituisce pur sempre un investimento in grado di attrarre altri investimenti ed è la maggior scommessa perché venga rimesso in azione il “volano” dello sviluppo. Nel mondo d’altra parte c’è “voglia” di Napoli.

Lo testimonia il numero di presenze turistiche in crescita da anni ed in controtendenza rispetto al paese che purtroppo perde posizioni. Lo testimonia l’espansione del turismo congressuale a Napoli, lo testimonia il numero degli alberghi che aprono a Napoli dopo alcuni decenni di chiusura. Allora una speranza c’è, ci deve essere, non può non esserci. Come fare per darle maggior corpo, maggior spessore, per renderla più concreta, più veloce? Occorre da subito abbandonare, o fortemente ridimensionare il nostro atavico individualismo, occorre decidere più velocemente e soprattutto in tema di infrastrutture occorre imparare da subito a fare squadra.

 Mai più stremanti trattative per decidere cosa fare ed una volta deciso altrettante per stabilire come farlo. Ciascuno dovrà imparare a fare la sua parte: l’importante è che lo faccia bene. Importante è che i politici decidano presto e bene e che i tecnici eseguano altrettanto presto e bene. E’ ancora più importante che gli intellettuali partecipino alla “formazione” dei processi decisionali; scendano dall’Aventino e stimolino costruttivamente chi istituzionalmente deve decidere. E’ importante che anche gli strumenti messi a disposizione siano al meglio utilizzati.

E’ nelle conferenze di servizi che tutti i protagonisti ( soprattutto le sovrintendenze) dovranno far sentire la loro voce competente ed una volta deciso non ci siano più ripensamenti o dietrologie. Nessuno è tuttologo, anche se molti spesso si atteggiano a tuttologi. L’esperienza e la competenza di ciascuno è invece importante per costituire una buona “squadra”. Forse è proprio questo che ci caratterizza negativamente rispetto ad altre aree.

Altri gap con i quali quotidianamente combattiamo non ci vedono sempre sconfitti. Al credito più alto, ai premi assicurativi esorbitanti, alla sicurezza minacciata abbiamo saputo, anche se in parte, rispondere. Di fronte alla titubanza, alla cultura del no, non sempre invece abbiamo saputo contrapporre certezze o la cultura del fare. In epoca Romana la baia di Napoli era considerata la casa degli Dei, era per i Romani quello che è la California per gli Americani.

Napoli è un formidabile attrattore turistico e l’occasione è altrettanto formidabile in un’epoca nella quale il turismo si avvia a diventare la prima industria del Pianeta. Al turismo mondiale possiamo e sappiamo offrire un’offerta la più variegata anche in tema di benessere e salute condita da incantevole paesaggio ed amenità climatica.

Sta a noi fare in modo che questo nuovo convincimento e nello stesso tempo antico, si affermi dappertutto e divenga realtà concreta. E’ già successo: può e deve succedere ancora.

 

 

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