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VOCE CAMERALE LUGLIO 2005

Si è tenuto il 9 febbraio u.s. a Roma, presso il Complesso Monumentale del San Michele a Ripa, il Convegno su “Il nuovo Codice dell’Amministrazione digitale”. L’incontro, che ha visto la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo politico, giuridico ed imprenditoriale ha fornito l’occasione al Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, per illustrare a tutti gli alti dirigenti della Pubblica Amministrazione, la novità rappresentata dal “Codice”, la sua funzione, le sue finalità e i campi di applicazione dello stesso.

Il Codice dell’Amministrazione digitale costituisce una vera e propria rivoluzione in campo organizzativo per lo Stato. Tale strumento,voluto dal Ministro, ha tra i suoi principali obiettivi quello di fornire un quadro normativo coerente, omogeneo e unitario all’applicazione delle nuove metodologie e tecnologie digitali nella P.A., permettendo notevoli margini di risparmio stimati tra i 4 e i 5 miliardi di euro l’anno solo nelle amministrazioni centrali ed almeno altrettanti per quel che concerne la P.A. locale.

Il Codice obbliga la P.A. a rinnovarsi attraverso l’utilizzazione dei moderni mezzi informatici: reti telematiche,Internet etc… Tale processo è attuabile dando,da una parte, ai cittadini la possibilità di relazionarsi sempre, in ogni luogo, e nei confronti di qualsiasi P.A. facendo ricorso a Internet, alla posta elettronica,alle reti; dall’altra, riconoscendo la necessità che tutte le Amministrazioni si organizzino in modo da rendere sempre disponibili e fruibili tutte le informazioni in modalità digitale.

Il Codice pertanto, secondo quanto affermato dal Ministro Stanca, “si propone di liberare gli italiani da molti ed anacronistici obblighi ed adempimenti verso le Pubbliche Amministrazioni”. Accanto alla Pubblica Amministrazione digitale, quindi, nasce oggi “il cittadino digitale”. Le novità introdotte dalla digitalizzazione si configurano come sostanziali ed effettive.

Con il Codice, la “P.A. in rete” è una realtà a tutti gli effetti, in quanto tutti gli atti, i dati, i documenti, le scritture e la stessa corrispondenza non solo con la P.A. ma anche tra singoli privati, se ultimati in forma digitale e conservati in archivi informatici, si vedranno riconosciuta la stessa validità giuridica di un documento cartaceo tradizionale. Da ciò deriva una notevole riduzione dei tempi e dei costi di gestione dei documenti. Inoltre l’introduzione e l’applicazione del Codice digitale consente di creare i presupposti per una graduale ma inesorabile eliminazione dei 35 milioni di certificati prodotti ogni anno dalle Pubbliche Amministrazioni; dando pieno valore legale alla PEC, posta elettronica certificata, tanto nei rapporti con le amministrazioni Pubbliche quanto tra privati.

Nel corso del Convegno si sono svolte tre interessanti Tavole Rotonde. Nella prima, “Nuovi modelli organizzativi per la P.A. digitale”, sono intervenuti Antonio Catricalà, che, in qualità di Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha riconosciuto l’importanza e la validità del Codice digitale, sottolineando però la necessità che si avvii anche un processo di riduzione dei costi e delle spese della P.A.

E’ stata la volta quindi di Sandro Salmoiraghi, Vicepresidente di Confindustria, che ha auspicato che l’introduzione del nuovo codice dell’Amministrazione digitale consenta al nostro Paese di ritrovare quella competitività a livello internazionale notevolmente compromessa da una serie di fattori negativi che scoraggiano gli investimenti da parte di società straniere in Italia, non ultimo una burocrazia troppo complessa. Giuseppe Tripoli, Segretario generale Unioncamere, ha evidenziato come l’introduzione del Codice digitale rappresenti un passo importante per il rinnovo della Pubblica Amministrazione, sottolineando come uno degli obiettivi di tale strumento sia quello dell’adozione all’interno della P.A. del principio della semplificazione.

Una P.A. semplificata è una P.A. dove le informazioni vengono “incrociate” tra diversi uffici permettendo una comunicazione delle stesse più rapida ed efficace.

Tripoli ha inoltre ribadito la necessità di operare un’intensa attività di formazione rivolta in primo luogo al personale della P.A. che dovrà interagire con nuovi strumenti informatici. Nell’ambito della seconda Tavola Rotonda, “ Il cittadino al centro della P.A. digitale”, hanno portato il loro contributo Lucio Stanca, Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Enrico La Loggia, Ministro per gli Affari Regionali e Umberto Vattani, in rappresentanza del Ministero degli Esteri. Il Ministro Stanca, in qualità di fautore principale dell’iniziativa, ha ribadito con determinazione come la P.A. attraverso il processo di rinnovamento e di modernizzazione digitale stabilito dal Codice debba dare un contributo fondamentale alla competitività del Paese. Per far ciò è necessario che nella P.A. si migliori la qualità dei servizi e si migliorino i livelli di produttività. La Pubblica Amministrazione in quanto organismo in grado di fornire servizi deve essere efficiente.

Inoltre Stanca ha sottolineato come un ruolo fondamentale in tal senso debba essere svolto dalla Dirigenza pubblica che deve favorire il cambiamento. E’ necessario, in ultima analisi, affinchè la digitalizzazione della P.A. sia efficiente, operare un fattivo processo di “riqualificazione del personale”.

Ha quindi fatto seguito l’intervento del Ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia, che ha sottolineato la necessità che il processo di innovazione digitale, regolamentato dal Codice, diventi una realtà valida ed applicabile a tutte le Amministrazioni Pubbliche che possono così operare in un clima di interscambio reciproco. L’incontro che ha visto la partecipazione, in qualità di moderatore, del giornalista RAI Bruno Vespa, si è concluso con la tavola rotonda “Un nuovo strumento legislativo per la PA digitale”, alla quale sono intervenuti: Enrico De Giovanni, Capo dell’Ufficio legislativo del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Todaro Marescotti, Segretario generale della Corte dei conti e Livio Zoffoli, Presidente del CNIPA.

Degno di nota l’intervento di E. De Giovanni, che ha sottolineato come il Codice nasca dall’esigenza di dare un supporto normativo e giuridico al processo di innovazione e sviluppo tecnologico in atto nella P.A. In sostanza il Codice ha ordinato e riunito molte norme già esistenti e ne ha fatte di nuove per nuovi servizi e nuove opportunità, creando un quadro legislativo necessario per dare validità e riconoscimento giuridico alle innovazioni. Si è reso noto, in conclusione, che per favorire la massima divulgazione del Codice è stato addirittura creato il sito www.padigitale.it.

 

 

 

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