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VOCE CAMERALE LUGLIO DICEMBRE 2008

 

Area camerale, l’onorevole Marini ripresenta la proposta di legge

Unioni e Aziende speciali

La proposta per dotare di un’area specifica di contrattazione le Camere di Commercio, all’interno del comparto delle Regioni e degli enti locali, è stata presentata nuovamente dall’onorevole del Pdl, nonché sindaco di Viterbo, Giulio Marini.

L’esponente politico ha mostrato da sempre grande attenzione per i problemi del comparto anche perché la sua stessa provenienza professionale è legata proprio agli enti camerali: questo gli consente di comprendere a fondo le problematiche e le peculiarità che esigono la possibilità che venga prevista un’area specifica camerale.

«Con la norma – spiega Marini da noi intervistato sulla bozza normativa che recepisce istanze che la nostra organizzazione sindacale sostiene da tempo - si intende razionalizzare il sistema delle Camere di Commercio, loro unioni e loro aziende speciali, al fine di porre rimedio ad una situazione per certi versi anomala venutasi a stratificare per questi enti nel corso degli anni».

Quale sarà l’effetto dell’eventuale trasformazione in legge?

«L’effetto della norma, una volta approvata dal Parlamento, sarà quello di modificare l’attuale assetto della contrattazione collettiva riguardante il personale delle camere di commercio, loro unioni e loro aziende speciali, che vede tali enti inseriti in ambiti diversi di contrattazione, pur facendo parte di un unico ed omogeneo sistema con al centro l’Unioncamere. In un’ottica di privatizzazione del pubblico impiego, in cui non ci può e non ci deve essere una differenza sostanziale tra rapporti di lavoro privato e rapporti di lavoro pubblico, in cui i comparti pubblici possono e devono essere definiti “in coerenza con quelli del settore privato”, ed in cui la parità di trattamento dei lavoratori deve essere garantita ed attuata in modo assoluto, non può continuare ad esistere un sistema frammentario, disorganico e, soprattutto, disomogeneo, come quello previsto per il personale del sistema camerale».

Quali risposte concrete avranno i lavoratori?

«L’inserimento del personale del sistema camerale in un un’area specifica camerale all’interno del comparto di contrattazione collettiva nazionale risponde alla precisa esigenza di omogeneizzare il contenuto dei contratti di lavoro di tutto il personale del settore, al fine di valorizzare ed armonizzare i compiti e le funzioni che ciascuno è chiamato a svolgere. È opportuno, quindi, costituire un distinto settore di contrattazione collettiva all’interno dell’esistente comparto delle regioni ed autonomie locali, che riunisca ed armonizzi i rapporti di lavoro dei dipendenti del sistema camerale, garantendo a tutti, in uguale misura, medesimi condizioni e trattamenti retributivi e previdenziali, allo scopo di realizzare appieno i principi di imparzialità ed uguaglianza che la Costituzione italiana riconosce a tutti i cittadini».

Ci saranno costi ulteriori per lo Stato?

«Sotto il profilo degli oneri contrattuali la norma non graverà in alcun modo sul bilancio dello Stato, neanche in forma indiretta, visto che il finanziamento del sistema camerale si fonda sul diritto annuale versato dalle imprese».

 

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