
Il 16 gennaio 2004, dopo circa 22 mesi di
trattative, è stato finalmente firmato il ccnl
del personale del comparto delle Regioni e
delle Autonomie Locali per il quadriennio giuridico
2002-2005 e biennio economico 2002-2003.
È stato un contratto, oltre che molto lungo,
molto diffi cile a causa della pochezza delle risorse,
anche se l’accordo del febbraio 2002, tra Governo
e Confederazioni, parlava del 5,66% di aumenti
medi pro capite.
È stata una lunga, estenuante battaglia con
interruzioni di trattative, con diversi scioperi.
Siamo stati i primi a renderci conto che i fondi a
disposizione erano del tutto insufficienti a coprire
l’effettivo incremento del costo della vita, con
un “effetto euro” ignorato solo dall’Istat quando
ha fissato il tasso d’inflazione per il 2002-2003
al 2,8%.
Sento il dovere di dire che, pur tra mille
e più difficoltà, pur tra i tanti steccati posti dal
Governo, il nostro sindacato nulla ha lasciato al
caso.
Infatti il Diccap è stata l’unica organizzazione
sindacale che ha portato all’attenzione del tavolo
negoziale il fatto che il personale delle Camere
di Commercio è ingiustamente relegato nel
comparto delle Regioni e delle Autonomie locali
pur svolgendo funzioni e compiti totalmente
diversi dal resto del comparto. È stata anche
presentata una dichiarazione a verbale con cui
si rivendica con forza che il personale delle
Camere di Commercio e della Polizia Municipale
debba essere interessato da una contrattazione
specifica di settore. Sul piano economico i benefici
ammontano complessivamente a 106 euro mensili
pro capite.
Il contratto ha introdotto alcune rilevanti novità,
quali:
• l’istituzione di un comitato paritetico per la
lotta al mobbing;
• gli incarichi di alta professionalità nell’ambito
della categoria D con indennità di posizione
e di risultato comprese tra euro 5,164,56 ed
euro 16.000;
• l’istituzione di una commissione paritetica
per la revisione del sistema di classificazione e
l’aggiornamento dei profi li professionali;
• l’aumento di una progressione orizzontale per
ogni categoria;
• la disapplicazione del baricentro per le
progressioni orizzontali;
• l’istituzione dell’indennità di comparto per il
raggiungimento di una prima perequazione
con il restante personale del pubblico
impiego;
• il conglobamento dell’indennità integrativa
speciale nella voce stipendiale tabellare.