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La grande ed illogica ingiustizia
dell’inquadramento
del personale del sistema
delle Camere di Commercio
in tanti e diversi contratti
di lavoro, tutti pagati
dagli stessi bilanci camerali,
è una vergogna di altri tempi,
non riscontrabile
in Paesi civili e giustamente
da cancellare

 

La proposta di legge n. 5771, sollecitata dal nostro sindacato, sulla “ Modifi ca all’art. 19 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, in materia di ordinamento del personale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura”, d’iniziativa dell’On. Flavio Tanzilli, Presidente della Bicamerale, ha avuto una vastissima eco in tutto il territorio nazionale.

 

Centinaia di lavoratori, di ogni provincia italiana, mi hanno espresso la loro grande soddisfazione per la strada intrapresa per riscattare il personale del sistema camerale, inquadrato scandalosamente ed illogicamente in tanti e diversi contratti collettivi nazionali di lavoro.
 

Il nostro sito internet, nei giorni in cui ha dato notizia ed ha pubblicato il progetto di legge, ha registrato una fortissima impennata nei collegamenti, come mai era successo in precedenza. Tutta la categoria, compresi esponenti di altri sindacati, mi hanno invitato a proseguire con forza e con determinazione il cammino per raggiungere il grande obiettivo che tanto sta a cuore a tutti i lavoratori del sistema camerale. Il mio impegno, che è quello
del Diccap-Snalcc, in questa battaglia è totale.
 

Ad un uomo di diritto, come l’On. Tanzilli, non è sfuggito il dramma che vive il personale del sistema delle Camere di Commercio, il profondo malcontento e il grande malumore che serpeggia tra i lavoratori, il clima pesante che si vive negli enti. Le cause sono da ricercarsi nella macroscopica ingiustizia di inquadramento in diversi contratti, nella disparità di trattamento tra i lavoratori dello stesso sistema pur essendo tutti pagati dagli stessi bilanci camerali.
 

E’ questa una vergogna di altri tempi, non riscontrabile in Paesi civili e giustamente da cancellare.
Nel giorno della mia elezione a Segretario Nazionale del Diccap-Snalcc, nella piena e ferma convinzione delle ingiustizie, dei soprusi, delle discriminazioni subite ingiustamente dai lavoratori camerali, schiacciati, e mortificati in un comparto per nulla comprensivo e per nulla attento alle loro specificità di lavoratori che assicurano servizi di vitale importanza per i cittadini, per le imprese, per l’economia nazionale, ho preso quindi, davanti a tutti i congressisti, l’impegno di traghettare i lavoratori del sistema verso il riscatto della categoria, proseguendo tutti insieme, il cammino verso un unico ed autonomo comparto di contrattazione.

E’ del tutto inutile, oggi, ricercare le colpe dello sciagurato e illogico inserimento nel comparto degli Enti Locali. E’ del tutto inutile, oggi, ricercare le responsabilità o, meglio, le irresponsabilità di chi ha voluto confondere le professionalità e le specificità camerali, i cui enti sono profondamente diversi e dotati invece di caratteristiche uniche e peculiari nei settori dell’economia con un ruolo di grandissima importanza nell’intermediazione tra il sistema delle imprese e la pubblica amministrazione provinciale, regionale, nazionale, europea ed internazionale.
Oggi, è opportuno riprendere con tutti il dialogo, il cammino della giustizia e del progresso per tutti i lavoratori del sistema, per omogeneizzare il contenuto dei contratti di lavoro, per valorizzarne compiti e le funzioni.
 

Non risponde ad alcuna logica il solo pensare che al personale delle Camere di Commercio si applica il contratto del comparto degli Enti Locali, al personale dell’Unioncamere si applica un contratto atipico, ai sensi dell’art. 70, comma 4, del Dlgs n. 165/2001, al personale delle Unioni Regionali e delle Aziende Speciali quello del commercio, metalmeccanico e di altri settori.
 

Per tutte queste illogicità che schiacciano, calpestano, demotivano le professionalità e le specificità camerali è necessario modifi care l’art. 19 della legge 580/93, come giustamente e con grande saggezza, ha proposto l’On. Flavio Tanzilli nel progetto di legge n. 5771 che, con i pareri della I commisione Affari Costituzionali e della V commissione Bilancio, è attualmente all’esame della XI commissione Lavoro.
 

Per raggiungere l’obiettivo è necessario continuare a lottare, ed a battersi, per riscattare la professionalità camerale, la dignità di una professione, confusa, in un comparto disomogeneo come quello degli Enti Locali. Le difficoltà sono tante. A tutti chiedo collaborazione, di lottare uniti, con caparbia, ferma convinzione e forte determinazione, per cancellare la vergogna dell’attuale sistema e riportare serenità e legalità tra i lavoratori al servizio dell’economia del Paese.
 

Mentre il giornale stava per andare in stampa, ho ricevuto la gradita comunicazione dell’On. Publio Fiori, Vice Presidente della Camera dei Deputati, che ha condiviso pienamente il profondo malumore che serpeggia negli enti camerali, decidendo di sottoscrivere la proposta di legge n. 5771, presentata dall’On. Flavio Tanzilli, al fine di dare il suo prezioso aiuto ed il suo importante contributo.


E l’altra oltremodo gradita comunicazione dell’impegno dell’On. Antonio Pepe, che ha assicurato anche per parte sua il massimo impegno nell’appoggiare la proposta di legge e compartecipare alla riuscita dell’iniziativa intrapresa dal Sindacato Autonomo.

 

 

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