
L’intervento del Coordinatore del Pubblico Impiego -
Confsal
“Tagliamo gli sprechi
e valorizziamo il personale
delle Camere di Commercio”

*Coordinatore Pubblico
Impiego della CONFSAL
Signor Ministro, Le porto il saluto ed il ringraziamento
della Confsal per essere intervenuto a questo nostro
Convegno.
Ella ha elencato i provvedimenti legislativi ed
amministrativi relativi ad un anno del Suo impegno
governativo, facendo tra l’altro riferimento ai primi
esiti della concertazione, nella quale la nostra
Confederazione ha avuto un ruolo importante. La
ringraziamo anche per aver creduto nella concertazione
con tutti i sindacati rappresentativi. Qualche Suo
collega di governo considerava e forse ancora considera
la concertazione come momento ”conviviale”, ma la
concertazione, quella vera ed autentica, è confronto
franco e qualche volta scontro che può sfociare in
mobilitazione, come quella che stiamo vivendo da un po’
di tempo per il rinnovo dei contratti del pubblico
impiego.
Noi, Signor Ministro, oltre a rappresentare gli
interessi di larghe fasce di lavoratori, siamo soggetto
generale che si assume le proprie responsabilità
politiche.
Allorquando, l’altra sera, a Palazzo Chigi la Confsal Le
chiedeva di sostituire il memorandum con un’intesa
cogente è perché la Confsal vuole impegnarsi ed
impegnare effettivamente il Governo.
Signor Ministro, stasera ha tracciato la strada del Suo
impegno governativo individuando importanti questioni da
risolvere.
La Confsal mette al centro la questione del capitale
umano e del lavoro. Il salto lo faremo con l’impegno, la
professionalità e la responsabilità dei lavoratori e con
il metodo della premialità. Non pensi, Signor Ministro,
al metodo sanzionatorio sulla spinta di novelli censori.
Noi abbiamo una filosofia del diritto del lavoro e del
diritto in generale che è quella di coinvolgere nelle
responsabilità i lavoratori, dal dirigente al
funzionario.
Dobbiamo pensare non tanto a misurare – oltretutto
possiamo misurare il “misurabile” –; dobbiamo, al
contrario, valutare, dopo aver stabilito “chi valuta e
che cosa valuta”, altrimenti possiamo fare pure
un’intesa interessante, ma non risolveremo mai i veri
problemi.
Anche stasera, durante il Suo discorso, la nostra platea
mostrava di condividere il Suo programma. Quindi, la
vera questione è quella di trovare adeguate soluzioni
giuridico- tecniche.
La questione tecnologica nelle pubbliche amministrazioni
si può risolvere con investimenti pluriennali mirati, ma
è la complessità delle altre questioni che ci deve
impegnare maggiormente.
Le politiche del personale saranno decisive per la
riforma delle Pubbliche Amministrazioni.
Le consulenze-scandolo e le esternalizzazioni immotivate
vanno totalmente cancellate; poi, bisogna intervenire
sugli sprechi. Questo costituisce un dovere etico di un
Governo della Repubblica, prima ancora di essere un
rilevante fatto politico.
La Confsal pone la stabilizzazione dei precari fra le
sue rivendicazioni prioritarie. Per centrare l’obiettivo
non bastano le risorse stanziate dalla legge finanziaria
2007. E’ necessario un impegno finanziario pluriennale
per sanare l’attuale pesante situazione del precariato
nelle pubbliche amministrazioni.
Altra questione centrale, per noi della Confsal, è
costituita dalla formazione.
Signor Ministro, punti decisamente sulla formazione
iniziale del personale in servizio se vuole
effettivamente riformare i processi amministrativi nella
Pubblica Amministrazione Italiana. La Francia ha la
scuola della pubblica amministrazione più famosa
d’Europa, forse del Mondo, e quando ci confrontiamo a
Bruxelles non vorremmo più invidiare i cugini francesi.
Vorremmo, al contrario, esportare anche noi buone
esperienze e pratiche amministrative maturate in modelli
organizzativi moderni ed efficienti.La nostra Pubblica
Amministrazione possiede risorse professionali
potenziali e quindi prospettiche che, se sostenute con
concreti piani di formazione e di incentivazione,
possono rivelarsi sufficienti per realizzare gli
obiettivi riformistici.
Sulla questione contrattuale la Confsal punta sulla
salvaguardia del potere d’acquisto delle retribuzioni e
sulla premiabilità.
L’opzione del secondo livello negoziale e della
differenziazione della retribuzione accessoria è
praticabile una volta salvaguardato il potere d’acquisto
della retribuzione fondamentale.
Il salario accessorio può differenziare in tempi brevi i
trattamenti retributivi e dare soprattutto nuovo impulso
e buone prospettive alle riforme con l’obiettivo di
rendere più efficienti i servizi amministrativi e
pubblici in generale.
La bozza di direttiva-madre per il rinnovo dei contratti
del pubblico impiego 2006-2009 non corrisponde
all’Intesa di Palazzo Chigi del 6 aprile 2007 e nega,
per la esiguità delle risorse, prospettive di sviluppo
alla premialità e, quindi, alla realizzazione della
riforma. E’ questo il motivo di fondo che vede la
Confsal fortemente critica sulla direttivaquadro.
Al Governo chiediamo uno sforzo decisivo per poter
rinnovare i contratti dei lavoratori pubblici!
Prima di chiudere, mi preme fare un’ultima
considerazione. Noi oggi siamo ospiti in una sede di
lavoro dove la tipicità è un valore. Si afferma
autorevolmente che la Pubblica Amministrazione deve fare
sistema con la società e l’economia del Paese: ebbene,
le Camere di Commercio costituiscono un’importante
cerniera tra pubblico e privato per realizzare
l’irrinunciabile obiettivo. Una delle attività camerali
è la certificazione, uno dei tanti atti amministrativi
di grande responsabilità. Ed è per questo che noi
riteniamo un primario impegno sindacale valorizzare il
personale camerale per affermare finalmente il valore di
coloro i quali, per la loro forte tipicità, sono stati
sempre penalizzati.
La Confsal ha posto il problema della tipicità delle
Camere di Commercio a tutti i livelli, anche in
relazione alla struttura dei comparti di contrattazione.
Mi avvio alla conclusione affermando che per realizzare
compiutamente la riforma delle Pubbliche Amministrazioni
è obbligatorio puntare sulla stabilizzazione dei
precari, sulla gestione di un corretto turn over, sulla
formazione e sulla premialità. Questi sono i temi della
presente e della futura “concertazione utile”.
Signor Ministro, la concertazione ha un senso se si
condivide e si sostiene un progetto di riforma e
soprattutto se si onorano le intese.
Senza il consenso dei lavoratori non si può perseguire
alcun obiettivo ambizioso, quale quello che Lei vuole
portare avanti.