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VOCE CAMERALE SETTEMBRE 2007

 

Il saluto del presidente della Camera di Commercio di Napoli
“Organici insufficienti
Ecco un freno allo sviluppo
del sistema camerale”
 

*Presidente della Camera di Commercio Napoli

 

L’iniziativa odierna, che ha come obiettivo avviare una riflessione sulle linee guida del progetto di modernizzazione per una nuova qualità dei servizi e delle funzioni pubbliche recentemente predisposto dal Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione prof. Nicolais, ha il pregio di voler porre l’attenzione proprio sulle trasformazioni in corso nel sistema delle Camere di commercio proponendo una riflessione ed un confronto sia con il Ministro che con il presidente dell’ARAN, i rappresentanti di Unioncamere, del Ministero dell’Industria e del mondo politico.
Con il Memorandum d’intesa su lavoro pubblico e riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche, sottoscritto il 18 gennaio 2007 con i rappresentanti delle tre Confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, il Governo ha avviato un percorso di concertazione con le parti sociali che, mediante la complessiva riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, intende migliorare la qualità dei servizi pubblici.
Proprio in previsione di futuri interventi legislativi e regolamentari, il Memorandum indica le linee guida del progetto di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, che, mediante la riduzione degli sprechi e la responsabilizzazione dei centri di spesa, intende perseguire l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa, nel rispetto dei principi costituzionali di imparzialità, buon andamento e legalità.
Quale amministratore dell’Ente camerale partenopeo proprio su queste tematiche sento di dover sottolineare il ruolo di guida da sempre svolto dalle Camere di commercio nel promuovere e realizzare servizi innovativi a favore del sistema delle imprese.
L’autonomia funzionale ed economica delle camere di commercio, la struttura a rete di gestione e distribuzione dei servizi, l’alto livello di competenza espresso sul territorio anche nella erogazione di servizi reali avanzati, pongono il sistema camerale certamente all’avanguardia nella amministrazione pubblica del nostro Paese.
Basti a questo ricordare i servizi a rete del registro delle imprese, l’adozione da anni ormai di sistemi di trasmissione telematica dei dati con firma digitale, le numerose competenze a tutela del mercato e del consumatore e tra queste le iniziative realizzate per lo sviluppo della conciliazione, i diversi servizi a sostegno dello sviluppo delle imprese, la tutela delle produzioni agroalimentari tipiche ed altro ancora, connotano certamente il sistema camerale per gli elevati standard qualitativi delle proprie prestazioni.
L’approvazione in legge del decreto Bersani, tra i vari interventi previsti, ha affidato proprio alle camere di commercio un compito di particolare responsabilità e di grande rilievo per lo sviluppo di attivita’ economiche, per favorire la nascita di nuove imprese e migliorare la semplificazione amministrativa: la comunicazione unica quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA.
L’affidamento di tale compito alle Camere va letto certamente quale significativo riconoscimento al ruolo peculiare ed ai compiti svolti dal sistema camerale ed alla sua capacità di saper erogare servizi di qualità, gestiti con reti efficienti e da personale qualificato.
In tale contesto la recente Direttiva del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione sulla informatizzazione degli uffici pubblici, emanata il 20 febbraio scorso, non vedrà impreparate le camere di commercio che da anni ormai vivono una informatizzazione spinta delle funzioni esercitate che richiederanno ben pochi adeguamenti strutturali.
Sul versante delle politiche di sviluppo dell’occupazione e del personale occorre certamente riconoscere che le difficoltà di organico che caratterizzano la camera che presiedo, ma che sono condivisibili, credo, da gran parte delle camere di commercio italiane, potrebbero frenare lo sviluppo del sistema camerale.
L’erogazione di servizi sempre più avanzati e specialistici richiedono nuovo personale sempre più preparato e qualificato.
Riterrei necessario che l’attenzione manifestata verso le camere di commercio dal legislatore e condivisa dal mondo politico nazionale, si traduca anche in una maggiore attenzione alla struttura degli organici camerali ormai sottodimensionati.
Il sindacato diccap-snalcc-confsal è da anni attento all’evoluzione del sistema camerale ed ha elaborato interessanti proposte dirette al riconoscimento delle specificità del sistema camerale, e il convegno di oggi costituisce certamente una utilissima occasione di confronto dentro e fuori il sistema camerale.
E’ mia convinzione che solo attraverso una maggiore produttività ed una profonda innovazione in tutti i settori sia pubblici che privati, il sistema Paese Italia può tornare ad essere realmente competitivo sulla scena internazionale. Per i compiti affidati il sistema delle camere di commercio è sicuramente cosciente di poter continuare a svolgere un suo ruolo di primo piano.

 

 

 

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