S.N.A.L.C.C. |
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Come già detto in un precedente articolo a firma del dott. Lucio Tisi della Camera di Commercio di Napoli, il nuovo Accordo di Basilea sui requisiti patrimoniali delle banche è destinato ad avere conseguenze importanti sull’accesso al credito da parte delle imprese. Basilea 2 garantisce che il patrimonio delle banche sia sufficiente per far fronte a situazioni di crisi e, in special modo, a casi di insolvenza da parte dei clienti.
I soggetti coinvolti però non sono solo le banche; difatti il loro capitale di riserva dipende anche dalla qualità e dalle caratteristiche dei prestiti concessi ai clienti. Di conseguenza anche i clienti delle banche e quindi le imprese potranno subire indirettamente gli effetti del nuovo accordo di Basilea. Infatti, quanto maggiore è il rischio rappresentato dal cliente, tanto maggiore è il capitale che la banca deve accantonare; quanto maggiore è il capitale accantonato tanto maggiori potranno essere i costi di gestione per la banca; quanto maggiori sono i costi per la banca tanto maggiore potrà essere il costo del denaro per l’impresa cliente che chiede il prestito.
Ne consegue che quanto maggiore è la rischiosità del cliente tanto maggiori potranno essere gli oneri e più stringenti le condizioni per concedere un prestito. È il caso dunque di chiedersi se i sistemi “rating” non finiranno per penalizzare proprio le imprese di minori dimensioni non sempre rappresentabili entro rigidi schemi valutativi, limitando l’accesso al credito e aumentandone i costi. L’attività creditizia deve essere sempre più mediata dai CONFIDI che forniscono le garanzie alle aziende che si presentano agli sportelli bancari desiderose di finanziamenti.
Su queste premesse di ordine strutturale operativo riteniamo opportuno in questa sede fornire uno spunto di analisi tramite gli interventi della Camera di Commercio di Napoli a favore dei cONFIDI operanti nella Provincia. I contributi della Camera di Commercio di Napoli nel periodo 2004/2007 sono ammontati a €.14.900.000,00 = di cui 4.000.000,00 = annualmente nel triennio 2004/2006 ed €.2.900.000,00= nell’anno 2007 utilizzando un apposito Regolamento che dava dei pesi specifici su elementi di operatività dei CONFIDI stessi. Su un numero di CONFIDI beneficiari di 17 nel 2004, 13 nel 2005, 12 nel 2006 e 11 nel 2007, la quota di contributi erogati suddivisa per comparti economici è stata a seguire negli anni: COMPARTO INDUSTRIA 36%, 31%, 34%, 31,1% COMPARTO COMMERCIO 36%, 45%, 51%, 55,4% COMPARTO ARTIGIANATO 28%, 23%, 15%, 13,5%
Un primo elemento di riflessione è quello della presenza di un fenomeno di accorpamento e riorganizzazione dei CONFIDI i quali da una frammentazione e polverizzazione di essi (17), si sono assestati ad un numero complessivo di soggetti operanti nella Provincia pari ad 11.
Questo fenomeno è stato anche una conseguenza della volontà del Governo centrale espressa anche in sede legislativa con la legge 363/2003 che ha inteso favorire il riaccorpamento e la riorganizzazione dei CONFIDI. Più specificamente da una veloce disamina delle percentuali di contributo concesse ai singoli comparti economici, si può dire che il peso specifico dei CONFIDI industriali da una punta del 36% dell’anno 2004, si è assestata su un trend del 31% negli anni successivi, a riprova di una non sostanziale dinamica delle aziende del settore di appartenenza.
Al contrario i CONFIDI del comparto commercio hanno dimostrato una maggiore e più incisiva attività dimostrata dalla percentuale del 36% del 2004, la quale sempre in ascesa anno per anno è giunta al 55,4% del 2007; questo ha dimostrato che le imprese commerciali, pur in un momento di criticità hanno comunque operato in crescita di accesso al credito. Non si può dire altrettanto del comparto artigianato, il quale pur avendo operato un riaccorpamento diminuendo il numero dei confidi ad essi riferito, ha subito una flessione considerando che nell’anno 2004 la quota di contributi era pari al 28% e che invece nel 2007 ha registrato una percentuale di contributo pari al 13,5%.
Le considerazioni sopra fatte non costituiscono certo valori assoluti sia perché il contributo camerale rappresenta una quota minima dell’intero sistema finanziario della provincia napoletana, sia perché i parametri di operatività in base ai quali concedere il contributo sono di carattere generale e non tengono conto delle specifiche peculiarità dei CONFIDI appartenenti a comparti economici diversi: uno per tutti il parametro di operatività delle garanzie in essere, avendo un peso specifico del 40% sul contributo totale da destinare ai CONFIDI, penalizza quelli del comparto artigiano a causa dell’importo degli affidamenti concessi che sono sicuramente inferiori a quelli del comparto industria. Resta comunque importante il ruolo dei CONFIDI nel contesto attuale di sempre maggiore difficoltà a reperire le necessarie risorse finanziarie per i propri programmi di sviluppo. ■
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