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Il saluto del presidente della Camera di
Commercio di Napoli
“Organici insufficienti
Ecco un freno allo sviluppo
del sistema camerale”

*Presidente della Camera di
Commercio Napoli
L’iniziativa odierna, che ha come
obiettivo avviare una riflessione sulle linee guida del progetto
di modernizzazione per una nuova qualità dei servizi e delle
funzioni pubbliche recentemente predisposto dal Ministro per le
Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione prof.
Nicolais, ha il pregio di voler porre l’attenzione proprio sulle
trasformazioni in corso nel sistema delle Camere di commercio
proponendo una riflessione ed un confronto sia con il Ministro
che con il presidente dell’ARAN, i rappresentanti di Unioncamere,
del Ministero dell’Industria e del mondo politico.
Con il Memorandum d’intesa su lavoro pubblico e riorganizzazione
delle Amministrazioni Pubbliche, sottoscritto il 18 gennaio 2007
con i rappresentanti delle tre Confederazioni sindacali CGIL,
CISL e UIL, il Governo ha avviato un percorso di concertazione
con le parti sociali che, mediante la complessiva
riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, intende
migliorare la qualità dei servizi pubblici.
Proprio in previsione di futuri interventi legislativi e
regolamentari, il Memorandum indica le linee guida del progetto
di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, che,
mediante la riduzione degli sprechi e la responsabilizzazione
dei centri di spesa, intende perseguire l’efficacia e
l’efficienza dell’azione amministrativa, nel rispetto dei
principi costituzionali di imparzialità, buon andamento e
legalità.
Quale amministratore dell’Ente camerale partenopeo proprio su
queste tematiche sento di dover sottolineare il ruolo di guida
da sempre svolto dalle Camere di commercio nel promuovere e
realizzare servizi innovativi a favore del sistema delle
imprese.
L’autonomia funzionale ed economica delle camere di commercio,
la struttura a rete di gestione e distribuzione dei servizi,
l’alto livello di competenza espresso sul territorio anche nella
erogazione di servizi reali avanzati, pongono il sistema
camerale certamente all’avanguardia nella amministrazione
pubblica del nostro Paese.
Basti a questo ricordare i servizi a rete del registro delle
imprese, l’adozione da anni ormai di sistemi di trasmissione
telematica dei dati con firma digitale, le numerose competenze a
tutela del mercato e del consumatore e tra queste le iniziative
realizzate per lo sviluppo della conciliazione, i diversi
servizi a sostegno dello sviluppo delle imprese, la tutela delle
produzioni agroalimentari tipiche ed altro ancora, connotano
certamente il sistema camerale per gli elevati standard
qualitativi delle proprie prestazioni.
L’approvazione in legge del decreto Bersani, tra i vari
interventi previsti, ha affidato proprio alle camere di
commercio un compito di particolare responsabilità e di grande
rilievo per lo sviluppo di attivita’ economiche, per favorire la
nascita di nuove imprese e migliorare la semplificazione
amministrativa: la comunicazione unica quale assolvimento di
tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione
al registro delle imprese nonché per l’ottenimento del codice
fiscale e della partita IVA.
L’affidamento di tale compito alle Camere va letto certamente
quale significativo riconoscimento al ruolo peculiare ed ai
compiti svolti dal sistema camerale ed alla sua capacità di
saper erogare servizi di qualità, gestiti con reti efficienti e
da personale qualificato.
In tale contesto la recente Direttiva del Ministro per le
Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione sulla
informatizzazione degli uffici pubblici, emanata il 20 febbraio
scorso, non vedrà impreparate le camere di commercio che da anni
ormai vivono una informatizzazione spinta delle funzioni
esercitate che richiederanno ben pochi adeguamenti strutturali.
Sul versante delle politiche di sviluppo dell’occupazione e del
personale occorre certamente riconoscere che le difficoltà di
organico che caratterizzano la camera che presiedo, ma che sono
condivisibili, credo, da gran parte delle camere di commercio
italiane, potrebbero frenare lo sviluppo del sistema camerale.
L’erogazione di servizi sempre più avanzati e specialistici
richiedono nuovo personale sempre più preparato e qualificato.
Riterrei necessario che l’attenzione manifestata verso le camere
di commercio dal legislatore e condivisa dal mondo politico
nazionale, si traduca anche in una maggiore attenzione alla
struttura degli organici camerali ormai sottodimensionati.
Il sindacato diccap-snalcc-confsal è da anni attento
all’evoluzione del sistema camerale ed ha elaborato interessanti
proposte dirette al riconoscimento delle specificità del sistema
camerale, e il convegno di oggi costituisce certamente una
utilissima occasione di confronto dentro e fuori il sistema
camerale.
E’ mia convinzione che solo attraverso una maggiore produttività
ed una profonda innovazione in tutti i settori sia pubblici che
privati, il sistema Paese Italia può tornare ad essere realmente
competitivo sulla scena internazionale. Per i compiti affidati
il sistema delle camere di commercio è sicuramente cosciente di
poter continuare a svolgere un suo ruolo di primo piano.
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