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VOCE CAMERALE SETTEMBRE 2007

 
 

L’intervento del Coordinatore del Pubblico Impiego - Confsal


“Tagliamo gli sprechi
e valorizziamo il personale
delle Camere di Commercio”

*Coordinatore Pubblico Impiego della CONFSAL


Signor Ministro, Le porto il saluto ed il ringraziamento della Confsal per essere intervenuto a questo nostro Convegno.
Ella ha elencato i provvedimenti legislativi ed amministrativi relativi ad un anno del Suo impegno governativo, facendo tra l’altro riferimento ai primi esiti della concertazione, nella quale la nostra Confederazione ha avuto un ruolo importante. La ringraziamo anche per aver creduto nella concertazione con tutti i sindacati rappresentativi. Qualche Suo collega di governo considerava e forse ancora considera la concertazione come momento ”conviviale”, ma la concertazione, quella vera ed autentica, è confronto franco e qualche volta scontro che può sfociare in mobilitazione, come quella che stiamo vivendo da un po’ di tempo per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego.
Noi, Signor Ministro, oltre a rappresentare gli interessi di larghe fasce di lavoratori, siamo soggetto generale che si assume le proprie responsabilità politiche.
Allorquando, l’altra sera, a Palazzo Chigi la Confsal Le chiedeva di sostituire il memorandum con un’intesa cogente è perché la Confsal vuole impegnarsi ed impegnare effettivamente il Governo.
Signor Ministro, stasera ha tracciato la strada del Suo impegno governativo individuando importanti questioni da risolvere.
La Confsal mette al centro la questione del capitale umano e del lavoro. Il salto lo faremo con l’impegno, la professionalità e la responsabilità dei lavoratori e con il metodo della premialità. Non pensi, Signor Ministro, al metodo sanzionatorio sulla spinta di novelli censori. Noi abbiamo una filosofia del diritto del lavoro e del diritto in generale che è quella di coinvolgere nelle responsabilità i lavoratori, dal dirigente al funzionario.
Dobbiamo pensare non tanto a misurare – oltretutto possiamo misurare il “misurabile” –; dobbiamo, al contrario, valutare, dopo aver stabilito “chi valuta e che cosa valuta”, altrimenti possiamo fare pure un’intesa interessante, ma non risolveremo mai i veri problemi.
Anche stasera, durante il Suo discorso, la nostra platea mostrava di condividere il Suo programma. Quindi, la vera questione è quella di trovare adeguate soluzioni giuridico- tecniche.
La questione tecnologica nelle pubbliche amministrazioni si può risolvere con investimenti pluriennali mirati, ma è la complessità delle altre questioni che ci deve impegnare maggiormente.
Le politiche del personale saranno decisive per la riforma delle Pubbliche Amministrazioni.
Le consulenze-scandolo e le esternalizzazioni immotivate vanno totalmente cancellate; poi, bisogna intervenire sugli sprechi. Questo costituisce un dovere etico di un Governo della Repubblica, prima ancora di essere un rilevante fatto politico.
La Confsal pone la stabilizzazione dei precari fra le sue rivendicazioni prioritarie. Per centrare l’obiettivo non bastano le risorse stanziate dalla legge finanziaria 2007. E’ necessario un impegno finanziario pluriennale per sanare l’attuale pesante situazione del precariato nelle pubbliche amministrazioni.
Altra questione centrale, per noi della Confsal, è costituita dalla formazione.
Signor Ministro, punti decisamente sulla formazione iniziale del personale in servizio se vuole effettivamente riformare i processi amministrativi nella Pubblica Amministrazione Italiana. La Francia ha la scuola della pubblica amministrazione più famosa d’Europa, forse del Mondo, e quando ci confrontiamo a Bruxelles non vorremmo più invidiare i cugini francesi.
Vorremmo, al contrario, esportare anche noi buone esperienze e pratiche amministrative maturate in modelli organizzativi moderni ed efficienti.La nostra Pubblica Amministrazione possiede risorse professionali potenziali e quindi prospettiche che, se sostenute con concreti piani di formazione e di incentivazione, possono rivelarsi sufficienti per realizzare gli obiettivi riformistici.
Sulla questione contrattuale la Confsal punta sulla salvaguardia del potere d’acquisto delle retribuzioni e sulla premiabilità.
L’opzione del secondo livello negoziale e della differenziazione della retribuzione accessoria è praticabile una volta salvaguardato il potere d’acquisto della retribuzione fondamentale.
Il salario accessorio può differenziare in tempi brevi i trattamenti retributivi e dare soprattutto nuovo impulso e buone prospettive alle riforme con l’obiettivo di rendere più efficienti i servizi amministrativi e pubblici in generale.
La bozza di direttiva-madre per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego 2006-2009 non corrisponde all’Intesa di Palazzo Chigi del 6 aprile 2007 e nega, per la esiguità delle risorse, prospettive di sviluppo alla premialità e, quindi, alla realizzazione della riforma. E’ questo il motivo di fondo che vede la Confsal fortemente critica sulla direttivaquadro.
Al Governo chiediamo uno sforzo decisivo per poter rinnovare i contratti dei lavoratori pubblici!
Prima di chiudere, mi preme fare un’ultima considerazione. Noi oggi siamo ospiti in una sede di lavoro dove la tipicità è un valore. Si afferma autorevolmente che la Pubblica Amministrazione deve fare sistema con la società e l’economia del Paese: ebbene, le Camere di Commercio costituiscono un’importante cerniera tra pubblico e privato per realizzare l’irrinunciabile obiettivo. Una delle attività camerali è la certificazione, uno dei tanti atti amministrativi di grande responsabilità. Ed è per questo che noi riteniamo un primario impegno sindacale valorizzare il personale camerale per affermare finalmente il valore di coloro i quali, per la loro forte tipicità, sono stati sempre penalizzati.
La Confsal ha posto il problema della tipicità delle Camere di Commercio a tutti i livelli, anche in relazione alla struttura dei comparti di contrattazione.
Mi avvio alla conclusione affermando che per realizzare compiutamente la riforma delle Pubbliche Amministrazioni è obbligatorio puntare sulla stabilizzazione dei precari, sulla gestione di un corretto turn over, sulla formazione e sulla premialità. Questi sono i temi della presente e della futura “concertazione utile”.
Signor Ministro, la concertazione ha un senso se si condivide e si sostiene un progetto di riforma e soprattutto se si onorano le intese.
Senza il consenso dei lavoratori non si può perseguire alcun obiettivo ambizioso, quale quello che Lei vuole portare avanti.

 

 

 

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