S.N.A.L.C.C. |
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Il business in crescita del turismo da crociera ha fatto sbarcare in città solo nel 2006 oltre un milione di visitatori
NAPOLI ALLO SPECCHIO Le sfide al di là di degrado e criminalità
La creatività: l’arte e la capacità di creare è sicuramente un’attitudine individuale.
Da quando esiste sulle terra, l’uomo si è industriato per creare qualcosa che fosse in grado di migliorare la sua esistenza: dai primi rudimentali strumenti, a strumenti in grado di costruire altri strumenti ad edifici, a macchine, ad opere d’arte, una volta che la sua cultura si è evoluta. Questa capacità individuale si è poi esaltata, è cresciuta quando l’uomo da “Faber” è divenuto “Cives”.
Le aggregazioni tra vari uomini, quando sono diventate città, hanno raggiunto quella massa critica che è stata in grado di produrre in maniera organizzata cose, opere, servizi, in grado non solo di incidere sulla vita dei componenti del gruppo, ma di attrarre altri gruppi, di provocare scambi, di far scaturire altre iniziative, di innescare in definitiva un circuito di altre creatività.
La creatività non è infatti un fenomeno statico. La creatività alla fine non si ferma, ma convive coi tempi e si misura continuamente con essi. Se si inaridisce in un determinato territorio, allora si sposta e trova occasioni di sviluppo in altri posti.
Le città sono state storicamente i luoghi dove la creatività si è sempre maggiormente affermata.
L’esistenza di un numero sufficiente di strutture, l’occasione continua di confronto, di apprendimento e di esempio, favoriscono la veicolazione di idee, di tecniche, di progetti.
Ed ogni città, sufficientemente attrezzata, ha nel tempo visto l’affermazione delle proprie creazioni. Perché dico “sufficientemente attrezzata”?
Perché sempre, ed ancor più nel mondo moderno, la chiave di volta di ogni creatività che vuole affermarsi, sono le strutture e le infrastrutture. Se in una città di mare è essenziale per il suo sviluppo l’esistenza di un porto, se in una città che punta sul commercio sono necessari magazzini, depositi, silos, in una città dove si punta sul turismo sono necessari alberghi, attrattive, cultura, musei.
Le strutture sono necessarie sempre, anzi indispensabili.
Potrei dire che talvolta sono le strutture che creano la città. Penso a Silicon Valley, dove la disponibilità di una materia prima (la sabbia) ha favorito la nascita prima di una struttura, poi di un agglomerato urbano.
E quali sono le strutture moderne su cui deve puntare una città come Napoli che sempre ed in ogni epoca ha visto affermarsi tante creatività? Nei secoli passati i poli della seta, della concia, della ceramica, della meccanica, hanno saputo creare lavoro, benessere e immagine; oggi sul solco già tracciato della tipicità e della qualità vanno creati ed immaginati nuovi poli, nuove attività.
In questi ultimi anni a Napoli si sono creati e sviluppati nuovi poli che ripetono in chiave moderna antichi successi. Parlo del CIS, del suo interporto, del Tarì, il centro orafo, del nuovo Polo della qualità in via di ultimazione.
I Poli come i distretti industriali favoriscono la creatività delle aziende, favoriscono o rendono più accessibili ed economici i servizi necessari allo sviluppo delle aziende, limitano la diseconomia dei singoli imprenditori, favoriscono la veicolazione delle idee, diventano forti attrattori di altre iniziative.
È sui Poli, specie in un paese dove c’è poca grande industria, che bisogna puntare e sopratutto su quei poli la cui attività fa parte del nostro patrimonio genetico.
Ed è proprio sul turismo che bisognerà maggiormente puntare perché il nostro “bacino turistico” cresca in maniera significativa creando indotti importanti negli altri settori. Un milione di croceristi sono sbarcati a Napoli quest’anno ed il dato va aggiunto all’incremento globale registrato a Napoli.
Napoli è infatti non solo stile, moda, tradizione e gastronomia, ma anche ricerca ed innovazione. Ceinge per la biogenetica, Mars per l’aerospazio possono e devono crescere e svilupparsi, possono attrarre intelligenze e nuove iniziative, possono costruire nuovi volani di sviluppo.
Il dibattito ancora in corso sulle destinazione di aree urbane di grande valore dovrà tenere conto anche di queste vocazioni della nostra città con la convinzione di tutti che ogni struttura ben pensata e meglio realizzata stimola e favorisce la creatività che a sua volta genera opportunità, benessere e migliori condizioni di vita.
È sempre stato così e credo che lo sarà ancora di più in avvenire. ■
Lucio Tisi * Vice Segretario Generale Camera di Commercio di Napoli. |
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